{"id":22130,"date":"2013-01-01T00:00:00","date_gmt":"2012-12-31T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lintegrazione-industriale-che-premia-litalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:12","slug":"lintegrazione-industriale-che-premia-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/01\/lintegrazione-industriale-che-premia-litalia\/","title":{"rendered":"L\u2019integrazione industriale che premia l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>General Electric (GE), uno dei pi\u00f9 grandi gruppi transnazionali di base negli Stati Uniti, ha acquisito il controllo di Avio, il principale gruppo italiano nel settore della propulsione aeronautica civile e militare, oltre che spaziale, erede della centenaria tradizione di Fiat in questo settore.<\/p>\n<p>Avio fattura oggi pi\u00f9 di due miliardi di euro, di cui il 90% esportato, con circa 5200 dipendenti, quasi tutti in Italia, ma con una piccola presenza anche in Europa e Sud America. Per la terza volta in meno di dieci anni Avio subisce cos\u00ec un cambiamento di propriet\u00e0: dopo un fondo americano e uno inglese, arriver\u00e0 finalmente un partner industriale in una logica non pi\u00f9 finanziaria, ma di strategia globale.<\/p>\n<p>Potrebbe sembrare l\u2019ennesima sconfitta italiana nel mantenimento delle capacit\u00e0 tecnologiche e industriali, ma la realt\u00e0 \u00e8 invece molto diversa. Avio diventa parte di un grande attore mondiale, rispetto al quale svolger\u00e0 una sua precisa missione. Il programma presentato da GE \u00e8 molto ambizioso e accattivante: se sar\u00e0 rispettato, Avio risulter\u00e0 rafforzata dalla nuova collocazione. Continuer\u00e0, infatti, le sue attuali attivit\u00e0, ma diventer\u00e0 anche un centro di eccellenza internazionale dell\u2019intero gruppo GE, oltre che la sua base nell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p><b>Predatori e prede<\/b><br \/>Il vero fatto nuovo \u00e8 che, per la prima volta, il governo sembra essere riuscito a coniugare le esigenze dell\u2019impresa (rafforzare la sua base tecnologica e industriale) e degli attuali azionisti (valorizzare l\u2019investimento) con quella del paese (tutelare gli interessi nazionali mantenendo le capacit\u00e0 strategiche).<\/p>\n<p>In questo caso era, per altro, difficile rincorrere utopistici progetti \u201cnazionali\u201d, a meno di non far intervenire il Fondo strategico italiano della Cassa depositi e prestiti, che, per\u00f2, pu\u00f2 acquisire solo partecipazioni minoritarie. E in Italia, ancora una volta, non si sono visti \u201ccapitani coraggiosi\u201d, capaci e determinati ad affrontare i rischi di impresa. N\u00e9 ci si poteva inventare un\u2019altra ammucchiata di investitori interessati solo ad acquisire benevolenze governative o a mantenere i propri contratti di fornitura: due recenti esempi (uno realizzato, per Alitalia, e uno proposto, per Ansaldo Energia) che, sul piano industriale, risultano deboli e non risolutivi.<\/p>\n<p>Non ci si dovrebbe, infatti, dimenticare che anche imprese efficienti rischiano di perdere la sfida della globalizzazione se non raggiungono le dimensioni critiche necessarie per confrontarsi con i competitori nello specifico settore. E nel campo delle alte tecnologie e dei sistemi complessi queste dimensioni sono ormai incompatibili con quelle dei singoli mercati europei.<\/p>\n<p>L\u2019integrazione industriale su base europea ed internazionale \u00e8, quindi, una strada obbligata. Al di l\u00e0 di un comprensibile \u201ctifo\u201d nazionale, non bisogna cadere nell\u2019illusione che si possa essere sempre e solo \u201cpredatori\u201d, come, invece, anche qualche autorevole commentatore ha suggerito in questa occasione: a volte si deve accettare di essere \u201cprede\u201d, ma quello che \u00e8 importante \u00e8 essere integrati e non divorati. Questo dipende dalla strategia industriale che sta alla base dell\u2019operazione e dall\u2019azione del paese in cui si realizza. <\/p>\n<p>  A questo fine, sulla base della nuova normativa sulla \u201cgolden power\u201d approvata recentemente, il governo ha fissato una serie di impegni che GE ha formalmente accettato: mantenimento della produzione e manutenzione dei motori militari; protezione degli investimenti pubblici nella ricerca e sviluppo; tutela delle informazioni classificate; nessun cambiamento di propriet\u00e0 senza autorizzazione; etc. Ottenute queste garanzie, la scommessa \u00e8 che gli impegni siano mantenuti: \u00e8 in questo campo che il governo, e in particolare il ministero della difesa, dovranno costruire nuove specifiche capacit\u00e0 di sorveglianza, in linea  con un moderno paese industriale.<\/p>\n<p><b>Attivit\u00e0 strategiche<\/b><br \/>Nello stesso tempo, ma solo secondariamente, \u00e8 stato previsto lo scorporo della parte spaziale, che continuer\u00e0 a mantenere, per ora, la stessa struttura proprietaria (il fondo inglese Cinven con l\u201985% e Finmeccanica col 15%). Si potranno studiare differenti ipotesi in ambito europeo, non dimenticando che il principale programma \u00e8 quello del lanciatore Vega, finanziato dall\u2019Esa per completare la famiglia dei lanciatori europei nella fascia inferiore, e che l\u2019intero settore dei lanciatori europei richiede da tempo una razionalizzazione e un efficientamento anche attraverso la riorganizzazione della sua <i>governance<\/i>.<\/p>\n<p>L\u2019aver riconosciuto che le attivit\u00e0 di Avio sono considerate strategiche e, quindi, vanno particolarmente tutelate non pu\u00f2, comunque, limitarsi a considerare l\u2019assetto proprietario. La \u201cstrategicit\u00e0\u201d deve riflettersi in azioni di sostegno dell\u2019innovazione di prodotto e di processo, della partecipazione ai programmi internazionali (e, in particolare, quello del motore F135 del JSF), della manutenzione e supporto logistico, delle esportazioni. In un mercato globalizzato sono soprattutto questi i fattori che garantiscono il mantenimento delle capacit\u00e0 tecnologiche e industriali sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>Dalla nuova normativa sul controllo degli investimenti nei settori chiave potr\u00e0 svilupparsi una strategia complessiva per rafforzare il sistema della difesa, concentrando le risorse umane e finanziarie sulle aree di eccellenza tecnologica e industriale e rimanendo, cos\u00ec, un <i>player <\/i>nel mercato internazionale della difesa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>General Electric (GE), uno dei pi\u00f9 grandi gruppi transnazionali di base negli Stati Uniti, ha acquisito il controllo di Avio, il principale gruppo italiano nel settore della propulsione aeronautica civile e militare, oltre che spaziale, erede della centenaria tradizione di Fiat in questo settore. Avio fattura oggi pi\u00f9 di due miliardi di euro, di cui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[72,82,96,121],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22130"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22130"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22130\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61536,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22130\/revisions\/61536"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}