{"id":22830,"date":"2013-04-05T00:00:00","date_gmt":"2013-04-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-governo-e-a-gerusalemme\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:47","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:47","slug":"il-governo-e-a-gerusalemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/04\/il-governo-e-a-gerusalemme\/","title":{"rendered":"Il governo \u00e8 a Gerusalemme"},"content":{"rendered":"<p>Su Israele, soprattutto di questi tempi, si possono avere pareri pi\u00f9 o meno cordiali, ma su una cosa bisogna essere chiari: non esiste il governo di Tel Aviv, il governo \u00e8 a Gerusalemme.<\/p>\n<p>Qui la questione diventa assai intricata, perch\u00e9 Gerusalemme tutta, quindi anche la parte est, occupata nel 1967, \u00e8 stata allargata nei confini municipali e dichiarata capitale unica e indivisibile di Israele, due volte, nel 1967 e poi nel 1980. La parte Est non \u00e8 stata annessa, come comunemente si dice. Si tratta di occupazione o estensione della giurisdizione, non esattamente sovranit\u00e0, ma appunto \u00e8 situazione complicata.<\/p>\n<p>A renderla  ancora pi\u00f9 contorta, c&#8217;\u00e8 il non piccolo dettaglio che anche Gerusalemme Ovest non \u00e8 esattamente riconosciuta come capitale di Israele. Tutte le ambasciate, salvo episodici e brevi casi di paesi sudamericani, sono saldamente a Tel Aviv. Soprattutto quella degli Stati Uniti: neanche i Bush l&#8217;hanno spostata di un centimetro. Semmai, va segnalata la rara eleganza dello Stato del Vaticano, che quando ha aperto nel 1994 la sua nunziatura apostolica  non l&#8217;ha collocata a Tel Aviv, citt\u00e0 ebraica per eccellenza, ma a Giaffa Vecchia, citt\u00e0 \u201caraba\u201d adiacente. Araba tra virgolette perch\u00e9 Giaffa ha oggi anche abitanti ebrei.<\/p>\n<p>Il perch\u00e9 neanche Gerusalemme Ovest vada bene come sede di ambasciate richiederebbe una lunga spiegazione, che parta dal 1947-8, e questa non \u00e8 la sede. Rimane il fatto che Tel Aviv era la sede del governo quando Israele nacque, nel maggio 1948, e lo rimase <i>de facto <\/i>nei mesi della guerra, cio\u00e8 sino alla fine del 1948. Gerusalemme era indifendibile, c&#8217;era stato un accordo sottobanco con i transgiordani perch\u00e9 prendessero il West Bank senza incontrare particolare resistenza.<\/p>\n<p>Ma non si misero d&#8217;accordo sulla citt\u00e0 e Israele difese come pot\u00e9 la parte occidentale, rifornendola con convogli che venivano regolarmente bersagliati dalle forze arabe. I relitti dei mezzi bruciati sono ancora l\u00ec, in memoria. La preziosa Citt\u00e0 Vecchia, o perlomeno il quartiere ebraico, venne difesa disperatamente dalla milizia di destra, l&#8217;Irgun, che per\u00f2 non riusc\u00ec a tenerla.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del 1949, il governo era a Gerusalemme, chiaramente Ovest, e vennero presto costruiti gli edifici istituzionali, come la Knesset. Gerusalemme, sia pure solo Ovest era la capitale di Israele, n\u00e9 poteva essere altrimenti, per la lunghissima tradizione ebraica prima e sionista dopo.<\/p>\n<p>Parlare di governo di Tel Aviv da allora non ha senso: sarebbe come parlare di governo di Torino (o Firenze) dopo il 1870 e perch\u00e9, da posizioni cattoliche oltranziste, non si tollera che il Papa abbia perso Roma e il Quirinale. L&#8217;abitudine di parlare di governo di Tel Aviv \u00e8 soprattutto dei giornalisti, non solo italiani, che poi aggiungono l&#8217;esercito di Tel Aviv, e magari si avventurano sugli aerei con la stella di David, chiaramente mandati da Tel Aviv.<\/p>\n<p>Il che \u00e8 tecnicamente vero: il ministero della Difesa e  il comando centrale delle forze armate sono a a Tel Aviv. Nel quartiere centrale di Kirya, un edificio molto moderno con una grande colonna interna che regge un eliporto. Corre anche voce che gli Stati Uniti stiano curando la costruzione, con criteri di massima sicurezza, di una enorme struttura sotterranea, di cinque piani, vicino a Tel Aviv, con il malaugurante nome di Sito 911, come ha raccontato recentemente il <i>Washington Post<\/i>. Forse si sono resi conto che la grande colonna \u00e8 troppo visibile, ma potrebbe essere anche opportuno cambiare la sigla.<\/p>\n<p>In questa vicenda surreale, mentre gli ambasciatori con sede a Tel Aviv passano il loro tempo in auto, su e gi\u00f9 da Gerusalemme, dove ovviamente c&#8217;\u00e8 il ministero degli Esteri, perch\u00e9 nessuno stato riconosce la capitale come capitale, tutti i visitatori illustri, capi di stato etc., vanno in visita a Gerusalemme, fanno il solito giro (presidente israeliano, Yad Vashem), magari hanno anche l&#8217;onore di un discorso alla Knesset.<\/p>\n<p>Il che equivarrebbe, a voler essere pignoli, a un riconoscimento <i>de facto <\/i>della capitale, almeno nella parte Ovest. Certo, chi mette piede nella Citt\u00e0 Vecchia sa di passare un&#8217;antica linea di armistizio &#8211; si spera &#8211; e sar\u00e0 bene ricordare che la Giordania ha da 25 anni rinunciato a ogni diritto sulla Citt\u00e0, come anche sul <i>West Bank<\/i>. Ma \u00e8 pur sempre una monarchia hascemita (ex Custodi della Mecca e Medina) e vuole mantenere un ruolo di protezione dell&#8217;Haram esh-Sharif, sia pure con discrezione.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su Israele, soprattutto di questi tempi, si possono avere pareri pi\u00f9 o meno cordiali, ma su una cosa bisogna essere chiari: non esiste il governo di Tel Aviv, il governo \u00e8 a Gerusalemme. 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