{"id":22430,"date":"2013-02-13T00:00:00","date_gmt":"2013-02-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tunisia-e-egitto-sul-piano-inclinato\/"},"modified":"2017-11-03T15:28:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:28:02","slug":"tunisia-e-egitto-sul-piano-inclinato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/02\/tunisia-e-egitto-sul-piano-inclinato\/","title":{"rendered":"Tunisia e Egitto sul piano inclinato"},"content":{"rendered":"<p>I pi\u00f9 significativi governi a guida islamista del Nord Africa, Egitto e Tunisia, sono entrati entrambi in una spirale di violenza e incompetenza. Un esito che mette drasticamente in dubbio la possibilit\u00e0 che essi possano essere gli agenti della trasformazione democratica che i paesi occidentali si aspettano dopo la transizione iniziata nel 2011.<\/p>\n<p><b>Societ\u00e0 islamica<\/b><br \/>Nelle ultime settimane in Egitto ci sono stati circa sessanta morti, mentre l\u2019azione governativa e le risposte del presidente vieppi\u00f9 convincono gli egiziani che i Fratelli musulmani stanno semplicemente cavalcando lo stesso stato di polizia e repressione che vigeva al tempo di Mubarak. Qualche giorno fa, l\u2019assassinio in Tunisia di Chokri Belaid, leader del partito dell\u2019Unione democratica nazionale &#8211; un piccolo partito di sinistra all\u2019opposizione &#8211; ha messo in evidenza il malessere che nel paese \u00e8 aumentato contestualmente al crescere delle violenze e delle intolleranze di salafiti e jihadisti. La Tunisia \u00e8 stata considerata un modello nella transizione democratica araba. Cosa ci aspetta ora?<\/p>\n<p>Sebbene questo paese abbia saputo programmare una transizione ben pi\u00f9 ordinata di quella egiziana e il partito islamista di maggioranza relativa, Ennahda, abbia saggiamente formato un governo di coalizione con due partiti secolari, la dirigenza di questo partito, di fronte alle impazienze e alle violenze dei salatiti e dei jihadisti, non ha saputo o non ha voluto tracciare una decisa linea di separazione fra il suo islamismo e quello pi\u00f9 estremo. Nel governo stesso, il comportamento di alcuni ministri \u00e8 rimasto decisamente equivoco. All\u2019ascesa dell\u2019estremismo islamico contribuisce il graduale ritorno di esiliati e la liberazione di salafiti dalle carceri che si \u00e8 verificata alla caduta del vecchio regime. <\/p>\n<p>Questa ambiguit\u00e0 ha polarizzato e rafforzato i gruppi secolari, meglio sarebbe dire laicisti, contrari in principio al dialogo con gli islamisti. Uno di questi \u00e8 appunto il partito che Belaid ha guidato. Pi\u00f9 importante il partito Nida Tounes, fondato dall\u2019ex primo ministro della stessa era rivoluzionaria, B\u00e9ji Ca\u00efd Essebsi, destinato a raccogliere buona parte della classe media bourguibista contro un islamismo che &#8211; a loro avviso &#8211; si rivela non diverso da come veniva dipinto dal regime precedente.<\/p>\n<p>Sulla questione Ennahda \u00e8 diviso. Nel partito c\u2019\u00e8 una forte tensione fra l\u2019ala moderata guidata da Rachid Ghannouchi, che viene dall\u2019esilio, e quella pi\u00f9 ortodossa che ha come leader Sadok Chourou, che viene invece dalle galere di Ben Ali. Gli ortodossi intendono procedere senza gradualismi. La prospettiva culturale e ideologica di Rachid Ghannouchi, invece, vede una lunga transizione di islamizzazione della societ\u00e0 al cui termine le contraddizioni con il secolarismo si supereranno da sole. I moderati del partito, perci\u00f2, invece di tagliare corto con i violenti e gli impazienti nell\u2019area salafita e nel partito stesso tendono a chiedere loro di pazientare e contribuire piuttosto a far maturare le condizioni per l\u2019affermazione pacifica e trionfante della societ\u00e0 islamica o \u201cpia\u201d. Rachid Ghannouchi stesso fu registrato in un fuori onda in cui diceva queste cose a dei salafiti. <\/p>\n<p><b>Ambiguit\u00e0 <\/b><br \/>Questa divisione \u00e8 emersa subito dopo l\u2019assassinio di Belaid: il primo ministro Hamadi Jebali, moderato, ha immediatamente proposto di sostituire con un governo tecnico il governo politico in carica, in modo che il paese possa concludere, su terreno \u201cneutrale\u201d, la redazione ancora in corso della costituzione e andare in giugno, come previsto, alle elezioni. Ma uno dei due partiti secolari facenti parte della coalizione guidata da Ennahda, il Congresso per la Repubblica, guidato da Moncef Marzouki, oggi presidente della Repubblica tunisina, ha ritirato i suoi tre ministri. Successivamente ha sospeso la decisione per aspettare che la questione sia discussa dagli organi politici di Ennahda. Nella stessa direzione sembra si stia muovendo l\u2019altro partito secolare della colazione governativa, Ettakatol.