{"id":22820,"date":"2013-04-04T00:00:00","date_gmt":"2013-04-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lazzardo-di-kim-jong-un\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:48","slug":"lazzardo-di-kim-jong-un","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/04\/lazzardo-di-kim-jong-un\/","title":{"rendered":"L\u2019azzardo di Kim Jong-un"},"content":{"rendered":"<p>Nel tentare di dare un peso specifico al comportamento delle due Coree, va ricordato che la guerra bloccata al 38\u00b0 parallelo nel 1953 dai colloqui di Pan Mun-jom di fatto non si \u00e8 mai conclusa, ma solamente \u201csospesa\u201d. Dopo il congelamento territoriale seguito all\u2019intervento dell\u2019Onu, il Nord aveva conservato ed incrementato una superiorit\u00e0 militare quantitativa, mentre il Sud era ed \u00e8 molto pi\u00f9 avanzato sotto l\u2019aspetto qualitativo, tecnologico e di flessibilit\u00e0 operativa. <\/p>\n<p>Nonostante alzassero la voce in maniera ricorrente, da anni a Pyongyang era chiaro che un\u2019altra invasione sul modello del 1950 \u2013 anche se teoricamente fattibile &#8211; non sarebbe stata sostenibile nel tempo. Per colmare il divario il Caro Leader, seguito poi sulla medesima strada dal giovane figlio Kim, pens\u00f2 bene di iniziare un programma nucleare militare, dando l\u2019avvio allo sviluppo di un arsenale atomico e dei relativi vettori di lancio.<\/p>\n<p><b>Nucleare e convenzionale<\/b><br \/>Allo stato attuale, gli esperti stimano che la Corea del Nord possieda tra i 20 e i 40 chili di plutonio idoneo alla fabbricazione di armi, sufficiente a realizzare un numero di testate variabile da sei a dieci. In effetti, il test del febbraio scorso \u2013 il terzo, essendo i primi due datati 2006 e 2009 \u2013 \u00e8 stato condotto con una carica miniaturizzata ad alto potenziale, valutato in circa 8-10 kiloton.<\/p>\n<p>In quanto allo sviluppo del vettore, all\u2019inizio dello scorso dicembre, dopo numerosi insuccessi i nordcoreani erano finalmente riusciti a lanciare un missile in grado di portare in orbita un \u201csatellite meteorologico\u201d di dubbia natura, ma comunque assimilabile, in termini di peso e dimensioni, a un ordigno nucleare miniaturizzato. Si tratta ovviamente di attivit\u00e0 prototipiche, ma pur sempre dimostrazione che il giovane dittatore sta procedendo sulla propria strada, incurante del contesto internazionale. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 gli permette di fare l\u2019arrogante, visto che l\u2019eredit\u00e0 paterna consiste anche in un esercito di un milione di uomini e altri tre milioni da mobilitare. Si contano in inventario \u2013 ma non se ne conosce lo stato di efficienza \u2013 circa 1.600 aerei di fabbricazione ex-sovietica, 5.000 carri armati ed una Marina giudicata di non molto rilievo.<\/p>\n<p>La linea di confine smilitarizzata che taglia in due la penisola coreana \u00e8 lunga 241 Km e larga quattro, con gran parte delle forze permanentemente schierate a ridosso. A queste, secondo gli analisti, si opporrebbero forze della Corea del Sud stimate in misura pari al 50 per cento di quelle del Nord, ma qualitativamente superiori sia in termini di efficienza, sia di addestramento e flessibilit\u00e0. Infine si devono sommare le forze stanziali degli Stati Uniti, presenti sul territorio sin dal 1953. Un tentativo di invasione, quindi, se effettuato contemporaneamente, improvvisamente ed in modo massiccio su tutta la linea, potrebbe anche avere qualche possibilit\u00e0 di iniziale successo.