{"id":22810,"date":"2013-04-03T00:00:00","date_gmt":"2013-04-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lenergia-della-cina-profonda\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:48","slug":"lenergia-della-cina-profonda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/04\/lenergia-della-cina-profonda\/","title":{"rendered":"L\u2019energia della Cina profonda"},"content":{"rendered":"<p>La principale sfida che attende la nuova leadership cinese \u00e8 di conciliare la crescita economica con il ribilanciamento del modello di sviluppo. Il processo di urbanizzazione e industrializzazione delle regioni interne, necessario a perseguire tale obiettivo, influenza anche la politica energetica incentivando lo sfruttamento delle risorse presenti nell\u2019entroterra come lo <i>shale gas<\/i>.<\/p>\n<p><b>Gas della provincia<\/b><br \/>\nIl boom economico cinese degli ultimi venti anni ha innescato un aumento della domanda energetica che non accenna a fermarsi, cui le autorit\u00e0 fanno fronte accrescendo gli approvvigionamenti.<\/p>\n<p>In ambito di gas naturale, in particolare, la crescita delle importazioni dall\u2019estero via gasdotto e via nave (Gnl, gas naturale liquefatto) \u00e8 accompagnata dallo sviluppo della produzione domestica, che punta alle vaste risorse stimate di gas non convenzionale (<i>unconventional<\/i>) o di scisto (<i>shale gas<\/i>), presenti nel sottosuolo, soprattutto nelle regioni interne del paese, estratto attraverso le moderne tecniche della fratturazione idraulica.<\/p>\n<p>Le compagnie petrolifere nazionali (<i>National oil company<\/i>, Noc) cinesi, anche grazie alla collaborazione con alcune compagnie occidentali, stanno acquisendo crescenti capacit\u00e0 operative in ambito <i>unconventional<\/i>, ma lo sviluppo del settore \u00e8 frenato dagli alti costi di avvio e gestione dei progetti. Per questo, nei prossimi mesi il governo valuter\u00e0 se promuovere una graduale revisione dei prezzi al consumo per incentivare gli investimenti in esplorazione e produzione (<i>upstream<\/i>).<\/p>\n<p>Questo approccio risulta in linea con la strategia energetica delineata dal Piano quinquennale 2011-2015, che individua nel gas non convenzionale un elemento fondamentale per limitare la dipendenza dalle importazioni (31 miliardi di metri cubi nel 2011 con crescita esponenziale nei prossimi anni) e adottare un mix energetico in grado di diminuire le emissioni di anidride carbonica (il gas naturale, considerata una risorsa \u201cpulita\u201d, attualmente conta solo per il 5%).<\/p>\n<p>Tali risorse sono importanti anche per sostenere lo sviluppo delle province dell\u2019entroterra, uno degli obiettivi centrali della nuova leadership. Il loro sfruttamento, infatti, garantirebbe parte della nuova domanda locale di energia, fornendo contemporaneamente ai governi provinciali proventi (<i>revenues<\/i>) utili a sostenere i costi legati all\u2019aumento della popolazione urbana, all\u2019attrazione delle industrie e all\u2019offerta di servizi.<\/p>\n<p><b>Nuove frontiere<\/b><br \/>\nIl Piano quinquennale 2011-2015 delinea un progetto di trasformazione dell\u2019economia volto a garantire maggiore sostenibilit\u00e0 al sistema cinese, privilegiando la qualit\u00e0 dello sviluppo sulla quantit\u00e0 della crescita. Buona parte del piano ruota attorno al \u201crecupero\u201d delle regioni interne, fino ad oggi escluse dal circuito produttivo e commerciale, che ha convertito le aree costiere in uno degli snodi centrali dell\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>Per spezzare questa dicotomia, la nuova leadership intende coinvolgere la popolazione dell\u2019entroterra, ancora dedita in maggioranza all\u2019agricoltura, in un vasto processo di urbanizzazione e industrializzazione.