{"id":22590,"date":"2013-03-06T00:00:00","date_gmt":"2013-03-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cina-nera-come-il-carbone\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:56","slug":"cina-nera-come-il-carbone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/03\/cina-nera-come-il-carbone\/","title":{"rendered":"Cina nera come il carbone"},"content":{"rendered":"<p>Nello scorso mese di gennaio, l\u2019aria irrespirabile di Pechino \u00e8 salita agli onori della cronaca mondiale. I livelli delle polveri sottili pi\u00f9 pericolose per la salute umana, le PM 2,5, ha raggiunto livelli record, mai toccati da quando se ne effettuano le rilevazioni, tanto che nei media occidentali \u00e8 comparsa la parola \u201c<a href= \" http:\/\/www.guardian.co.uk\/environment\/2013\/jan\/22\/china-air-pollution-government-official\" target= \"blank\"><b><u>apocalisse dell\u2019aria<\/u><\/b><\/a>\u201d [airpocalypse].<\/p>\n<p>La stazione di monitoraggio dell\u2019ambasciata americana, per cui in passato si rischi\u00f2 la crisi diplomatica, \u00e8 arrivata a registrare un livello di 993 microgrammi per metro cubo, mentre l\u2019Organizzazione mondiale per la sanit\u00e0 raccomanda di non esporsi a un valore superiore ai 25 microgrammi. Valori superiori a 300, o anche a 500, hanno rappresentato la norma per tutto l\u2019arco del mese.<\/p>\n<p><b>Soglia critica<\/b><br \/>L\u2019inquinamento dell\u2019aria ha raggiunto una tale soglia di allerta che le autorit\u00e0 hanno dovuto consigliare alla popolazione di non uscire di casa. La visibilit\u00e0 \u00e8 scesa sotto i 100 metri; decine di voli sono stati cancellati; vi \u00e8 stato un aumento dei ricoveri ospedalieri per difficolt\u00e0 respiratorie.<\/p>\n<p>Anche se tra le cause di questo disastro ambientale vi \u00e8 sicuramente un inverno particolarmente rigido e privo di precipitazioni, la scarsa qualit\u00e0 dell\u2019aria a Pechino \u00e8 un problema che viene da lontano, e che da anni, almeno nella retorica, \u00e8 tra le principali preoccupazioni della dirigenza. Per arginare il fenomeno, il governo ha ridotto del 30% la propria flotta di automobili in circolazione, e ha sospeso la produzione di molte fabbriche inquinanti; alcune multinazionali hanno distribuito ai propri dipendenti le mascherine anti-inquinamento.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 durante le Olimpiadi del 2008 il governo aveva adottato misure simili, ma il loro effetto si sarebbe presto rivelato provvisorio: un anno dopo, si era al punto di partenza, e misure pure in vigore quale quella delle targhe alterne si sono rivelate simili allo \u201c<a href= \"http:\/\/blogs.discovermagazine.com\/discoblog\/2009\/08\/04\/a-year-after-olympics-beijings-air-quality-back-at-square-one\/#.UQk5ob_FC5I\" target= \"blank\"><b><u>svuotare una portaerei che sta affondando con un cucchiaino da t\u00e8<\/u><\/b><\/a>\u201d.<\/p>\n<p><b>Boom del carbone<\/b><br \/>Bench\u00e9 diversi fattori concorrano all\u2019alto inquinamento dell\u2019aria pechinese (la sfortunata posizione geografica, l\u2019incremento esponenziale del traffico automobilistico, la presenza di fabbriche inquinanti e di innumerevoli cantieri edilizi), la questione cruciale \u00e8 rappresentata dal continuo ricorso in modo massiccio all\u2019utilizzo del carbone come fonte di energia, sia in termini assoluti sia in termini relativi: se dal 2000 la domanda globale di carbone \u00e8 aumentata di 2,9 miliardi di tonnellate, l\u201982% (2,3 miliardi di tonnellate) \u00e8 ascrivibile alla richiesta cinese.<\/p>\n<p>Tra il 1980 e il 2010, la domanda di carbone in Cina \u00e8 cresciuta di quasi cinque volte. E non sembra esserci alcuna inversione di tendenza: secondo <a href= \"http:\/\/www.eia.gov\/todayinenergy\/detail.cfm?id=9751\" target= \"blank\"><b><u> i dati della US Energy Information Administration<\/u><\/b><\/a> il consumo di carbone in Cina \u00e8 cresciuto del 9% nel 2011, per il dodicesimo anno consecutivo, e ora la Cina consuma tanto carbone quanto quasi il resto del mondo (47% del consumo globale). Non stupisce quindi che nel 2010 la Cina fosse diventato ormai il primo paese per emissioni di CO2 (8.320,96 milioni di tonnellate). Inoltre, come noto, la fame di energia per foraggiare lo sviluppo ha spinto Pechino a ricercare fonti di approvvigionamento sui mercati internazionali: pur possedendo le terze maggiori riserve mondiali di carbone, nel 2009, per la prima volta in 20 anni, la Cina \u00e8 diventata un importatore netto di carbone.