{"id":22360,"date":"2013-02-04T00:00:00","date_gmt":"2013-02-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/pubblico-e-privato-per-lo-sviluppo-sostenibile\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:05","slug":"pubblico-e-privato-per-lo-sviluppo-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/02\/pubblico-e-privato-per-lo-sviluppo-sostenibile\/","title":{"rendered":"Pubblico e privato per lo sviluppo sostenibile"},"content":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 apparire una novit\u00e0 per alcuni, ma le banche di sviluppo multilaterali e bilaterali hanno moltiplicato per quattro gli stanziamenti al settore privato nel corso dello scorso decennio, incrementando i loro investimenti annui dai dieci ai quaranta miliardi di dollari. Malgrado il dibattito sul giusto equilibrio tra il tradizionale aiuto pubblico allo sviluppo ed il sostegno del settore privato continui a dividere gli esperti, il vertiginoso aumento del volume complessivo delle banche di sviluppo \u00e8 stato accolto in maniera positiva.<\/p>\n<p><i>International Finance Corporation<\/i> (IFC), la pi\u00f9 grande banca multilaterale per lo sviluppo, ha assunto un ruolo centrale in questa discussione promuovendo l\u2019importante ruolo svolto dal settore privato nel contribuire ad uno sviluppo sostenibile. <\/p>\n<p>Nel 2011, ad esempio, ha coordinato uno studio firmato insieme ad altre trenta banche multilaterali e bilaterali (inclusa l\u2019Italiana \u2018Simest\u2019) \u2013 intitolato <i>Istituzioni finanziarie internazionali e sviluppo attraverso il settore privato<\/i> \u2013  che delinea in dettaglio il circolo virtuoso innescato dalla cooperazione tra settore pubblico e privato. <\/p>\n<p>Questa pubblicazione \u00e8 stata divulgata in un momento particolarmente indicato, dato che il settore privato ha partecipato per la prima volta alla quarta edizione del Forum di alto livello sull\u2019Efficacia degli aiuti svoltosi a novembre 2012 a Busan, in Corea del Sud.<\/p>\n<p><b>Due lati della stessa medaglia<\/b><br \/>La dichiarazione conclusiva adottata a Busan segna una estensione dell\u2019approccio tradizionale, aprendo alla cooperazione Sud-Sud, ai BRICS, alla societ\u00e0 civile e al settore privato. Questo cambiamento di paradigma non avr\u00e0 effetto immediato, ma i lavori legati alla dichiarazione conclusiva, considerata come un nuovo denominatore comune, sono iniziati a luglio 2012. IFC contribuir\u00e0 energicamente a questo processo grazie ad una consolidata conoscenza del tessuto imprenditoriale nei mercati emergenti.<\/p>\n<p>Il ruolo essenziale dell\u2019attore pubblico nei paesi in via di sviluppo non viene, comunque, messo in questione. Il settore pubblico deve rimanere fonte di approvvigionamento di servizi essenziali per la popolazione come l\u2019educazione, i servizi sanitari, le infrastrutture e gli ammortizzatori sociali. <\/p>\n<p>Inoltre, i governi giocano un ruolo cruciale nella creazione di un ambiente favorevole agli investitori privati, garantendo un quadro legislativo adeguato, il rispetto dei diritti di propriet\u00e0 ed adempimenti contrattuali, la sicurezza nazionale e la stabilit\u00e0 macroeconomica. <\/p>\n<p>Il ruolo dei governi \u00e8 di promuovere lo sviluppo economico assicurandone un\u2019equa ripartizione tra i diversi segmenti della popolazione. Finanziamenti a fondo perduto, finanza multilaterale e bilaterale e assistenza tecnica aiutano i paesi che non hanno risorse e l\u2019expertise necessario per adempiere pienamente ai ruoli citati.<\/p>\n<p>Il settore privato \u00e8 e deve essere una fonte di crescita e di opportunit\u00e0 che permetta a popolazioni indigenti di migliorare la propria condizione socioeconomica. Il settore pubblico pu\u00f2 creare le precondizioni ed innescare i meccanismi necessari per favorire gli investimenti, ma sar\u00e0 il settore privato in ultima istanza a generare la grande maggioranza della forza lavoro, a coadiuvare il miglioramento dei servizi pubblici e a contribuire in modo significativo alle entrate nelle casse dello stato.