<\/p>\n<p>L\u2019espansione delle citt\u00e0, con l\u2019accentramento di risorse e capitale umano, si ripercuote positivamente su tutti gli aspetti del mercato: consente produzioni pi\u00f9 sofisticate e sviluppo del terziario; aumenta la domanda di abitazioni, beni di natura durevole e servizi; favorisce la crescita di salari, produttivit\u00e0 e base tributaria. Anche rispetto al fronte esterno, la disponibilit\u00e0 di nuova manodopera a basso costo rilancerebbe la competitivit\u00e0 cinese nei confronti delle altre economie emergenti della regione.<\/p>\n<p>Fino ad oggi, per\u00f2, il processo di urbanizzazione ha generato grande sviluppo infrastrutturale ma scarsa integrazione sociale. Il nuovo corso politico \u00e8 quindi interessato a correggere gli squilibri attuali attraverso provvedimenti che premino l\u2019equit\u00e0 (diritti dei migranti), l\u2019efficienza (allocazione dei finanziamenti alle autorit\u00e0 locali) e la sostenibilit\u00e0 (urbana e ambientale).<\/p>\n<p><b>Integrazione sociale<\/b><br \/>\nI principali interventi riguardano lo status di cittadinanza, che divide i cinesi in \u201cagricoltori\u201d e \u201cresidenti urbani\u201d (<i>hukou<\/i>). Storicamente, tale distinzione \u00e8 stata utilizzata per gestire i flussi migratori di una popolazione numerosa e distribuita su un vasto territorio. Attualmente, tuttavia, le distorsioni create sotto il profilo socioeconomico superano i benefici assicurati al Governo in termini di pianificazione e controllo.<\/p>\n<p>La maggior parte dei 250-300 milioni di lavoratori emigrati negli ultimi venti anni dalle province interne verso le citt\u00e0 costiere ha mantenuto lo status di agricoltore e, pertanto, non gode dei diritti e dei servizi previsti per i residenti, come l\u2019accesso al sistema sanitario, la possibilit\u00e0 di garantire l\u2019istruzione dei figli e il diritto di detenere propriet\u00e0 immobiliari.<\/p>\n<p>Dal punto di vista sociale, ci\u00f2 aumenta le disuguaglianze e il rischio di disordini e proteste, non solo da parte di coloro che subiscono la discriminazione, ma anche dei residenti urbani che vedono i nuovi arrivati come una minaccia al loro benessere. Dal punto di vista economico, la distinzione tra i due status di cittadinanza ostacola la trasformazione dei migranti in cittadini-consumatori, rallentando la crescita della domanda interna, fondamentale per svincolare il paese dalla dipendenza dalle esportazioni.<\/p>\n<p>Al fine di superare queste problematiche, le autorit\u00e0 potrebbero modificare la registrazione di cittadinanza per garantire maggiore integrazione e libert\u00e0 di spostamento, e riformare il sistema di finanziamento degli enti locali, che premia i centri urbani pi\u00f9 grandi e popolosi a discapito di quelli di fascia inferiore. &lt;br&lt;<br \/>\nLa Cina dovrebbe raggiungere il miliardo di residenti urbani entro il 2030. Un primo esempio concreto di come le autorit\u00e0 gestiranno questo fenomeno \u00e8 rappresentato dalla creazione, a inizio 2013, della Zona economica della pianura centrale (o di Zhongyuan).<\/p>\n<p>Il suo sviluppo da qui al 2020 coinvolger\u00e0 180 milioni di abitanti e 30 citt\u00e0 minori dislocate nelle province interne di Henan, Hebei, Shanxi, Anhui, e Shandong, con l\u2019ambizione di garantire equilibrio tra urbanizzazione, industrializzazione, ammodernamento agricolo e tutele sociali e ambientali.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La principale sfida che attende la nuova leadership cinese \u00e8 di conciliare la crescita economica con il ribilanciamento del modello di sviluppo. Il processo di urbanizzazione e industrializzazione delle regioni interne, necessario a perseguire tale obiettivo, influenza anche la politica energetica incentivando lo sfruttamento delle risorse presenti nell\u2019entroterra come lo shale gas. 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