{"id":22520,"date":"2013-02-25T00:00:00","date_gmt":"2013-02-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-ritorno-dellatlantico\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:59","slug":"il-ritorno-dellatlantico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/02\/il-ritorno-dellatlantico\/","title":{"rendered":"Il ritorno dell\u2019Atlantico"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLanceremo i negoziati per un partenariato commerciale e degli investimenti con l\u2019Unione Europea perch\u00e9 il commercio equo e libero attraverso l\u2019Atlantico sostiene milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti\u201d. Con questo rapido annuncio fatto durante il discorso sullo Stato dell\u2019Unione del 12 febbraio, il presidente Barack Obama ha iniettato una dose di fiducia sul futuro della cooperazione transatlantica. <\/p>\n<p>Compare quindi una \u201cnuova agenda\u201d che correggerebbe la rotta con la quale, nel 2011, gli Stati Uniti sembravano aver svoltato verso il Pacifico. Dopo aver investito &#8211; alcuni sostengono dissipato &#8211; la maggior parte delle energie del primo mandato nel dialogo con i paesi emergenti, il viaggio in Europa iniziato il 26 febbraio dal segretario di Stato John Kerry sembra essere il segnale che l\u2019amministrazione Obama ha finalmente preso seriamente il vecchio continente.<\/p>\n<p><b>Accordo commerciale transatlantico<\/b><br \/>Ma siamo davvero alle prese con un \u201critorno dell\u2019Atlantico\u201d o gli europei e gli atlantisti d\u2019oltreoceano dovranno ricredersi? La verit\u00e0 sta nel mezzo. Il progetto di un grande mercato transatlantico integrato &#8211; <i>Transatlantic Trade and Investment Partnership<\/i>, (Ttip) &#8211; promette di ridare slancio alla cooperazione tra Stati Uniti ed Europa a patto che se ne comprendano a fondo le motivazioni nazionali e se ne apprezzi il suo significato pi\u00f9 ampio. \u00c8 quindi necessario vedere il Ttip come un tassello importante di una strategia globale che continua a preparare gli Stati Uniti al \u201csecolo del Pacifico\u201d, senza trascurare tuttavia il ruolo che l\u2019Atlantico potrebbe continuare a giocare.<\/p>\n<p>Da un punto di vista utilitaristico, gli europei dovrebbero riconoscere la posta in gioco e i rischi legati ad un possibile fiasco dei negoziati. Con il protrarsi della crisi dell\u2019Eurozona e l\u2019acutizzarsi della disoccupazione e della stagnazione, il Ttip si presenta come uno stimolo economico quasi salvifico. Senza compromettere l\u2019obiettivo della riduzione del debito, attraverso i presunti effetti espansivi della liberalizzazione, questo trattato promette infatti una crescita del prodotto interno lordo e la creazione di nuovi posti di lavoro.<\/p>\n<p>Visti i possibili effetti depressivi dei tagli previsti al bilancio federale e l\u2019aumento della tassazione sul reddito, un accordo di libero scambio avrebbe un effetto positivo anche sull\u2019economia di Washington. Per una serie di fattori che non hanno equivalenti in Europa e che vanno dal basso costo dell\u2019energia a una ripresa della produzione industriale, tuttavia, le prospettive di crescita statunitensi sono comparativamente migliori di quelle del vecchio continente. Questo ha reso meno cogente il progetto del Ttip su cui l&#8217;amministrazione aveva tentennato negli ultimi mesi fino all&#8217;annuncio di Obama.<\/p>\n<p>Inoltre, il presidente statunitense conosce le possibili resistenze che un accordo commerciale potrebbe trovare nel Congresso, davanti ai rappresentanti sensibili ad interessi sindacali e industriali che si sono scoperti vulnerabili di fronte ai processi di globalizzazione. Il Congresso non \u00e8, nel complesso, contrario al progetto, ma potrebbe irrigidirsi di fronte a segnali europei di divisione o davanti alla tentazione di alcuni membri dell&#8217;Unione europea di considerare <i>off limits <\/i>aree critiche come quella dell&#8217;agricoltura.<\/p>\n<p>Il vecchio continente deve quindi considerare il costo, in termini di benefici economici e di credibilit\u00e0, di un prolungamento dei negoziati oltre i due anni che lascerebbe il Ttip in preda alla campagna elettorale per le votazioni di met\u00e0 mandato. <\/p>\n<p><b>Valenza internazionale del Ttip<\/b><br \/>Il secondo punto critico \u00e8 la valenza internazionale del Ttip. Se si trasformasse in uno strumento di rinnovata leadership transatlantica, il trattato potrebbe infatti funzionare da moltiplicatore. Se si presenter\u00e0 invece come un disperato tentativo delle economie occidentali di chiudersi in se stesse, volgendo le spalle alle realt\u00e0 emergenti e mettendo a repentaglio il futuro del sistema multilaterale, creer\u00e0 soprattutto problemi. <\/p>\n<p>L\u2019ambizione dei fautori del Ttip, soprattutto negli Stati Uniti, \u00e8 quella di usare il trattato per fissare nuovi obiettivi e standard commerciali da condividere in seguito con altri soggetti. Rafforzando un nucleo di partenza, si potrebbe mettere al riparo il pi\u00f9 ampio sistema internazionale liberale il cui futuro non pu\u00f2 pi\u00f9 essere dato per scontato. <\/p>\n<p>Per questo motivo, gli europei la dovranno avvallare l\u2019idea di un regionalismo aperto, visto che l\u2019amministrazione Obama non vede il Ttip in alternativa o in competizione con l\u2019iniziativa della <i>Trans Pacific Partnership <\/i>che coinvolge i paesi che condividono nello spazio asiatico l\u2019obiettivo del libero commercio e la preoccupazione che una preponderanza cinese finisca per limitarlo.<\/p>\n<p>L\u2019orientamento europeo potrebbe essere duplice. Lavorare affinch\u00e9 gli Stati Uniti avvicinino allo stesso progetto l\u2019America Latina e usare il Ttip per attivare una nuova strategia transatlantica per l\u2019Asia, di cui al momento non vi \u00e8 traccia. L\u2019idea di un \u201cAtlantic basin\u201d comprendente tutto il continente americano e la sponda occidentale dell\u2019Africa, versione aggiornata di una comunit\u00e0 atlantica nell\u2019era della globalizzazione, ha gi\u00e0 i suoi sostenitori nel vecchio continente. Tra questi si trova l\u2019Italia che negli ultimi mesi ha condotto iniziative in questa direzione. <\/p>\n<p>Ribadire al segretario di Stato Kerry la condivisione di un\u2019idea di Atlantico che si apre sia alle sue diverse componenti interne sia al resto del mondo, potr\u00e0 quindi rassicurare e stimolare gli Stati Uniti a riguardare con interesse alla sponda atlantica, non per un ritorno al passato, ma per compiere passi in avanti. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLanceremo i negoziati per un partenariato commerciale e degli investimenti con l\u2019Unione Europea perch\u00e9 il commercio equo e libero attraverso l\u2019Atlantico sostiene milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti\u201d. 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