<\/p>\n<p>Come si posizionano le istituzioni di sviluppo in questo panorama? Il rapporto del 2011 spiega come le istituzioni finanziarie internazionali giochino un ruolo essenziale nel sostegno del settore privato. Aziende in paesi in via di sviluppo necessitano non solo dell\u2019accesso al credito volto ad espandere le proprie operazioni, ma anche di un\u2019infrastruttura performante, di una regolamentazione locale adeguata, e di una forza lavoro qualificata. <\/p>\n<p>Senza queste condizioni esse non potranno crescere, e questo vale a maggior ragione nei contesti pi\u00f9 difficoltosi. Le istituzioni finanziarie internazionali hanno esperienza nei mercati pi\u00f9 difficili e sono disposte a stanziare finanziamenti l\u00e0 dove istituti di credito privati tendono ad essere maggiormente avversi al rischio. <\/p>\n<p>Possono inoltre fornire assistenza tecnica per migliorare i mercati, perfezionare la fattibilit\u00e0 finanziaria dei progetti ed attrarre investitori terzi fornendo conforto ed assicurazioni sul rischio. Assistono inoltre il settore privato nell\u2019essere pi\u00f9 inclusivo, promuovendo standard ambientali, sociali, e di <i>corporate governance <\/i>di alta qualit\u00e0, che a loro volta affinano la sostenibilit\u00e0 dei progetti.<\/p>\n<p><b>Passo storico<\/b><br \/>Per citare qualche esempio, finanziamenti stanziati da istituzioni finanziarie internazionali hanno aiutato ad estendere la rete mobile nelle aree rurali della Papa Nuova Guinea, comportando una serie di vantaggi propri ad una migliore rete di comunicazione. <\/p>\n<p>In Senegal, partenariati pubblico-privati facilitano la creazione di un\u2019infrastruttura destinata ad avere un impatto positivo sulla crescita economica. In India tali schemi hanno un impatto positivo sulle condizioni di vita nelle aree urbane pi\u00f9 disagiate. In un momento cruciale come quello che vive oggi l\u2019Egitto, investimenti privati favoriscono la creazione di numerosi posti di lavoro, mentre in Brasile il microcredito e formazioni professionali hanno migliorato considerevolmente le condizioni dei venditori ambulanti.<\/p>\n<p>In tempi di risorse scarse ci si chiede se i governi possano permettersi di sostenere entrambi i settori, pubblico e privato. La risposta \u00e8 si. La maggior parte di queste istituzioni si autofinanziano usando i rimborsi dei prestiti stanziati in precedenza per investire in nuovi progetti. Il successo \u00e8 dimostrato dalla loro ristretta necessit\u00e0 in capitale. Nonostante la crescita sostanziale dei loro investimenti negli ultimi anni, la maggior parte di queste istituzioni non ha ricevuto significativi contributi sotto forma di capitale, mentre aiuti diretti ai governi necessitano solitamente di continui esborsi da parte dei governi donatori. Inoltre, dato che le aziende patrocinate da istituzioni finanziarie internazionali contribuiscono alle entrate nelle casse dello stato che ospita il progetto, la necessit\u00e0 di aiutare questi stati viene ridotta considerevolmente.<\/p>\n<p>Per concludere, aiutare il settore privato nei suoi investimenti pi\u00f9 giudiziosi costituisce una proposta vincente sia per i donatori che per i paesi in via di sviluppo. Una piccola porzione di capitale combinato con adeguati servizi di assistenza tecnica pu\u00f2 stimolare talenti e finanziare investitori privati, che a loro volta stimoleranno l\u2019attivit\u00e0 economica locale. Questo tipo di ragionamento non deve creare sconcerto, ma deve essere accettato come un passo storico nel mondo dello sviluppo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 apparire una novit\u00e0 per alcuni, ma le banche di sviluppo multilaterali e bilaterali hanno moltiplicato per quattro gli stanziamenti al settore privato nel corso dello scorso decennio, incrementando i loro investimenti annui dai dieci ai quaranta miliardi di dollari. 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