<\/p>\n<p>Malgrado il governo cinese abbia compiuto significativi sforzi verso un maggiore utilizzo dell\u2019energia non derivante da combustibile fossile (il dodicesimo piano quinquennale si \u00e8 posto l\u2019obiettivo che queste fonti rappresentino entro il 2015 l\u201911,5% del consumo totale di energia), il carbone rappresenta ancora il 70% del mix energetico del paese. Il futuro non \u00e8 peraltro roseo: se \u00e8 vero che <a href= \"http:\/\/www.eia.gov\/countries\/cab.cfm?fips=CH\" target= \"blank\"><b><u> le proiezioni<\/u><\/b><\/a> della stessa agenzia statunitense prevedono che, grazie a un aumento dell\u2019efficienza energetica, la quota del carbone passer\u00e0 al 59% entro il 2035, la stessa fonte ricorda che in questo periodo il consumo di carbone totale raddoppier\u00e0, a causa della voracit\u00e0 con cui il paese (che ha in corso un processo di urbanizzazione senza precedenti nella storia contemporanea) divorer\u00e0 energia.<\/p>\n<p><b>Possibile svolta<\/b><br \/>In effetti, il dodicesimo piano quinquennale stabilisce come obiettivi primari la riduzione del consumo di energia per unit\u00e0 di Pil del 16% entro il 2015 (rispetto ai dati del 2010), la riduzione delle emissioni di diossido di carbonio per unit\u00e0 di Pil del 17%, e l\u2019incremento del 30% delle centrali di produzione da combustibile non-fossile. <\/p>\n<p>Effettivamente, questo trend \u00e8 gi\u00e0 in corso, come ricordato anche nel Libro bianco sull\u2019energia, pubblicato lo scorso ottobre: la Cina \u00e8 il primo produttore di energia idroelettrica, e di energia eolica; nel 2011 hanno iniziato l\u2019attivit\u00e0 undici nuove centrali nucleari, e altre 26 sono in costruzione, potenzialmente proiettando cos\u00ec la Cina ai vertici mondiali per l\u2019utilizzo civile dell\u2019energia atomica. A titolo sperimentale, il Libro bianco prevede la rapida creazione di 200 contee \u201ca energia verde\u201d e 1.000 villaggi che useranno diffusamente l\u2019energia solare.<\/p>\n<p>La gravit\u00e0 della situazione \u00e8 tale che \u00e8 lecito aspettarsi, stavolta, la realizzazione delle promesse contenute nel Libro bianco. Il primo amministratore per le politiche ambientali (dal 1987 al 1993), Qu Geping, ha dichiarato al <a href= \"http:\/\/www.scmp.com\/news\/china\/article\/1132566\/ex-minister-blames-chinas-pollution-mess-lack-rule-law\" target= \"blank\"><b><u> South China Morning Post<\/u><\/b><\/a> che gi\u00e0 nel 1983 il Consiglio di Stato emise un documento che sanciva la sincronizzazione tra sviluppo e tutela dell\u2019ambiente: esso, evidentemente, rimase lettera morta. Oggi la pressione dell\u2019opinione pubblica \u00e8 molto maggiore di allora (non foss\u2019altro perch\u00e9 i pechinesi nel 2008 si resero conto della possibilit\u00e0 di respirare un\u2019aria pi\u00f9 pulita), e ci\u00f2 obbliga la leadership ad <a href= \"http:\/\/www.huffingtonpost.com\/2013\/01\/15\/china-premier-designate-li-keqiang_n_2477876.html\" target= \"blank\"><b><u>agire<\/u><\/b><\/a>, anche se ci vorranno decenni prima di tornare a una situazione di normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Se il cielo delle citt\u00e0 cinesi continuer\u00e0 quindi a essere grigio, l\u2019unica buona notizia \u00e8 che il mercato dei purificatori d\u2019aria (che la <i>leadership<\/i> fa installare nei palazzi del potere) e delle mascherine \u00e8 estremamente florido: ad esempio, secondo quanto riportato dal <i>Financial Times<\/i>, una nota multinazionale olandese ha registrato un aumento delle vendite di questi apparecchi del 300%. Insomma, c\u2019\u00e8 sempre chi guadagna dalle disgrazie altrui: la saggezza degli adagi popolari non cessa mai di stupire.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\"> Articolo pubblicato su <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/OrizzonteCina\/OrizzonteCina_13-02.pdf\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali. <\/i><\/font><\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nello scorso mese di gennaio, l\u2019aria irrespirabile di Pechino \u00e8 salita agli onori della cronaca mondiale. I livelli delle polveri sottili pi\u00f9 pericolose per la salute umana, le PM 2,5, ha raggiunto livelli record, mai toccati da quando se ne effettuano le rilevazioni, tanto che nei media occidentali \u00e8 comparsa la parola \u201capocalisse dell\u2019aria\u201d [airpocalypse]. 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