{"id":22740,"date":"2013-03-26T00:00:00","date_gmt":"2013-03-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-nodo-del-credito-nelleurozona\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:51","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:51","slug":"il-nodo-del-credito-nelleurozona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/03\/il-nodo-del-credito-nelleurozona\/","title":{"rendered":"Il nodo del credito nell\u2019Eurozona"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 veramente cos\u00ec grave il problema della qualit\u00e0 del credito in Europa e nell\u2019Eurozona? Certamente, la recessione sta incidendo sulla solidit\u00e0 delle banche; un recente studio del <i>think tank <\/i>Bruegel cos\u00ec si esprime: \u201cL\u2019esperienza di precedenti crisi in Europa e altrove suggerisce che l\u2019obiettivo di affrontare la sistemica fragilit\u00e0 bancaria e restaurare la fiducia pu\u00f2 essere raggiunto soltanto attraverso un approccio centralizzato e in presa diretta per valutare i bilanci dell\u2019intero sistema (<i>triage<\/i>), ricapitalizzare e ristrutturare. [&#8230; Le] prospettive per aggredire la fragilit\u00e0 bancaria dovuta alla crisi sono oggi migliori che in altri momenti&#8230;\u201d (1).<\/p>\n<p>Affidare la supervisione bancaria alla Banca centrale europea (Bce) \u00e8 solo un primo passo verso una centralizzazione a livello europeo di funzioni e responsabilit\u00e0 oggi appartenenti agli stati membri dell\u2019Unione economica e monetaria e dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Una vigilanza nelle mani di un\u2019unica istituzione, che necessariamente dovr\u00e0 avvalersi delle strutture statali esistenti se vuole evitare l\u2019elefantiasi, pu\u00f2 essere garanzia di una gestione pi\u00f9 uniforme. Ovvero una gestione in grado di meglio assicurare l\u2019agognato <i>level playing field<\/i>, ma che non pu\u00f2 evitare che si abbiano fallimenti bancari cui porre riparo con la liquidazione o con le varie opzioni della risoluzione (vendita, anche parziale; banca-ponte; scissione tra <i>good bank <\/i>e <i>bad bank<\/i>; <i>bail in <\/i>dei creditori non garantiti diversi dai depositanti).<\/p>\n<p><b>Nobili propositi<\/b><br \/>Il Consiglio europeo ha perci\u00f2 richiesto che siano approvati entro il prossimo giugno due strumenti legislativi: la direttiva sulla ripresa (<i>recovery<\/i>) e sulla liquidazione\/risoluzione (<i>resolution<\/i>) delle banche che la Commissione aveva proposto nel giugno 2012, e la direttiva volta alla revisione degli schemi di assicurazione dei depositi, che resta in attesa di decisione dal 2010 a causa di contrasti tra i co-legislatori. La direttiva per il sistema unico di supervisione (Ssm) \u00e8 previsto che entri in vigore tra il marzo e il giugno di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Nel dicembre 2012, la Commissione ha annunciato che nel corso del 2013 sottoporr\u00e0 una proposta, presumibilmente dopo l\u2019approvazione delle sopra citate direttive, per un <i>single resolution mechanism <\/i>per tutti gli stati che partecipano allo Ssm, da approvarsi da parte dei co-legislatori entro la fine della legislatura europea, cio\u00e8 giugno 2014. Dal primo marzo 2014 (oppure 12 mesi dopo l\u2019entrata in vigore della legislazione sullo Ssm, se successiva), la Bce dovrebbe assumere la supervisione diretta, in base all\u2019accordo politico raggiunto, per le banche con pi\u00f9 di 30 miliardi di euro. <\/p>\n<p>Salvo che la congiuntura bancaria in Europa non volga al peggio e spinga la macchina legislativa dell\u2019Unione a una forte accelerazione, i tempi ipotizzati sembrano in realt\u00e0 pi\u00f9 un\u2019aspirazione che una previsione.<\/p>\n<p>Comunque, presumibilmente entro un anno da oggi non solo la Banca centrale dovr\u00e0 attrezzarsi per svolgere adeguatamente i nuovi compiti, ma dovr\u00e0 anche diventare il motore di un Ssm che faccia convergere le sue molteplici componenti verso un modello pi\u00f9 omogeneo e per quanto possibile unitario, confidando per l\u2019attivit\u00e0 di <i>routine <\/i>e per la supervisione del resto del sistema bancario sulla collaborazione delle autorit\u00e0 nazionali. <\/p>\n<p>Non v\u2019\u00e8 soltanto un problema di organizzazione all\u2019interno della Bce e con le varie componenti del Ssm, ma anche un processo di valutazione e, possibilmente, di risanamento delle banche trasferite dalla supervisione nazionale a quella europea; recita l\u2019art. 27(4) del regolamento che istituir\u00e0 lo Ssm che la Bce condurr\u00e0 una valutazione ad ampio raggio, compreso il bilancio, delle banche di cui assumer\u00e0 la supervisione diretta. Questa valutazione, a mio avviso, non potr\u00e0 prescindere da <i>stress test<\/i>, con coinvolgimento possibilmente dell\u2019<i>European banking authority <\/i>(Eba).