{"id":22640,"date":"2013-03-13T00:00:00","date_gmt":"2013-03-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/nuova-agenda-per-il-disarmo\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:55","slug":"nuova-agenda-per-il-disarmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/03\/nuova-agenda-per-il-disarmo\/","title":{"rendered":"Nuova agenda per il disarmo"},"content":{"rendered":"<p>Mentre l\u2019Italia \u00e8 giustamente assorbita dalla risoluzione del complicato rebus  politico-istituzionale apertosi dopo il voto, il contesto internazionale offre alcune opportunit\u00e0 che rischiano di passare inosservate. Ne \u00e8 un esempio lampante il dossier su disarmo e non-proliferazione nucleare, che \u00e8 stato rilanciato la scorsa settimana da un importante editoriale dei quattro \u201csaggi\u201d americani Shultz, Perry, Kissinger e Nunn pubblicato dal <a href= \"http:\/\/online.wsj.com\/article\/SB10001424127887324338604578325912939001772.html\" target= \"blank\"><b><u>Wall Street Journal<\/u><\/b><\/a>. <\/p>\n<p>I quattro &#8211; che hanno ricoperto in passato ruoli di primissimo piano nel governo della pi\u00f9 grande potenza nucleare del mondo e che provengono sia dal partito Democratico che da quello Repubblicano \u2013 da anni lavorano per sollecitare una risposta politica al rischio di catastrofe nucleare che il mondo continua a correre, forse oggi in modo pi\u00f9 inconsapevole che nell\u2019epoca della guerra fredda. <\/p>\n<p><b>Nuovi orizzonti<\/b><br \/>\u00c8 infatti vero che le testate nucleari si sono sensibilmente ridotte negli ultimi decenni, e che oggi i materiali necessari per costruire un ordigno nucleare sono presenti \u201csolo\u201d in 28 paesi, e non pi\u00f9 in 40 com\u2019era solo 10 anni fa. Ma \u00e8 altrettanto vero che se in un mondo bipolare il meccanismo della deterrenza poteva avere un senso, lo scenario attuale rende pericolosissima la presenza anche di un numero ridotto di armi nucleari: gli attori si moltiplicano, non sono pi\u00f9 solo soggetti statuali, e le minacce percepite aumentano, in un caleidoscopio che moltiplica all\u2019infinito i rischi, facendo diminuire vertiginosamente la previsione di comportamenti razionali degli attori nucleari o potenzialmente tali. <\/p>\n<p>La minaccia quindi \u00e8 reale, mentre la percezione dell\u2019urgenza con la quale andrebbe affrontata sta calando \u2013 sia nell\u2019opinione pubblica sia in chi ha responsabilit\u00e0 di governo nelle grandi potenze nucleari ed a livello globale. Non a caso il sottotitolo dell\u2019editoriale dei \u201cquattro\u201d recita: \u201cil ritmo del lavoro sulla non-proliferazione oggi non corrisponde all\u2019urgenza della minaccia\u201d. <\/p>\n<p>Davanti alle nuove concrete minacce che vengono dalla Corea del Nord e, seppur in misura molto diversa, dall\u2019Iran \u00e8 necessario rilanciare un processo di disarmo e non-proliferazione che sembra essersi fermato, dopo aver ottenuto grandi risultati in termini di riduzione degli arsenali, di messa in sicurezza dei materiali, di trasparenza, e di costruzione di un clima di fiducia reciproca. <\/p>\n<p>Se fino ad oggi si \u00e8 sempre pensato che un serio percorso di disarmo fosse funzionale a prevenire processi di proliferazione, ora rischiamo che il ragionamento si inverta, e che siano i casi di proliferazione a fermare, per la prima volta nella storia, le speranze di disarmo. \u00c8 un rischio che non possiamo permetterci anche perch\u00e9, come scrivono i \u201cquattro\u201d sul <i>Wall Street Journal<\/i>, \u201ccome reagirebbero i cittadini al caos ed alle sofferenze di un attacco nucleare? Non chiederebbero di sapere cosa si sarebbe potuto fare per prevenirlo?\u201d<\/p>\n<p><b>Contromisure<\/b><br \/>C\u2019\u00e8 una responsabilit\u00e0 enorme nelle mani della politica, dei governi, dei Parlamenti, delle opinioni pubbliche. Non solo all\u2019interno delle potenze nucleari, anche se \u00e8 ovviamente da l\u00ec che il percorso virtuoso di disarmo deve partire, ma in tutte quelle aree del mondo che sullo scacchiere del nucleare militare sono \u2013 volenti o nolenti \u2013 posizionate. <\/p>\n<p>La regione euro-atlantica include da sola quattro potenze nucleari ed il 90% delle armi nucleari del mondo. Che piaccia o no, la cosa riguarda anche l\u2019Italia: in quanto paese Ue, membro dell\u2019Alleanza Atlantica, partner della Russia, attore mediterraneo. Il contesto regionale &#8211; che \u00e8 drammaticamente mancato fin qui in Asia, con le conseguenze che oggi tutti riconoscono nella tensione tra la Corea del Nord e i suoi vicini, Stati Uniti inclusi \u2013 conta, e pu\u00f2 contribuire ad risolvere problemi troppo grandi per essere affrontati solo bilateralmente, e troppo complessi per inquadrarli in contesti globali.<\/p>\n<p>Sono necessari passi molto concreti e in grado di dare nuovo impulso a disarmo e non-proliferazione. I \u201cquattro\u201d ne suggeriscono alcuni cruciali: <br \/>&#8211;\tla creazione di un sistema di messa in sicurezza dei materiali a livello globale, da varare al prossimo Vertice per la sicurezza nucleare che si terr\u00e0 in Olanda nel 2014;<br \/>&#8211;\tla revisione dei processi decisionali attualmente previsti per il lancio di testate nucleari, aumentando il tempo che intercorre tra decisione e lancio; <br \/>&#8211;\tl\u2019ulteriore riduzione delle armi nucleari americane e russe, andando al di sotto di quanto previsto dal trattato New Start, ed affrontando il tema delle armi nucleari tattiche presenti in Europa (ed anche in Italia);<br \/>&#8211;\tmaggiore trasparenza e verifica reciproca degli accordi presi;<br \/>&#8211;\tl\u2019istituzione di incontri a livello diplomatico e militare per concordare le misure da assumere;<br \/>&#8211;\tl\u2019avvio, infine, di un lavoro a livello regionale, almeno nelle due aree a pi\u00f9 alta criticit\u00e0, quella euro-atlantica e quella asiatica. <\/p>\n<p>Si tratta di una vera e propria agenda per il rilancio del disarmo e della non-proliferazione nucleare. Un\u2019agenda che nasce nel cuore della pi\u00f9 grande potenza nucleare del mondo, gli Usa, e che ci dice che forse si sta aprendo una nuova stagione di coraggio, l\u00ec, da sostenere in ogni modo. \u00c8 un lavoro urgente, anche se il mondo \u2013 l\u2019Italia per prima &#8211; guarda spesso altrove. Tra i tanti passi che un nuovo governo dovrebbe compiere c\u2019\u00e8 anche questo: lavorare con piena convinzione a sostenere quell\u2019agenda, per realizzare finalmente l\u2019obiettivo del disarmo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre l\u2019Italia \u00e8 giustamente assorbita dalla risoluzione del complicato rebus politico-istituzionale apertosi dopo il voto, il contesto internazionale offre alcune opportunit\u00e0 che rischiano di passare inosservate. 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