{"id":22380,"date":"2013-02-07T00:00:00","date_gmt":"2013-02-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-ritardi-di-monti-sulle-leggi-comunitarie\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:04","slug":"i-ritardi-di-monti-sulle-leggi-comunitarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/02\/i-ritardi-di-monti-sulle-leggi-comunitarie\/","title":{"rendered":"I ritardi di Monti sulle leggi comunitarie"},"content":{"rendered":"<p>Al momento di tirare le somme del suo lavoro, il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi ha confessato un rammarico ai suoi collaboratori: nel novembre 2011, quando assunse l\u2019incarico, le procedure d\u2019infrazione dell\u2019Ue aperte a carico dell\u2019Italia erano 129; nel novembre 2012, erano scese sotto le cento, a 99; e prima della fine della legislatura si sarebbero ulteriormente ridotte a una settantina &#8211; quasi dimezzate, in neppure 15 mesi &#8211; se non ci fosse stato, imprevedibile e imparabile, un doppio stop in Parlamento alle Leggi comunitarie 2011 e 2012.<\/p>\n<p>A conti fatti, invece di continuare a calare, le procedure tornano a salire. In gennaio la Commissione di Bruxelles ha inviato all\u2019Italia due pareri motivati: uno riguarda il lavoro, le norme che regolano la rappresentanza sindacale dei lavoratori a tempo determinato nelle aziende; e l\u2019altro concerne l\u2019efficienza energetica. E altri provvedimenti scatteranno nei prossimi mesi, allo scadere dei termini per il recepimento delle direttive.<\/p>\n<p>E, cos\u00ec, il governo pi\u00f9 \u2018europeo\u2019 che l\u2019Italia abbia mai avuto va a casa, anzi va al voto, senza avere fatto tutti i compiti europei; anzi, senza averne neppure finito alcuni che il governo precedente aveva gi\u00e0 messo in brutta. \u00c8 il caso delle Leggi comunitarie 2011 e 2012, entrambe accantonate nelle ultime battute dell\u2019attivit\u00e0 parlamentare. <\/p>\n<p>Quanto al decreto \u2018salva-sanzioni\u2019, il governo pu\u00f2 solo prendersela con se stesso: ha atteso il 6 dicembre per adottare un testo che, chiudendo una serie di procedure di infrazione, metteva l&#8217;Italia al riparo da una raffica di multe Ue. Perch\u00e9 non rispettare le regole costa; e sono proprio soldi pubblici, nostri, buttati.<\/p>\n<p><b>Mai pi\u00f9 in mezzo al guado<\/b><br \/>Per il futuro, per\u00f2, il pericolo di vedere una Comunitaria bloccata e l\u2019altra che, da un anno all\u2019altro, la tampona dovrebbe essere sventato. Il 19 gennaio, infatti, sono entrate in vigore le nuove norme sulla partecipazione dell&#8217;Italia alla formazione e all&#8217;attuazione della normativa dell&#8217;Unione europea (legge 234\/2012). <\/p>\n<p>Oltre a rafforzare gli obblighi di informazione e trasparenza del governo rispetto al Parlamento sugli atti legislativi a livello europeo, i provvedimenti, approvati il 24 dicembre e pubblicati in GU il 4 gennaio, sdoppiano l&#8217;attuale Comunitaria in una legge di delegazione europea e una legge europea. La prima conterr\u00e0 le disposizioni di delega per recepire le direttive; la seconda dar\u00e0 attuazione ad atti comunitari e trattati internazionali conclusi nel quadro delle relazioni esterne dell\u2019Unione. E n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra saranno pi\u00f9 utilizzabili, almeno nelle intenzioni, come \u2018leggi omnibus\u2019. <\/p>\n<p>Un&#8217;altra novit\u00e0, inserita nella Comunitaria 2012, riguarda i tempi per il recepimento delle direttive: per ridurre il rischio d\u2019incappare in procedure d\u2019infrazione, l&#8217;Italia si impegna ad adottarne i relativi decreti legislativi due mesi prima della scadenza prevista a livello comunitario.<\/p>\n<p><b>Blocco e tamponamento<\/b><br \/>Le Leggi comunitarie 2011 e 2012 si sono arenate al Senato: a Palazzo Madama, s\u2019\u00e8 creato un vero e proprio ingorgo europeo, senza che il governo potesse sbrogliare la matassa, malgrado l\u2019impegno &#8211; in particolare &#8211; del ministro Moavero. <\/p>\n<p>Il disegno di legge 2011 \u00e8 stato vittima di due emendamenti che con l\u2019adempimento degli obblighi relativi all\u2019appartenenza all\u2019Unione europea non c\u2019entrano nulla: lo scontro tra Pdl e Pd sulla responsabilit\u00e0 civile diretta dei magistrati, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di rivalsa sul giudice, anzich\u00e9 sullo Stato, in caso di violazione manifesta del diritto; e una cosiddetta \u2018norma anti-vivisezione\u2019.