{"id":22720,"date":"2013-03-24T00:00:00","date_gmt":"2013-03-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/caso-maro-chi-non-comanda-in-italia\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:52","slug":"caso-maro-chi-non-comanda-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/03\/caso-maro-chi-non-comanda-in-italia\/","title":{"rendered":"Caso mar\u00f2, chi non comanda in Italia"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 avvenuto che una pecora decidesse di ruggire, ma riuscisse solo a belare, e divenisse oggetto di scherno. La politica estera italiana \u00e8 stata spesso accusata di doppiezza, ma nella vicenda dei mar\u00f2 italiani, riconsegnati all&#8217;india pochi giorni dopo l&#8217;annuncio che sarebbero rimasti in Italia, \u00e8 affogata nel ridicolo. <\/p>\n<p>Il successivo tentativo di metterci una pezza, sostenendo di aver voluto cos\u00ec ottenere la salvaguardia da una teoricamente possibile condanna a morte dei due militari ha solo peggiorato la situazione, sia perch\u00e9 troppo tardivo e poco credibile, sia perch\u00e9, se fosse stato vero, avrebbe dovuto impedire comunque la riconsegna dei soldati. Ma come abbiamo potuto infliggerci questo disastro?<\/p>\n<p><b>Precedente<\/b><br \/>Gi\u00e0 c\u2019era stata un\u2019avvisaglia. Quando la Francia decise di intervenire contro i ribelli e i terroristi separatisti in Mali, il Parlamento italiano, sollecitato dal Governo, si espresse a favore di un appoggio concreto alle operazioni, anche senza l\u2019invio di truppe combattenti. Eppure, sorprendentemente, nei giorni successivi il Governo decideva di non farne nulla, sostenendo che questa era la reale volont\u00e0 delle forze politiche da lui consultate (fuori dal Parlamento). Un comportamento a dir poco bizzarro.<\/p>\n<p>Sembra naturale dedurne che esistano all\u2019interno del Governo diverse anime e convinzioni, in particolare sulle questioni relative alla politica estera, all\u2019uso della forza militare e ai comportamenti che debbono conseguirne. Tuttavia, forse anche per la natura politicamente anomala di questo Governo, tali diverse convinzioni non vengono espresse e dibattute pubblicamente, n\u00e9 si scontrano in Parlamento, ma emergono solo indirettamente, e tardivamente, e si manifestano nelle improvvise correzioni di rotta e nella smentita delle decisioni prese in precedenza.<\/p>\n<p>La cosa sembra assurda, e certamente \u00e8 un danno grave per la credibilit\u00e0 del Paese, ma \u00e8 resa possibile dalla natura scoordinata e pressoch\u00e9 anarchica del sistema italiano di governo. Bench\u00e9 il Presidente del Consiglio abbia la responsabilit\u00e0 di assicurare la linea politica del Governo, egli non \u00e8 un Primo Ministro come in Gran Bretagna n\u00e9 ha i poteri del Cancelliere in Germania. La sua preminenza sui singoli ministri (le cui competenze sono definite e garantite per legge) \u00e8 assicurata solo quando si esprime a nome del Consiglio. Nello stesso tempo, giorno per giorno, i singoli atti governativi, vengono in realt\u00e0 preparati e decisi autonomamente dai singoli ministri, e dipende solo da loro decidere chi consultare e quando.<\/p>\n<p><b>Premier debole<\/b><br \/>Il ruolo della Presidenza del Consiglio si \u00e8 leggermente rafforzato nel tempo, sia con atti legislativi, sia (pi\u00f9 sostanzialmente) per il ruolo crescente che il Presidente gioca in campo internazionale e all\u2019interno dell\u2019Unione Europea (come si desume anche dalle competenze che vengono man mano attribuite a cosiddetti ministri senza Portafoglio, cio\u00e8 direttamente collegati alla Presidenza stessa). Ma il sistema resta farraginoso ed esposto ad errori e contraddizioni, in particolare quando (come in questo caso) il Presidente non \u00e8 il leader indiscusso della maggioranza di governo (e non pu\u00f2 quindi compensare la sua debolezza istituzionale con la sua forza politica).<\/p>\n<p>Esistono metodi e procedure che potrebbero ovviare in larga parte a questa debolezza strutturale del Governo, ma essi non sono mai stati realmente adottati (salvo un paio di parziali tentativi rapidamente dimenticati, come accadde ad esempio durante un ormai lontano Governo Spadolini). <\/p>\n<p>Si tratta di creare un sistema continuo di circolazione delle informazioni all\u2019interno del Governo attraverso lo snodo istituzionale della Presidenza del Consiglio, in modo che il Presidente sia sempre informato in tempo reale dei comportamenti e delle scelte dei singoli Ministri e allo stesso tempo abbia a sua disposizione una struttura in  grado di analizzarne le conseguenze, presentare eventuali ipotesi alternative o correttive e capace di intervenire subito per indirizzare le scelte stesse e controllarne l\u2019attuazione. <\/p>\n<p>Una tale struttura equivale in qualche misura al Consiglio per la Sicurezza Nazionale esistente negli Usa, ma presente sotto varie forme e con diverse competenze in molti altri Paesi, \u00e8 situata presso la Presidenza e si avvale di strutture tecniche adeguate, quali una Sala Situazione e una Sala Operativa che, nel nostro caso, dovrebbero coincidere con il segretariato del Consiglio dei Ministri.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro perch\u00e9 una simile struttura non sia mai stata creata in Italia, al di l\u00e0 della volont\u00e0 dei singoli dicasteri di garantirsi il margine massimo di autonomia di decisione e della sottovalutazione che quasi tutti i Presidenti del Consiglio hanno dimostrato dei benefici di un corretto e funzionante sistema informativo e decisionale. Il risultato per\u00f2 pu\u00f2 a volte essere veramente deprimente, ed umiliante per il Paese.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 avvenuto che una pecora decidesse di ruggire, ma riuscisse solo a belare, e divenisse oggetto di scherno. La politica estera italiana \u00e8 stata spesso accusata di doppiezza, ma nella vicenda dei mar\u00f2 italiani, riconsegnati all&#8217;india pochi giorni dopo l&#8217;annuncio che sarebbero rimasti in Italia, \u00e8 affogata nel ridicolo. 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