<\/p>\n<p><b>Circolo vizioso<\/b><br \/>Le banche che risultassero sotto-capitalizzate sarebbero chiamate a rafforzare i mezzi propri; nel caso non fossero in grado di farlo ricorrendo al mercato, dovrebbero essere ristrutturate a cura delle autorit\u00e0 nazionali. Con l\u2019intervento diretto dell\u2019Esm per rompere il circolo vizioso (o <i>doom loop<\/i>) col debito sovrano? Proprio contro questa eventualit\u00e0, i ministri delle finanze di Finlandia, Germania e Paesi Bassi hanno gi\u00e0 dichiarato che l\u2019Esm pu\u00f2 assumere diretta responsabilit\u00e0 per i problemi che si generano sotto il nuovo sistema di supervisione, cio\u00e8 lo Ssm in vigore dal 2014, ma che le perdite implicite nelle preesistenti attivit\u00e0 (<i>legacy asset<\/i>) devono rimanere a carico delle autorit\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p>Se l\u2019Esm resta un meccanismo per la condivisione dei rischi, ma non delle presuntive perdite pregresse, il citato circolo vizioso seguiter\u00e0 a funzionare e il debito pubblico a ingrossarsi per tutto il periodo del trasferimento della supervisione dal livello nazionale a quello europeo. D\u2019altra parte, le banche continueranno ad acquistare notevoli quantit\u00e0 di titoli sovrani per motivi di liquidit\u00e0 (e di rendimento, se emessi da paesi con alto <i>spread <\/i>rispetto alla Germania), salvo che le disposizioni sui coefficienti di liquidit\u00e0 non stabiliscano che queste riserve siano costituite in moneta della banca centrale&#8230; Rompere il <i>loop <\/i>non sar\u00e0 cosa facile, n\u00e9 indolore.<\/p>\n<p>La posizione assunta dal Consiglio degli esperti economici della Germania (2), favorevole all\u2019autorit\u00e0 europea per la risoluzione, decisamente contrario all\u2019introduzione di un\u2019assicurazione dei depositi a livello europeo e critico della centralizzazione della supervisione, in particolare del suo affidamento alla Bce, senza emendare i Trattati, ha enunciato il principio che nel disegno della supervisione bancaria la responsabilit\u00e0 deve accompagnarsi al controllo, al livello sia nazionale sia europeo. <\/p>\n<p>Ne discende che un\u2019Unione bancaria perch\u00e9 sia stabile \u2013 e, aggiungo io, accettabile dai paesi \u201cvirtuosi\u201d \u2013 deve fare affidamento su risorse comuni e diritti di controllo esercitati a livello europeo. Ci\u00f2 significa che per entrare nell\u2019unione una banca direttamente o attraverso il suo supervisore nazionale deve fare domanda per una licenza europea entro un periodo prefissato.<\/p>\n<p><b>Rischio Zombie<\/b><br \/>Il processo di qualificazione comporta una completa ri-valutazione da parte di esperti esterni delle attivit\u00e0 della banca, comprese quelle verso gli Stati. Per ottenere la licenza europea, la banca deve essere in piena conformit\u00e0 con i requisiti di Basilea III e rispettare un coefficiente di leva del 5 % con riferimento a tutte le attivit\u00e0, sia in bilancio sia fuori. <\/p>\n<p>Trascorso il periodo di ammissione, le banche che rimanessero fuori del perimetro europeo perderebbero la licenza nazionale e non potrebbero pi\u00f9 operare&#8230; Al di l\u00e0 delle segmentazioni che si determinerebbero nel mercato unico nella fase di transizione e degli effetti sulla dimensione del debito pubblico, il procedimento impiegherebbe anni (ci sono oltre seimila banche), sarebbe una <i>bonanza <\/i>per esperti pi\u00f9 o meno improvvisati, finirebbe col determinare in molti casi un forte <i>deleveraging <\/i>con probabili effetti sulla concessione del credito e quindi sull\u2019attivit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p>Cosa pensano le istituzioni europee? \u00c8 convinzione del presidente dell\u2019Eba (3) che la riduzione dei bilanci delle banche sia indispensabile per porre rimedio a passati eccessi e che la diminuzione dei rischi e il processo di ristrutturazione avvengano pi\u00f9 lentamente che in altre parti del mondo. <\/p>\n<p>Perci\u00f2, una grande tolleranza nei confronti della clientela che ha difficolt\u00e0 a onorare i propri impegni, per quanto giustificata da un punto di vista di politica anticiclica, rischia di peggiorare la qualit\u00e0 del credito concesso, pu\u00f2 indurre a ritardare il riconoscimento nel conto economico delle perdite, fa s\u00ec che la banca divenuta <i>zombie <\/i>presti soltanto a <i>zombie borrowers<\/i>&#8230; <\/p>\n<p><font size=\"1\">(1) V\u00e9ron N. and Wolff G.B. (2013), \u201cFrom Supervision to Resolution: Next Steps on the Road to European Banking Union\u201d, Bruegel Policy Contribution, issue 4, February, available at http:\/\/www.bruegel.org\/publications\/publication-detail\/view\/771\/ .<\/p>\n<p>(2) GCEE (2012), From the Internal Market to a Banking Union: a Proposal, available at http:\/\/www.google.it\/search?sourceid=navclient&#038;aq=&#038;oq=Bruege&#038;hl=it&#038;ie=UTF-8&#038;rlz=1T4SNYK_itIT305IT234&#038;q=bruegel&#038;gs_l=hp..0.0l4.0.0.0.10827&#8230;&#8230;&#8230;..0.NnrL1XJBpN8&#038;pbx=1.<\/p>\n<p>(3) Enria A. (2013), La crisi in Europa, l\u2019impatto sulle banche e la risposta delle autorit\u00e0, Universit\u00e0 degli Studi di Trento, lectio magistralis, 20 febbraio, available at http:\/\/www.eba.europa.eu\/cebs\/media\/Publications\/Other%20Publications\/Speeches\/Andrea-Enria&#8212;Lectio-Magistralis&#8212;Universita&#8211;Trento&#8212;20-Febbraio-2013.pdf. <\/p>\n<p> <\/font>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 veramente cos\u00ec grave il problema della qualit\u00e0 del credito in Europa e nell\u2019Eurozona? 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