{"id":22510,"date":"2013-02-23T00:00:00","date_gmt":"2013-02-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-futuro-di-finmeccanica\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:59","slug":"il-futuro-di-finmeccanica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/02\/il-futuro-di-finmeccanica\/","title":{"rendered":"Il futuro di Finmeccanica"},"content":{"rendered":"<p>Dopo quella che \u00e8 stata la pi\u00f9 brutta e difficile settimana nella storia di Finmeccanica, ci si deve necessariamente interrogare sul suo futuro. Le conseguenze di quanto avvenuto rischiano, infatti, di ripercuotersi pesantemente sul gruppo in termini di affidabilit\u00e0 e credibilit\u00e0. Difficile dire quanto influiranno a livello di investitori finanziari e di clienti, ma di sicuro ci vorranno anni per ricostruire un\u2019immagine che corrisponda alla vera Finmeccanica e non a quella che \u00e8 stata presentata nell\u2019ultimo anno e mezzo.<\/p>\n<p>Indispensabile chiarire al pi\u00f9 presto la vicenda giudiziaria della commessa indiana che, per la prima volta, ha coinvolto non solo singoli dirigenti, ma lo stesso Gruppo. Ma ancora pi\u00f9 indispensabile \u00e8 che il nuovo governo si faccia subito carico delle sorti di questo asset nazionale. Finmeccanica non \u00e8 solo un\u2019impresa di cui lo Stato \u00e8 l\u2019azionista di riferimento (ruolo che sembra essere stato dimenticato soprattutto da quando, esattamente un anno, fa \u00e8 cominciata questa inchiesta).<\/p>\n<p>\u00c8 anche il maggiore gruppo italiano nel settore delle alte tecnologie, con 70 mila dipendenti e una presenza importante nel Regno Unito e negli Stati Uniti, paesi dove non si scherza con il tema della correttezza etica, oltre che giuridica. \u00c8 rimasto praticamente l\u2019unico dopo l\u2019abbandono di telecomunicazioni, energia nucleare, chimica, informatica, farmaceutica. Per questo l\u2019Italia non pu\u00f2 permettersi il lusso di perdere queste capacit\u00e0 tecnologiche e industriali.<\/p>\n<p>Due sono i nodi sul tappeto su cui il governo dovr\u00e0 dare le sue indicazioni.<\/p>\n<p><b>Priorit\u00e0 strategiche<\/b><br \/>Innanzi tutto, Finmeccanica \u00e8 presente in troppi settori. Nello scorso decennio \u00e8 cresciuta rapidamente, utilizzando le risorse finanziarie assegnatele in dote dallo Stato al momento della privatizzazione e indebitandosi poich\u00e9 non riusciva a raggiungere adeguati profitti, soprattutto a causa di alcune aree di perdita. Adesso non pu\u00f2 pi\u00f9 n\u00e9 seguire adeguatamente n\u00e9 sostenere tutte le sue societ\u00e0.<\/p>\n<p>A parte Agusta Westland (sempre che la vicenda indiana non la indebolisca troppo), solo alcune societ\u00e0 partecipate non danno problemi: Mbda, Thales Alenia Space, Ansaldo Sts. Le altre grandi stanno vivendo un profondo processo di ristrutturazione (Alenia Aermacchi e Selex Es) o, come Ansaldo Energia; hanno bisogno di trovare soci con le spalle larghe per affrontare un nuovo ciclo di investimenti. Quelle di dimensione inferiore (Oto Melara, Wass e Telespazio) sono troppo piccole per restare da sole su un mercato sempre pi\u00f9 globalizzato o sono da sempre dei buchi neri (AnsaldoBreda).<\/p>\n<p>All\u2019inizio dello scorso anno Finmeccanica aveva deciso di uscire da energia e trasporti per concentrarsi su aerospazio, sicurezza e difesa. La scelta era stata approvata dal suo Consiglio di amministrazione, dove lo Stato ha la maggioranza dei componenti. Se il nuovo governo ha opinioni diverse, deve chiarirlo subito, tenendo conto che ogni diversa strategia comporter\u00e0 l\u2019abbandono di qualche altro settore perch\u00e9 Finmeccanica \u00e8 troppo piccola per affrontare ovunque la sfida del mercato globale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo non \u00e8 solo e tanto quello di ridurre il suo indebitamento, quanto quello di assicurare alle sue societ\u00e0 gli investimenti necessari e il supporto sui mercati internazionali, oltre che quello di una efficiente gestione finanziaria e strategia di internazionalizzazione. Tutto questo anche per evitare che la capo-gruppo, a partire dal vertice, debba disperdere le sue energie su troppi fronti, col risultato di non coprirne adeguatamente nessuno.