{"id":22540,"date":"2013-02-27T00:00:00","date_gmt":"2013-02-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/kerry-a-roma-per-la-siria-non-per-litalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:58","slug":"kerry-a-roma-per-la-siria-non-per-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/02\/kerry-a-roma-per-la-siria-non-per-litalia\/","title":{"rendered":"Kerry a Roma: per la Siria, non per l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019arrivo del segretario di Stato statunitense John Kerry alla prima missione europea e mediorientale nel suo nuovo ruolo, la politica estera, da tempo grande assente, torna protagonista a Roma, proprio quando l\u2019incertezza e la confusione nella politica interna sono al loro acme. <\/p>\n<p>Anche per questo, la tappa romana di Kerry \u00e8 significativa, pi\u00f9 che per gli incontri bilaterali, per gli appuntamenti multilaterali: mercoled\u00ec 27 sera, la cena transatlantica, dove si parler\u00e0 di sicurezza e zona di libero scambio tra Stati Uniti e Unione europea e, gioved\u00ec 28, il Gruppo di alto livello sulla Siria, dove si discuter\u00e0 di come uscire dalla guerra civile che devasta quel Paese.<\/p>\n<p>Se la tappa italiana della missione Kerry non si colloca in giorni politicamente felici, l\u2019attenzione degli Stati Uniti per l\u2019Italia \u00e8 stata dimostrata, all\u2019inizio del mese, dalla considerazione riservata alla visita a Washington del presidente Giorgio Napolitano. \u201cNon \u00e8 fatto scontato che in futuro tale attenzione sia riservata a chiunque altro\u201d, scriveva sul Corriere della Sera Maurizio Caprara. Un\u2019affermazione che, dopo il voto, appare una premonizione.<\/p>\n<p>Tra il 24 febbraio e il 6 marzo, Kerry fa tappa in nove Paesi: oltre all\u2019Italia, Gran Bretagna, Francia Germania, Turchia, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Una maratona che ha l\u2019obiettivo di rinnovare i legami transatlantici e di affrontare dossier scottanti, come appunto la Siria e l\u2019Iran e anche il Mali e la Corea del Nord. In seguito a fine marzo, il neo-successore di Hillary Clinton accompagner\u00e0 in Israele il presidente Barack Obama, mentre l\u2019Asia sar\u00e0 la meta di una successiva missione.<\/p>\n<p><b>L\u2019incontro con l\u2019opposizione siriana<\/b><br \/>La vigilia della missione di Kerry era stata segnata da dichiarazioni dell\u2019opposizione siriana, che minacciava di boicottare la riunione del Gruppo ad alto livello, per protesta contro l\u2019inazione della comunit\u00e0 internazionale. La diplomazia di Washington s\u2019\u00e8 per\u00f2 messa al lavoro per fare recedere l\u2019opposizione dai suoi propositi e per evitare, cos\u00ec, di mandare a monte, o almeno compromettere, la consultazione di Roma.<\/p>\n<p>E i risultati del<i> forcing <\/i>diplomatico degli Stati Uniti si sono visti. Da Londra, Kerry ha telefonato al leader della coalizione dell&#8217;opposizione siriana, Moaz Alkhatib, incoraggiandolo a partecipare alla riunione del 28 e ottenendo, pare, un consenso. E, sempre a Londra, Kerry ha detto che il presidente siriano Bashar al-Assad &#8221;deve andarsene&#8221; e ha ancora sottolineato l\u2019importanza della partecipazione dell\u2019opposizione siriana all\u2019incontro romano: &#8220;Non andiamo a Roma solo per parlare, ma per prendere decisioni&#8221; sulla crisi siriana, ha aggiunto Kerry, invitando esplicitamente l\u2019opposizione a essere presente.<\/p>\n<p>Quello che la portavoce del Dipartimento di Stato Victoria Nuland ha definito il \u2018listening tour\u2019, il \u2018viaggio dell\u2019ascolto\u2019, di Kerry si muove lungo un itinerario geograficamente razionale, ma pure diplomaticamente significativo. Infatti, l\u2019esordio a Londra suona riconoscimento alla \u2018relazione speciale\u2019 tra Stati Uniti e Regno Unito, che \u00e8 stata esplicitamente ribadita da Kerry e dal suo omologo britannico William Hague. Cos\u00ec come il fatto che Kerry visiti l\u2019Europa prima dell\u2019Asia \u00e8 certo dettato da impegni gi\u00e0 definiti &#8211; ad esempio, la riunione del Gruppo sulla Siria -, ma pare pure rispondere al desiderio di tranquillizzare gli europei sull\u2019attenzione che gli Usa danno loro.<\/p>\n<p>Anche se, prima di partire, Kerry ha detto che la maggiore sfida alla politica estera degli Stati Uniti non viene ora come ora n\u00e9 dalla Cina n\u00e9 dal Medio Oriente (e tanto meno dall\u2019alleata Europa), ma dal Congresso, che sta creando uno stallo sul bilancio e sta cos\u00ec condizionando la programmazione delle attivit\u00e0 diplomatiche Usa. In una battuta, il segretario di Stato rileva che &#8220;non si pu\u00f2 essere forti nel mondo senza esserlo a casa propria&#8221;; e invita il Congresso a trovare un accordo per evitare i tagli automatici alla spesa che sono &#8220;senza senso&#8221; e costituiscono una minaccia.<\/p>\n<p>Se Kerry avesse avuto qualche esitazione nel definire le priorit\u00e0 della sua agenda, l\u2019escalation della violenza terroristica in Siria la scorsa settimana deve avergli tolto molti dubbi: la Siria \u00e8, in questo momento, il primo problema della sicurezza internazionale. Se la matrice di molti attentati resta incerta, uno degli effetti \u00e8 di accrescere l\u2019incertezza su chi stia davvero battendosi in Siria per rovesciare il regime di Assad. Al Cairo, la Coalizione nazionale siriana s\u2019\u00e8 detta pronta a negoziare un accordo di pace per porre termine al conflitto, purch\u00e9 il presidente non abbia un ruolo nella trattativa, da condurre sotto l\u2019egida di Usa e Russia.<\/p>\n<p>Ma, in Occidente, nelle ultime settimane, la sensazione che il regime stesse per crollare s\u2019\u00e8 smorzata e s\u2019\u00e8 cos\u00ec tornato a parlare di dialogo (\u201cfra tutte le parti coinvolte\u201d \u00e8 il linguaggio diplomatico comune alla Russia e alla Santa Sede). Nella scia delle decisioni dell\u2019Ue, che ha appena prolungato le sanzioni contro la Siria, il ministro degli esteri italiano Giulio Terzi intende proporre al Gruppo di aumentare gli aiuti militari ai ribelli, sotto forma di assistenza tecnica, addestramento e formazione. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019arrivo del segretario di Stato statunitense John Kerry alla prima missione europea e mediorientale nel suo nuovo ruolo, la politica estera, da tempo grande assente, torna protagonista a Roma, proprio quando l\u2019incertezza e la confusione nella politica interna sono al loro acme. 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