{"id":22660,"date":"2013-03-15T00:00:00","date_gmt":"2013-03-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/appoggio-europeo-ai-ribelli-siriani\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:54","slug":"appoggio-europeo-ai-ribelli-siriani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/03\/appoggio-europeo-ai-ribelli-siriani\/","title":{"rendered":"Appoggio europeo ai ribelli siriani"},"content":{"rendered":"<p>Secondo quanto si apprende, Regno Unito e Francia sono giunti alla determinazione di fornire armi adeguate alle forze che si oppongono al regime di Assad in Siria. Chiederanno di porre il tema in discussione in ambito Ue affinch\u00e9 l\u2019embargo comunitario sulle armi attualmente in vigore sia dismesso. Ma il primo ministro britannico Cameron e il presidente francese Hollande, cos\u00ec come i rispettivi ministri degli esteri Hague e Fabius, parlano come chi \u00e8 intenzionato ad andare avanti comunque, anche in mancanza di un accordo Ue. &#8220;<i>Not out of the question we may have to do things in our own way<\/i>&#8221; ha affermato  David Cameron, secondo l\u2019emittente britannica Bbc (riferendosi alla Siria, ma esprimendo un punto di vista britannico verso l\u2019Europa che comincia a generalizzarsi).<\/p>\n<p><b>Escalation<\/b><br \/>Queste dichiarazioni vengono dopo che John Kerry, il nuovo segretario di Stato americano, ha invece di nuovo escluso la cessione di armi nella riunione della Coalizione nazionale siriana avvenuta a Roma il 28 febbraio scorso. In quell\u2019occasione, Kerry ha promesso un aiuto supplementare di 60 milioni di dollari, destinato per\u00f2 a materiali non letali. Qualche commento occidentale ha visto nelle dichiarazioni di Kerry uno \u201c<i>shift<\/i>\u201d. Ma qualche giorno pi\u00f9 tardi il ministro degli esteri saudita in una conferenza stampa con Kerry ha seccamente negato qualsiasi <i>shift <\/i>e criticato vivamente gli Stati Uniti per la loro inerzia. Perci\u00f2, \u00e8 dall\u2019Europa che sembra arrivare una risposta interventista, pi\u00f9 in linea con gli auspici arabi di quella americana.<\/p>\n<p>La posizione sulla Siria che stanno ora assumendo Francia e Gran Bretagna \u00e8 semplicemente la continuazione dell\u2019intervento in Libia e di quello in Mali. \u00c8 una reazione razionale in una situazione in cui, da un lato, i conflitti che tormentano il Medio Oriente e le loro conseguenze sono una minaccia innanzitutto per i paesi europei e, dall\u2019altro, l\u2019amministrazione Obama sta confermando e consolidando nel suo secondo mandato la determinazione a non lasciarsi coinvolgere in questi conflitti, lasciando gli europei scoperti. <\/p>\n<p>In effetti, la minaccia sembra allargarsi. Gli ultimi tre-quattro mesi di <i>intelligence <\/i>dicono che l\u2019Iran ha significativamente moltiplicato i suoi sforzi di rifornimento di armi e personale al regime di Assad. I rifornimenti vengono effettuati via area passando nello spazio iracheno. Essi avvengono anche passando nello spazio aereo turco per arrivare a Beirut ed essere di qui trasportati in Siria su gomma. Nel frattempo continuano anche i rifornimenti da parte della Russia. Inoltre, i membri di Hizbollah sono in piena mobilitazione e combattono sui vari fronti del conflitto. <\/p>\n<p>\u00c8 dunque in corso un serio sforzo dell\u2019alleanza siro-russo-iraniana per ribaltare il vantaggio conquistato dai ribelli sunniti negli ultimi mesi e riprendere in mano l\u2019iniziativa. A fronte di questi maggiori sforzi di sostegno al regime degli Assad, le forniture di armi di Turchia, Arabia Saudita e Qatar non appaiono all\u2019altezza. Negli ultimi mesi ci sono state forniture di armi dalla Croazia, acquistate dai sauditi e trasportate da aerei giordani &#8211; forse \u201cled from behind\u201d dagli Usa &#8211; ma rispetto alla mobilitazione degli alleati di Assad si tratta di operazioni marginali, sia per la quantit\u00e0 che per la qualit\u00e0 delle armi e dei sostegni forniti.