<\/p>\n<p>Il testo sulla responsabilit\u00e0 dei magistrati del deputato leghista Gianluca Pini, adottato dalla Camera a febbraio, ha bloccato i lavori delle commissioni del Senato per mesi. A nulla \u00e8 servita una formula di compromesso presentata a giugno dal ministro della Giustizia Paola Severino, che confermava la responsabilit\u00e0 civile, ma solo indiretta, del magistrato, inasprendo per\u00f2 le sanzioni.<\/p>\n<p>La norma anti-vivisezione, varata alla Camera su proposta di Vittoria Brambilla, all\u2019epoca ministro del Turismo, e sostenuta dai movimenti animalisti, \u00e8 stata osteggiata in Senato da uno schieramento bipartisan secondo cui &#8211; vietando l&#8217;allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione sul territorio nazionale &#8211; si renderebbe di fatto impossibile fare ricerca in Italia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec le due Comunitarie rimangono nei cassetti, incompiute, a fine legislatura, come ha ammesso ad Angela Lamboglia di EurActiv la presidente della commissione Politiche dell&#8217;Unione europea del Senato Rossana Boldi. Con la certezza di procurare all&#8217;Italia nuovi guai con la Commissione, vanificando lo sforzo degli ultimi mesi per scendere sotto la soglia delle cento infrazioni.<\/p>\n<p><b>I conti della Commissione<\/b><br \/>L\u2019ultima fotografia delle procedure d\u2019infrazione la Commissione europea l\u2019ha fatta il 21 novembre, quando, per quanto riguarda l&#8217;Italia, aveva deciso 8 archiviazioni, di cui 7 relative a procedure gi\u00e0 aperte e una relativa a un reclamo. Contestualmente, erano state invece aperte due nuove procedure.<\/p>\n<p>A quel punto, le procedure a carico dell\u2019Italia erano scese a 99, di cui 82 riguardavano violazioni del diritto dell&#8217;Unione e 17 il mancato recepimento di direttive. Al Ministero, in quei giorni si faceva notare con soddisfazione che erano anni che l\u2019Italia non scendeva sotto quota 100.<\/p>\n<p>Delle 99 procedure, la stragrande maggioranza (77) erano nelle fasi della messa in mora o del parere motivato. Analizzate per settore, oltre un quarto, 26, riguardavano l\u2019ambiente, e circa un decimo toccavano fiscalit\u00e0 e dogane (11) e lavoro e affari sociali (9). Sette riguardavano gli appalti, i trasporti e la libera circolazione, cinque la salute, quattro la concorrenza, gli aiuti di Stato e gli esteri. Le altre toccavano economia e finanza 3, interni 2, giustizia 2, agricoltura 2, pesca 2, comunicazioni 2, energia 3, libera prestazione dei servizi 2, tutela dei consumatori 1.<\/p>\n<p><b>Che cosa c\u2019\u00e8 dentro le leggi bloccate<\/b><br \/>Nella sua prima versione, la Comunitaria 2011 conteneva cinque articoli e affidava al governo la delega legislativa per l&#8217;attuazione di 23 direttive e di una rettifica. Dopo il via libera di Montecitorio gli articoli sono diventati 27, compresi gli emendamenti \u2018incriminati\u2019 Pini e Brambilla.<br<br \/>Va un po&#8217; meglio per la Comunitaria 2012, approvata dalla Camera il 3 ottobre, con quattro articoli in pi\u00f9 rispetto al testo adottato dal Consiglio dei Ministri: dal ddl 2012 dipende la delega per l&#8217;attuazione di 12 direttive europee, ma la maggior parte sono da recepire entro il 2013. <\/p>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 da stare tranquilli: nei documenti di lavoro del Senato si legge infatti che la Commissione europea tende ormai \u201cad avviare procedure d&#8217;infrazione per mancato recepimento a distanza di 30-45 giorni dalla scadenza del termine di recepimento delle direttive\u201d. E, con l&#8217;entrata in vigore del Trattato di Lisbona, lo Stato inadempiente corre il rischio di incorrere in sanzioni gi\u00e0 in fase di accertamento.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al momento di tirare le somme del suo lavoro, il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi ha confessato un rammarico ai suoi collaboratori: nel novembre 2011, quando assunse l\u2019incarico, le procedure d\u2019infrazione dell\u2019Ue aperte a carico dell\u2019Italia erano 129; nel novembre 2012, erano scese sotto le cento, a 99; e prima della fine [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22380"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22380"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62655,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22380\/revisions\/62655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}