<\/p>\n<p>La discussione all\u2019interno di Ennahda non sar\u00e0 facile, perch\u00e9 il caso punta al cuore dell\u2019ambiguit\u00e0 che il partito si \u00e8 trascinato in questi due anni, provocando la polarizzazione fra islamisti e secolari\/laicisti che oggi minaccia la transizione tunisina non meno di quanto \u00e8 accaduto, in termini pi\u00f9 complessi, in Egitto. La proposta di Jebali non sembra sufficiente, n\u00e9 pu\u00f2 fare molto senso sul piano politico. Perch\u00e9 mai un governo di tecnici dovrebbe soddisfare l\u2019opposizione? E come potrebbero mai dei tecnici fronteggiare un problema politico-costituzionale come quello posto dalla violenza e dall\u2019ideologia \u201ctiranneggiante\u201d di salafiti e jihadisti? <\/p>\n<p>La proposta di Jebali cerca di aggirare lo scoglio della divisione dentro Ennahda. L\u2019unica soluzione politica reale potrebbe essere un rimpasto volto ad allontanare quei due o tre ministri che hanno dato largo adito ai sospetti dell\u2019opposizione secolare. Ma questo richiede appunto che Ennahda faccia un difficile passo politico, imponendo al suo interno la volont\u00e0 dei moderati. Difficile dire se i moderati saranno in grado di farlo. Ma, se Ennahda non presenter\u00e0 una soluzione convincente, la grave crisi politica che improvvisamente ha attanagliato la Tunisia potrebbe essere destinata a degenerare.<\/p>\n<p><b>Radicalizzazione<\/b><br \/>Queste convulsioni politiche avvengono mentre, a due anni dall\u2019inizio delle due rivoluzioni, la situazione sociale non \u00e8 migliorata e si trova anzi, per molti aspetti, in una prospettiva ancora pi\u00f9 allarmante di allora. L\u2019andamento economico \u00e8 leggermente pi\u00f9 positivo in Tunisia che in Egitto, ma la prospettiva sociale \u00e8 desolante in entrambi i paesi. I partiti islamisti guidati dai Fratelli musulmani, perci\u00f2, mentre rischiano le loro credenziali democratiche e politiche, rischiano anche quelle economiche e, pi\u00f9 in generale, la loro credibilit\u00e0 politica. L\u2019Ugtt in Tunisia \u00e8 sul piede di guerra e si \u00e8 trasformata nella punta di lancia dell\u2019opposizione anti-islamista. <\/p>\n<p>In occasione dei funerali di Belaid ha proclamato uno sciopero generale che ha avuto molte adesioni. Nelle elezioni egiziane per l\u2019approvazione della Costituzione i risultati di alcuni quartieri pi\u00f9 poveri del Cairo e del distretto degli operai tessili di Mahalla al-Koubra hanno mostrato una crescente opposizione al governo. I Fratelli musulmani potrebbero perdere le elezioni? Non \u00e8 escluso, ammesso che si svolgano. <\/p>\n<p>Occorre tuttavia considerare che l\u2019erosione di consenso che per ragioni politiche e economico-sociali hanno subito alla guida di una situazione di governo obiettivamente difficile, ha gi\u00e0 avvicinato il centro dei Fratelli musulmani dell\u2019Egitto ai partiti salafiti. Allo stesso modo, l\u2019ambiguit\u00e0 dei Fratelli tunisini potrebbe risolversi con un avvicinamento ai loro salafiti. <\/p>\n<p>In altri termini, uno sbocco della crisi in corso potrebbe essere la radicalizzazione dei Fratelli musulmani al fine di avere l\u2019appoggio dei salatiti e mantenersi al governo. Questo sarebbe uno sviluppo molto sfortunato per i democratici dei paesi in questione e molto problematico per i governi occidentali.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I pi\u00f9 significativi governi a guida islamista del Nord Africa, Egitto e Tunisia, sono entrati entrambi in una spirale di violenza e incompetenza. Un esito che mette drasticamente in dubbio la possibilit\u00e0 che essi possano essere gli agenti della trasformazione democratica che i paesi occidentali si aspettano dopo la transizione iniziata nel 2011. Societ\u00e0 islamicaNelle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[142,124,125,135,145],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22430"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22430"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63009,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22430\/revisions\/63009"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}