<\/p>\n<p><b>Settarismo<\/b><br \/>L\u2019iniziativa di Francia e Regno Unito, probabilmente concordata con gli Stati Uniti, prende senza dubbio spunto da questa evoluzione e potrebbe aprire una nuova fase in un conflitto molto aspro le cui sorti appaiono tuttora incerte. Tuttavia, l\u2019iniziativa supera una lunga fase di esitazione e incertezza sul piano militare, ma non la vaghezza degli obiettivi politici che l\u2019Occidente persegue.<\/p>\n<p>Se l\u2019appoggio militare occidentale favorisse la vittoria della eterogenea coalizione di forze sunnite che oggi combattono contro Assad &#8211; che va dagli islamisti moderati ai jihadisti e ai qaidisti &#8211; l\u2019Occidente otterrebbe una vittoria geopolitica importante verso l\u2019Iran, che sarebbe per\u00f2 assortita dall\u2019affermazione di tendenze molto conservatrici nell\u2019insieme del mondo arabo e quasi certamente accompagnate da forti instabilit\u00e0 e conflitti settari fra sunniti e fra questi ultimi e tutti gli altri. Le vittime della vittoria sunnita sarebbero l\u2019Iran e la Russia, ma anche i cristiani, gli alawiti , i curdi e ogni altra minoranza. <\/p>\n<p>La differenza fra la Libia e la Siria \u00e8 che nella prima esiste un gruppo dirigente nazional-liberale che, per quanto estremamente debole, ha molto chiara la necessit\u00e0 di stabilire un regime basato sulla cittadinanza (e d\u2019altra parte nelle elezioni ha ricevuto un chiaro mandato popolare in questo senso). <\/p>\n<p>Un gruppo analogo non esiste o \u00e8 drammaticamente minoritario in Siria. Qui infatti il confitto tendeva ad essere democratico e nazionale all\u2019inizio, ma in quella fase l\u2019Occidente ha assolutamente rifiutato ogni coinvolgimento e ha lasciato invece che fossero i suoi alleati regionali, la Turchia, l\u2019Arabia Saudita, il Qatar e la Giordania a intervenire. Ci\u00f2 ha accentuato la dimensione settaria del conflitto fino a trasformarlo in quello che \u00e8 oggi. Politicamente l\u2019intervento europeo di oggi non pu\u00f2 evitare di essere a rimorchio di obiettivi sunniti (turchi, sauditi, etc.) che solo in parte coincidono con quelli occidentali di stabilit\u00e0 e modernizzazione politica.<\/p>\n<p>Dire se l\u2019iniziativa franco-britannica sia benvenuta o meno non \u00e8 facile. Allo stato, per essere militarmente efficace dovrebbe avere una considerevole ampiezza logistica e di <i>intelligence<\/i> (non viene meno infatti la necessit\u00e0 di una discriminazione nella distribuzione delle armi alle brigate), ma non sappiamo se sar\u00e0 possibile realizzare un\u2019iniziativa di ampiezza adeguata. Ma anche se l\u2019iniziativa riuscisse ad essere efficace sul piano militare, il suo significato politico resta incerto ed ambiguo. Probabilmente, un impegno europeo pi\u00f9 largo ed ampio sarebbe necessario, ma su questo quasi certamente non si pu\u00f2 contare.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo quanto si apprende, Regno Unito e Francia sono giunti alla determinazione di fornire armi adeguate alle forze che si oppongono al regime di Assad in Siria. Chiederanno di porre il tema in discussione in ambito Ue affinch\u00e9 l\u2019embargo comunitario sulle armi attualmente in vigore sia dismesso. Ma il primo ministro britannico Cameron e il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[99,125,141,135,114],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22660"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22660"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22660\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63298,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22660\/revisions\/63298"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22660"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22660"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22660"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}