{"id":22410,"date":"2013-02-08T00:00:00","date_gmt":"2013-02-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-congiura-del-silenzio-sulla-politica-estera\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:04","slug":"la-congiura-del-silenzio-sulla-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/02\/la-congiura-del-silenzio-sulla-politica-estera\/","title":{"rendered":"La congiura del silenzio sulla politica estera"},"content":{"rendered":"<p>Solo pochi giorni fa il Presidente Giorgio Napolitano ricordava come un tempo, in Italia, i partiti di opposizione e quelli di governo si distinguevano soprattutto per la loro \u201cscelta di campo\u201d internazionale nei confronti di Stati Uniti, Europa e Unione Sovietica. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. La politica internazionale non ha perso importanza, ma le questioni sono pi\u00f9 complesse e, non prestandosi a dicotomie chiare, non si addicono a facili slogan elettorali.<\/p>\n<p>La politica estera \u00e8 quindi scomparsa dalla maggior parte dei programmi elettorali. Fa in qualche modo eccezione la politica europea, che ormai, per molti versi, \u00e8 un tutt\u2019uno con la politica interna. Intorno alla questione dell\u2019euro e agli impegni che la moneta unica comporta si gioca infatti la partita della crisi economica e il futuro del bilancio dello stato.<\/p>\n<p><b>Germania nel mirino<\/b><br \/>Bench\u00e9 esistano voci minoritarie che vorrebbero una scelta secca a favore o contro la prosecuzione dell\u2019euro e dell\u2019Unione europea, la maggior parte degli interventi politici \u00e8 pi\u00f9 ambigua. Si delinea poi una sorta di gara amaramente populista e qualunquista a chi promette maggiori sgravi fiscali o pi\u00f9 occupazione e sviluppo, senza chiarire come ci\u00f2 potrebbe realizzarsi e quali potrebbero esserne le conseguenze.<\/p>\n<p>Molte critiche vengono dirette al governo tedesco, ma nessuno dice se esistano alleati alternativi e quali siano i loro interessi. Assistiamo a spot propagandistici pi\u00f9 che a discorsi ragionati.<\/p>\n<p><b>Tra spot e contraddizioni<\/b><br \/>Vige cos\u00ec il principio di libera contraddizione. Il programma del Partito delle libert\u00e0, ad esempio, elenca una serie di punti che corrispondono alla migliore ortodossia europea, mentre la campagna elettorale si scatena contro l\u2019euro, la Commissione europea e il patto di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Se si sposta lo sguardo a sinistra, la situazione non cambia. In un suo discorso a Berlino, Pierluigi Bersani si \u00e8 allineato alle posizioni europee, difendendo la cancelliera Angela Merkel, senza sollevare la questione del contributo italiano al bilancio comunitario e le scelte che, ad avviso del nostro governo, dovrebbero derivarne. Al contempo per\u00f2, importanti esponenti del Partito democratico e della coalizione propongono un forte disallineamento di politica economica, senza discutere le inevitabili conseguenze e senza proporre una strategia comprensibile.<\/p>\n<p>Confusioni e ritrattazioni sono all\u2019ordine del giorno. Basta pensare all\u2019intervento francese in Mali. In contrasto con l\u2019indirizzo politico approvato dal Parlamento poche ore prima, il governo ha scelto di non dare alcun appoggio logistico, dimostrando non solo la sua volatilit\u00e0 politica, ma commettendo anche un errore strategico che indebolir\u00e0 la voce italiana in Europa.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 strambo \u00e8 il moltiplicarsi di voci contrarie all\u2019acquisto degli aerei F-35 da parte delle Forze armate italiane. Queste critiche infatti vengono da quelle stesse forze politiche \u2013 siano esse di destra, centro o sinistra &#8211; che quando erano al governo negli scorsi anni avevano appoggiato l\u2019acquisto.<\/p>\n<p>La classe politica italiana appare cos\u00ec priva di punti di riferimento e di convinzioni, proprio quando le evoluzioni in corso in Africa, Medio Oriente, Russia e Asia centrale dominano la scena e mettono a rischio la nostra sicurezza e il nostro benessere.<\/p>\n<p><b>La supplenza di Napolitano<\/b><br \/>Si stacca da questo triste sfondo la figura del Presidente della Repubblica che sembra ormai l\u2019unico ancora in grado e desideroso di esprimere un discorso compiuto, articolato e non contraddittorio di politica estera, affrontando pacatamente questioni cruciali come quelle del bilancio comunitario, dei negoziati per arrivare a un nuovo grande accordo di libero scambio tra l\u2019Unione europea e Stati Uniti e dei conflitti in corso in Medio Oriente e in Africa. Napolitano svolge cos\u00ec un ruolo di \u201csupplenza istituzionale\u201d, per rimediare in qualche modo all\u2019impressione disastrosa di sbandamento offerta dalla politica italiana nel contesto internazionale.<\/p>\n<p>Questa per\u00f2 non basta a compensare la totale assenza di dibattito interno e di trasparenza, lasciando gli elettori nella pi\u00f9 totale ignoranza di quel che faranno coloro che saranno eletti a governare l\u2019Italia.<\/p>\n<p><i>Stefano Silvestri \u00e8 direttore di Affarinternazionali e presidente dello IAI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo pochi giorni fa il Presidente Giorgio Napolitano ricordava come un tempo, in Italia, i partiti di opposizione e quelli di governo si distinguevano soprattutto per la loro \u201cscelta di campo\u201d internazionale nei confronti di Stati Uniti, Europa e Unione Sovietica. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. 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