{"id":22180,"date":"2013-01-10T00:00:00","date_gmt":"2013-01-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-lenta-ascesa-del-sistema-militare-cinese\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:10","slug":"la-lenta-ascesa-del-sistema-militare-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/01\/la-lenta-ascesa-del-sistema-militare-cinese\/","title":{"rendered":"La lenta ascesa del sistema militare cinese"},"content":{"rendered":"<p>Il processo di ammodernamento delle Forze armate cinesi, avviato dopo i fatti di piazza Tienanmen del 1989 non sembra averne accresciuto significativamente l\u2019efficacia. Dopo un lento avvio, il processo riprese slancio nel 1997, quando in cambio della smilitarizzazione dell\u2019industria della difesa i militari ottennero pi\u00f9 fondi, che hanno utilizzato per\u00f2 per accrescere il ruolo nel partito e nella societ\u00e0, pi\u00f9 che per sviluppare le capacit\u00e0 militari. Gli investimenti recenti, tuttavia, stanno potenziando l\u2019industria cinese della difesa nei mercati emergenti. <\/p>\n<p><b>Efficienza<\/b><br \/>La spesa militare cinese non \u00e8 trasparente. Nel 2012 il governo ha dichiarato una spesa di 106 miliardi di dollari con un incremento del 11,2% rispetto all\u2019anno precedente, inferiore alla crescita del 12,7% registrata  nel 2011. Secondo una stima di IHS Jane\u2019s, nel 2015 la spesa arriver\u00e0 a 238 miliardi di dollari e superer\u00e0 la somma dei bilanci militari dei 12 paesi confinanti, inclusi India, Pakistan e Russia.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte le analisi sull\u2019efficienza militare risultano spesso poco obiettive. Il rapporto sugli sviluppi militari cinesi che dal 2000 il Pentagono presenta ogni anno al Congresso ricorda per certi versi il rapporto annuale pubblicato durante l\u2019amministrazione Reagan su \u201cla potenza militare sovietica\u201d. <\/p>\n<p>L\u2019allora segretario alla difesa, Caspar Weinberger, dichiar\u00f2 in un\u2019intervista alla BBC che i dati e le tecnologie illustrate erano sovrastimati. Il rapporto ebbe per\u00f2 parte nella corsa agli armamenti di Reagan. Cos\u00ec come il rapporto sulla Cina sta avendo un ruolo nello sviluppo della nuova dottrina aeronavale americana (<i>AirSea Battle<\/i>).<\/p>\n<p>I dati e le stime sulla spesa militare fornite dalle autorit\u00e0 cinesi o da analisti occidentali possono dare comunque un\u2019idea della dimensione della spesa, ma non sono indicativi dell\u2019efficienza militare.<\/p>\n<p><b>Capacit\u00e0 <\/b><br \/>Gran parte dell\u2019arsenale cinese \u00e8 obsoleto. Per la componente di terra, i carri possono essere classificati in tre generazioni: la prima basata sulla piattaforma del T-54A &#8211; il carro sovietico della rivolta d\u2019Ungheria &#8211; con le versioni cinesi Tipo 59 e Tipo 69\/79; la seconda rappresentata dai Tipo 80\/88 ancora basati sullo chassis del T-54 ma aggiornati con tecnologie occidentali nel cannone, sistemi di tiro e comunicazione, nonch\u00e9 dal carro di nuova progettazione, ZTZ96 basato sul Tipo 85. <\/p>\n<p>La terza generazione \u00e8 rappresentata dal ZTZ99 sviluppato dal Tipo 98. Quindi, due terzi dei carri (tipi 59, 69, 79, 80\/88) sono di vecchia concezione, mentre per i carri di nuova concezione, come il ZTZ96 e ZTZ99, sono in servizio rispettivamente solo 2.500 e 200 esemplari.<\/p>\n<p>La Marina non ha forza di proiezione: l\u2019operazione pi\u00f9 ambiziosa \u00e8 stato l\u2019invio di due fregate nel corno d\u2019Africa nel 2009. Ci\u00f2 costituisce un problema per la protezione delle comunicazioni marittime e la sicurezza energetica, considerate le importazioni via mare e gli impianti <i>offshore<\/i>. <\/p>\n<p>L\u201980% dell\u2019import di petrolio cinese viaggia su rotte strategicamente vulnerabili nell\u2019Oceano indiano e nello stretto di Malacca. Solo un quarto delle unit\u00e0 navali si pu\u00f2 considerare moderna per elettronica, propulsione e armamenti. La prima portaerei, <i>Liaoning<\/i>, entrata in