<\/p>\n<p><b>Scenario strategico<\/b><br \/>Quello che abbiamo cercato succintamente di descrivere, anche senza tenere conto dell\u2019eventuale potenziale nucleare \u2013 che probabilmente ancora non c\u2019\u00e8 &#8211; \u00e8 lo scenario peggiore. Ma \u00e8 anche quello che, razionalmente, non dovrebbe n\u00e9 potrebbe manifestarsi. Se Cina, Russia, Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone manterranno i nervi saldi di fronte alle provocazioni del giovane Kim, non accadr\u00e0 nulla, come al solito. Certo, ci pu\u00f2 sempre essere il pericolo di un incidente fortuito \u2013 le armi, i timori e le menti esaltate nell\u2019area cominciano ad essere davvero troppe \u2013 in grado di scatenare l\u2019irreparabile. <\/p>\n<p>Ma in questo momento nessuno, neppure Kim Jong-un ha interesse ad alterare questo precario equilibrio. Sa che senza il supporto di Russia e Cina, che ormai cominciano a dare segni di stanchezza per le sue intemperanze verbali, un \u201ccolpo di testa\u201d, dopo aver provocato qualche danno all\u2019odiata Seoul, porterebbe alla fine sua, del regime e, probabilmente, anche allo smembramento del territorio. <\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, per il momento, le due Coree stanno bene a tutti cos\u00ec come sono, ben divise da quel 38\u00b0 parallelo di tragica memoria. Gli americani, dopo l\u2019Iraq e l\u2019Afghanistan, certamente non cercano altri guai. Ogni tanto \u201cbattono un colpo\u201d, come \u00e8 successo nei giorni scorsi, ma pi\u00f9 che altro per ricordare agli alleati e al mondo che ancora ci sono. <\/p>\n<p>Evidentemente anche a Russia e Cina le cose stanno bene cos\u00ec, seppure l\u2019una finga di indignarsi e l\u2019altra si affanni a raccomandare la calma. Per loro, questa situazione \u00e8 sempre preferibile ad una Corea unificata, ma nell\u2019orbita di un\u2019alleanza con il Giappone e gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><b>Cosa vuole il leader <\/b><br \/>Ci\u00f2 detto, resta da capire il vero motivo di queste periodiche violenze verbali dell\u2019inesperto Kim Jon-un, crescenti in frequenza ed intensit\u00e0. Controlla davvero il partito ed i militari, o sono questi ultimi a controllare lui? Normalmente, quando un dittatore alza la voce lo fa per tener buoni i militari e farsi seguire dal popolo. Suo padre, per anni, era riuscito a fare entrambe le cose. Kim potrebbe invece cominciare ad essere in difficolt\u00e0, accorgendosi che la corda, sia all\u2019interno, sia all\u2019esterno, non potr\u00e0 rimanere ancora a lungo cos\u00ec tesa. Potrebbe spezzarsi. <\/p>\n<p>Probabilmente la cosa che il figlio del Caro Leader teme di pi\u00f9, ora che la protezione cinese e russa vanno affievolendosi, sono ulteriori sanzioni economiche. Sa che le spese militari hanno depauperato ogni risorsa, e che due terzi della popolazione combatte con la difficolt\u00e0 di procurarsi di che vivere. Ricorda anche gli oltre due milioni e pi\u00f9 di morti per carestia in quattro anni ai tempi del primo sforzo missilistico e nucleare del padre. Sa poi che, per procedere, \u00e8 necessario ricercare soluzioni e relazioni esterne che favoriscano in qualche modo l\u2019economia.<\/p>\n<p>Un ragionamento da parte di Kim Jon-un potrebbe essere stato il seguente: \u201cEntro di prepotenza nel club nucleare, come hanno fatto India, Pakistan e forse far\u00e0 l\u2019Iran. Mi faccio riconoscere come paese nucleare, ed aderisco poi a tutte le iniziative di moratoria. Accettandole, avr\u00f2 il vantaggio di rompere lo stallo con il mondo esterno, attenuare le sanzioni e ripristinare gli aiuti economici. All\u2019interno, potr\u00f2 cos\u00ec cominciare a distogliere risorse dagli armamenti e dedicarle all\u2019economia. I militari non mi contesteranno perch\u00e9, mantenendo un minimo di nucleare, resteranno in una posizione di forza. Il popolo, cominciando a godere di un po\u2019di benessere, accentuer\u00e0 il suo consenso. Avr\u00f2 cos\u00ec salvato il paese, il regime e me stesso\u201d. <\/p>\n<p>Fantasticherie? Pu\u00f2 darsi. Ma forse anche no\u2026<\/p>\n<p>.     <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel tentare di dare un peso specifico al comportamento delle due Coree, va ricordato che la guerra bloccata al 38\u00b0 parallelo nel 1953 dai colloqui di Pan Mun-jom di fatto non si \u00e8 mai conclusa, ma solamente \u201csospesa\u201d. 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