{"id":22140,"date":"2013-01-01T00:00:00","date_gmt":"2012-12-31T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-partito-in-uniforme-della-nuova-cina\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:12","slug":"il-partito-in-uniforme-della-nuova-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/01\/il-partito-in-uniforme-della-nuova-cina\/","title":{"rendered":"Il partito in uniforme della nuova Cina"},"content":{"rendered":"<p>Il XVIII Congresso del Partito comunista cinese ha aperto un nuovo capitolo nella storia della Repubblica popolare cinese (Rpc): dopo la transizione economica avviata da Deng Xiaoping alla fine degli anni Settanta si assiste oggi ad una mutazione dell\u2019intero impianto politico cinese. Vera transizione o rivisitazione della vecchia guardia? <\/p>\n<p>Xi Jinping, designato nuovo segretario del Partito e futuro presidente della Rpc, \u00e8 il nuovo volto del paese: uomo apparentemente austero ma dotato di un\u2019aura di mistero che non lascia trapelare indiscrezioni sul futuro del gigante asiatico. Figlio della generazione maoista, Xi dovrebbe rappresentare una chiave di volta nella politica cinese, come naturale portatore di quella mutazione intra-sistemica avvenuta col passaggio della Cina maoista a quella post-denghista. Ma ad insospettire gli analisti occidentali non \u00e8 tanto il nuovo leader quanto le dinamiche sottese alla transizione.<\/p>\n<p><b>Ombre cinesi<\/b><br \/>Al centro del dibattito in corso aleggia una figura quasi mitologica: Jiang Zemin. Chi pensava che l\u2019ex presidente fosse ormai lontano dalle stanze del potere si sbagliava. Il famoso tecnocrate \u00e8 infatti riuscito a condizionare profondamente la classe dirigente uscente, facendo leva sulle contrapposizioni interne per estromettere di fatto l\u2019uscente presidente Hu Jintao.<\/p>\n<p>Lasciando nelle mani di Xi Jinping la presidenza della Commissione militare centrale (Cmc), il presidente Hu ha posto fine alla sua permanenza politica nel gruppo dirigente favorendo i fedelissimi del presidente Jiang Zemin, di cui Xi \u00e8 la massima espressione. La cessione della presidenza del pi\u00f9 importante organo istituzionale cinese non fa che confermare le preoccupazione di coloro che da tempo paventano la predominanza dell\u2019apparato militare su quello politico.<\/p>\n<p>La compenetrazione tra il partito e l\u2019esercito \u00e8 sempre stata fonte di controversie all\u2019interno del sistema istituzionale cinese. I conflitti si sono incentrati sul ruolo affidato al <i>People\u2019s Liberation Army<\/i> (Pla) e sulla sua autonomia dal partito. Sebbene rimanga un senso di ambiguit\u00e0 su questo  legame, in parte dovuta alla complessit\u00e0 del sistema politico cinese, la supremazia del partito sull\u2019esercito e sullo Stato rimane indiscussa.<\/p>\n<p><b>Simbiosi<\/b><br \/>Il Pcc rappresenta infatti l\u2019unica fonte di potere legittimo in grado di influenzare gli altri apparati. Il processo di professionalizzazione ha portato tuttavia l\u2019esercito ad acquisire un\u2019autonomia sempre maggiore, trasformandolo in un importante protagonista nel processo decisionale del paese, una sorta di \u201cPartito in uniforme\u201d, come lo definisce lo studioso Perlmutter.<\/p>\n<p>Le trasformazioni dell\u2019assetto istituzionale, l\u2019inserimento del Pla in un quadro normativo definito e la sua crescente professionalizzazione, avevano lo scopo di creare una politicizzazione dell\u2019apparato militare che garantisse l\u2019allineamento dell\u2019esercito al partito. Il Pla, dal 1949, non fu considerato dalla dirigenza del Pcc come un organo separato, bens\u00ec come una sua \u201cappendice\u201d. Le Forze armate oltre ad assicurare la protezione dell\u2019integrit\u00e0 territoriale dovevano garantire l\u2019assoluta inviolabilit\u00e0 della supremazia del partito.<\/p>\n<p>Le relazioni civili-militari in Cina si caratterizzarono sin da subito per il loro carattere simbiotico. Un \u201csimbiotismo\u201d dovuto alla natura stessa del sistema comunista, dove il potere politico, come sosteneva Mao Zedong, \u201cnasce dalla canna del fucile\u201d. \u00c8 all\u2019interno di questa naturale simbiosi che si colloca la logica della professionalizzazione, espressione dei cambiamenti avvenuti all\u2019interno sia dell\u2019apparato partitico, che di quello statale e militare.<\/p>\n<p><b>Rapporti di forza <\/b><br \/>La naturale propensione delle Forze armate ad intervenire su temi quali le dispute territoriali, la sicurezza nazionale e l\u2019ammodernamento tecnologico spinger\u00e0 sempre pi\u00f9 le <i>\u00e9lite<\/i> militari nel processo decisionale, con particolare riguardo a questioni di politica estera. Un processo, dunque, di mutamento intra-sistemico che porter\u00e0 il Pla a considerarsi come ultimo garante degli interessi nazionali del paese. Il Pcc sar\u00e0 dunque costretto a riconsiderare i rapporti di forza all\u2019interno dei quadri dirigenziali a causa del continuo conflitto di interessi e di vedute.<\/p>\n<p>Per tali motivazioni, la linea dettata da Jiang Zemin durante il XVIII Congresso rappresenta una naturale prosecuzione del processo avviato durante la sua presidenza: la necessit\u00e0 di avere un controllo pervasivo dell\u2019apparato militare per limitare gli attacchi provenienti dall\u2019interno del partito. Solo attraverso il controllo del \u201cpartito in uniforme\u201d si assicura la fluidit\u00e0 politica. Pertanto ancora oggi quel \u201csimbiotismo\u201d partito-esercito rappresenta l\u2019unica fonte di legittimazione del potere politico.<\/p>\n<p>Xi Jinping attraverso il controllo dei due organi pi\u00f9 importanti del sistema istituzione cinese (Pcc e Cmc) garantir\u00e0 l\u2019inviolabilit\u00e0 della sua legittimazione politica e permetter\u00e0 alla nuova leadership di dettare le sorti del nuovo scenario politico-economico mondiale. Una militarizzazione che avr\u00e0 profonde ripercussioni sul futuro profilo internazionale del gigante asiatico.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il XVIII Congresso del Partito comunista cinese ha aperto un nuovo capitolo nella storia della Repubblica popolare cinese (Rpc): dopo la transizione economica avviata da Deng Xiaoping alla fine degli anni Settanta si assiste oggi ad una mutazione dell\u2019intero impianto politico cinese. Vera transizione o rivisitazione della vecchia guardia? 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