{"id":22400,"date":"2013-02-08T00:00:00","date_gmt":"2013-02-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/alleuropa-pensiamo-domani\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:04","slug":"alleuropa-pensiamo-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/02\/alleuropa-pensiamo-domani\/","title":{"rendered":"All\u2019Europa pensiamo domani"},"content":{"rendered":"<p>A tutti i capi coalizione e candidati premier l\u2019Istituto affari internazionali e Centro studi sul federalismo hanno inviato un semplice questionario sul presente e futuro dell\u2019Unione europea. Ci sembra che questo sia il momento per fornire risposte puntuali a un\u2019agenda europea che tanto ha contraddistinto le sorti politiche ed economiche del nostro paese in questi ultimi difficili anni.<\/p>\n<p>Le domande, cui rimandiamo nell\u2019<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/Questionario-Agenda-Europa.asp\" target= \"blank\"><b><u> allegato<\/u><\/b><\/a>, riguardano il rafforzamento dell\u2019euro, l\u2019integrazione del <i>fiscal compact <\/i>nel trattato di Lisbona, un\u2019Unione europea a due velocit\u00e0 a partire dall\u2019Eurozona, le proposte concrete per un piano europeo di crescita, l\u2019uso di un bilancio aggiuntivo per i paesi membri dell\u2019euro, una politica di difesa comune anche senza la Gran Bretagna, l\u2019elezione di candidati alla presidenza della Commissione e il ruolo del Parlamento per la redazione di un nuovo trattato. <\/p>\n<p>Tali questioni possono forse apparire troppo tecniche e poco attraenti per un\u2019opinione pubblica diffusamente delusa, se non scettica, nei confronti di Bruxelles. La realt\u00e0 \u00e8 che qualsiasi governo emerger\u00e0 dalle ormai imminenti elezioni dovr\u00e0 dare risposte precise e immediate a queste poche domande e a molte altre che ci siamo tenuti nella penna. <\/p>\n<p>L\u2019Unione europea non svanir\u00e0 all\u2019indomani delle elezioni e non lascer\u00e0 neppure del tempo al nuovo governo, ma pretender\u00e0 immediatamente scelte strategiche e decisioni operative.<\/p>\n<p><b>Un solo paragrafo per l\u2019Unione europea<\/b><br \/>Abbiamo anche esaminato i programmi dei partiti, valutandone contenuti e proposte sull\u2019Unione europea. Un tratto abbastanza comune a tutti \u00e8 che l\u2019Europa finisce per essere il preambolo, o quasi, alle sezioni pi\u00f9 specifiche che seguono l\u2019articolazione delle proposte. <\/p>\n<p>L\u2019attenzione sull\u2019Unione si concentra tutta in un unico paragrafo e scompare quasi completamente in quelli successivi. Le parti relative a lavoro, ambiente, istruzione, riforma istituzionale e burocratica e cos\u00ec via guardano solo alle soluzioni interne, senza affrontare il problema della loro compatibilit\u00e0 e dipendenza dalle politiche che vengono decise a Bruxelles. <\/p>\n<p>Dovrebbe essere invece chiaro a tutti che la nostra partecipazione all\u2019Unione non \u00e8 pi\u00f9 una questione di politica estera, ma riguarda l\u2019intera gamma delle nostre decisioni interne, dalla riforma delle pensioni agli investimenti in agricoltura. Quello che manca nei programmi dei partiti \u00e8 una \u201cespansione\u201d del tema europeo in tutti i settori della nostra vita economica e sociale. <\/p>\n<p><b>Retorica europeista o antieuropeista<\/b><br \/>Continua a prevalere il vecchio atteggiamento culturale di considerare l\u2019Unione europea come un tema esterno al nostro operare quotidiano. Questa deformazione di prospettiva porta ad una seconda conseguenza. L\u2019Unione viene trattata con un\u2019alta dose di retorica sia da chi la appoggia che da chi la respinge sdegnosamente. Questo \u00e8 evidente nei programmi di Rivoluzione civile o del Movimento cinque stelle che proprio non ne parla. <\/p>\n<p>Sembra ancora una volta di ricadere nell\u2019antico vizio nazionale di dichiararci europeisti, o oggi anche antieuropeisti, fino al midollo senza scendere nei dettagli. Perfino partiti nei fatti euroscettici come la Lega nord, appaiono nelle loro dichiarazioni come dei ferventi federalisti: accelerazione delle quattro unioni (politica, economica, bancaria e fiscale), elezione popolare diretta del presidente della Commissione e Banca centrale europea come prestatore di ultima istanza. <\/p>\n<p>Anche formazioni come Scelta civica o partiti dichiaratamente europei come il Partito democratico non sfuggono a questa logica di estremizzazione degli obiettivi politici dell\u2019Unione europea, trascurando la difficolt\u00e0 dei passaggi intermedi in mancanza dei quali si rischia di non arrivare mai all\u2019unione politica.<\/p>\n<p><b>L\u2019Europa il vero ago della bilancia<\/b><br \/>Pi\u00f9 in generale, con le dovute limitate eccezioni (Sinistra ecologia e libert\u00e0 dedica un ampio capitolo all\u2019Unione), il tema europeo rimane circoscritto e in qualche modo marginalizzato rispetto a tutto il resto. Il fatto \u00e8 in s\u00e9 piuttosto paradossale se si pensa che il governo Berlusconi \u00e8 caduto sull\u2019Europa, mentre quello Monti si \u00e8 largamente retto sull\u2019Europa. Eppure la campagna elettorale \u00e8 desolatamente priva di Europa. Come sempre, si dir\u00e0. <\/p>\n<p>Questa volta per\u00f2 vi \u00e8 una differenza sostanziale: sar\u00e0 l\u2019Europa a giudicare il nostro prossimo governo, come mai \u00e8 accaduto in passato. Prepararcisi meglio era responsabilit\u00e0 delle forze politiche italiane.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A tutti i capi coalizione e candidati premier l\u2019Istituto affari internazionali e Centro studi sul federalismo hanno inviato un semplice questionario sul presente e futuro dell\u2019Unione europea. 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