servizio il 25 settembre 2012, \u00e8 un residuato di era sovietica acquistato dall\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>L\u2019 aeronautica \u00e8 costituita in gran parte da copie cinesi di Mig-21 e Mig-23. Sono in servizio meno di 300 velivoli Su-27 e la sua copia cinese J-11 comparabili all\u2019F-16, o Su-30 comparabile all\u2019Eurofighter. <\/p>\n<p>Anche logistica, addestramento e prontezza operativa cinese non sono all\u2019altezza degli standard occidentali. Quando un terremoto colp\u00ec la regione di Sichuan nel 2008, i militari impiegarono giorni per intervenire perch\u00e9 mancavano elicotteri e mezzi terrestri d\u2019emergenza. <\/p>\n<p><b> Futuro concorrente<\/b><br \/>L\u2019equipaggiamento pi\u00f9 moderno \u00e8 in fase di sviluppo. A novembre 2012 \u00e8 stato avvistato il J-15, un caccia imbarcato basato sul Su-33; il J-20 ha volato nel gennaio 2011 e, secondo notizie non confermate, un modello radiocomandato di J-31 avrebbe volato nell\u2019ottobre 2012. Il J-20 entrer\u00e0 in servizio non prima del 2018, quando l\u2019F-22A sar\u00e0 gi\u00e0 a met\u00e0 vita operativa. Il J-31, aereo a decollo corto e atterraggio verticale come l\u2019F-35B, potrebbe essere utilizzato sulle portaerei in progettazione, o esportato come succedaneo dell\u2019F-35B. <\/p>\n<p>La Cina tenta di sviluppare velivoli a pilotaggio remoto, ma i punti di forza della tecnologia  cinese sono nelle capacit\u00e0 cyber e nei missili balistici. Nel 2007, \u00e8 avvenuto il primo esperimento di missile antisatellite. Da venti anni le navi cinesi sono armate di missili antinave e a breve saranno equipaggiate dal DH-10, la versione navale del missile da crociera con raggio di 4.000 km e margine d\u2019errore di 10 metri. <\/p>\n<p>Al salone aerospaziale cinese dello scorso novembre sono stati mostrati una serie di missili finora sconosciuti, tra cui il primo missile antiradar LD-10. Molti di questi prodotti sono destinati all\u2019esportazione.<\/p>\n<p>La Cina non \u00e8 un mercato per l\u2019industria della difesa europea, a causa dell\u2019embargo del 1989, ma pu\u00f2 diventare un concorrente dell\u2019Europa nel mercato globale. Nel 2011 le esportazioni cinesi, soprattutto in aerei e mezzi terrestri, erano dirette a 36 paesi per un totale di 1,36 miliardi di dollari. La Cina sar\u00e0 un serio concorrente quando tra 10 anni avr\u00e0 raggiunto la maturit\u00e0 tecnologica e i suoi mercati tradizionali saranno i principali mercati emergenti. <\/p>\n<p>Gi\u00e0 oggi, la Russia \u00e8 preoccupata dalla crescita della Cina nei suoi mercati di esportazione e dal trasferimento di tecnologia. I russi pensano di bloccare la vendita di 48 aerei Su-35 alla Cina, per il timore che i cinesi possano copiarne la tecnologia e rivendere sul mercato una loro versione. Cos\u00ec come \u00e8 accaduto con l\u2019aereo addestratore L-15 copia dello Yak-130 &#8211; per cui \u00e8 stato annunciato al salone aerospaziale di novembre il primo acquirente estero &#8211; o peggio con il J-11B copia del Su-27. <\/p>\n<p>A met\u00e0 degli anni \u201990, i cinesi ordinarono 200 velivoli Su-27, ne acquistarono solo 95 e costruirono i restanti in Cina senza licenza; non bastasse ci\u00f2 offrirono sul mercato internazionale il J-11B come versione a prezzi concorrenziali del Su-27. Il MiG-29, invece, si scontra in una gara in Egitto con il caccia cino-pachistano FC-1\/JF-17, che utilizza un motore di fabbricazione russa, ma con un costo per velivolo inferiore di 10 milioni di dollari al MiG.<\/p>\n<p> Tra qualche anno, per l\u2019Italia e l\u2019Europa si porranno nel mercato mondiale della difesa i problemi con la Cina che l\u2019industria tessile italiana ed europea hanno gi\u00e0 iniziato ad affrontare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il processo di ammodernamento delle Forze armate cinesi, avviato dopo i fatti di piazza Tienanmen del 1989 non sembra averne accresciuto significativamente l\u2019efficacia. 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