<\/p>\n<p><b>Meno Stato<\/b><br \/>In secondo luogo, un decennio di vita \u201csemi-privata\u201d ha confermato che \u00e8 meglio per tutti se lo Stato fa un passo indietro e riduce la sua partecipazione in Finmeccanica. \u00c8 per\u00f2 difficile che questo possa avvenire senza svendere Finmeccanica e, comunque, la situazione del mercato finanziario non sembra incoraggiare la sua trasformazione in una public company. Il rischio \u00e8 l\u2019acquisto da parte di un gruppo estero o di qualche strano investitore privato che, in un settore cos\u00ec delicato, potrebbe rappresentare un rischio inaccettabile.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 Finmeccanica ha anche un problema di dimensione internazionale, una soluzione che potrebbe essere perseguita \u00e8 quella dell\u2019integrazione con un altro gruppo estero o dell\u2019autonomizzazione di gran parte delle sue attivit\u00e0 operative attraverso una <i>joint-venture <\/i>internazionale. In ogni caso lo Stato diluirebbe la sua presenza e si allontanerebbe da ogni tentazione, rafforzando nello stesso tempo il gruppo.<\/p>\n<p>A partire dallo scorso anno l\u2019Italia si \u00e8 data una legislazione molto avanzata per il controllo degli investimenti esteri nelle attivit\u00e0 strategiche: ciascuna delle due ipotesi potrebbe, quindi, avvalersi di un accordo col governo che tuteli il mantenimento delle tecnologie e capacit\u00e0 produttive nazionali anche all\u2019interno di un gruppo pi\u00f9 internazionalizzato. Questa maggiore proiezione sul mercato \u00e8, nello stesso tempo, il migliore antidoto contro gli appetiti politici interni e anche contro il suo saccheggio esterno.<\/p>\n<p>Ma, per perseguire ambedue gli obiettivi l\u2019indispensabile presupposto \u00e8 un vertice aziendale credibile e affidabile, fortemente supportato dal governo. Da sempre Finmeccanica ha una struttura di vertice anomala e da quasi sempre troppo verticistica. Bisogna tornare alla normalit\u00e0, seguendo i modelli organizzativi tipici dei grandi gruppi: in primo luogo, preparazione e competenza dei consiglieri di amministrazione e un vertice coeso, scelto sulla base di dimostrabili competenze professionali e adeguatamente strutturato; in secondo luogo, coordinamento e coinvolgimento dei vertici delle principali aziende in modo da superare le divisioni settoriali e creare un vero spirito di gruppo. <\/p>\n<p>Prima di tutto il governo dovr\u00e0, per\u00f2, chiarire i suoi orientamenti sulla strategia da perseguire e, poi, individuare le persone che meglio possono realizzarla, garantendo loro il necessario e continuo sostegno.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo quella che \u00e8 stata la pi\u00f9 brutta e difficile settimana nella storia di Finmeccanica, ci si deve necessariamente interrogare sul suo futuro. Le conseguenze di quanto avvenuto rischiano, infatti, di ripercuotersi pesantemente sul gruppo in termini di affidabilit\u00e0 e credibilit\u00e0. Difficile dire quanto influiranno a livello di investitori finanziari e di clienti, ma di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,96,121],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22510"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22510"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22510\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61667,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22510\/revisions\/61667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22510"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22510"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22510"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}