{"id":22870,"date":"2013-04-10T00:00:00","date_gmt":"2013-04-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/santa-alleanza-contro-le-donne-arabe\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:46","slug":"santa-alleanza-contro-le-donne-arabe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/04\/santa-alleanza-contro-le-donne-arabe\/","title":{"rendered":"Santa alleanza contro le donne arabe"},"content":{"rendered":"<p>Passo dopo passo, anzi pedalata dopo pedalata, le donne saudite hanno guadagnato un nuovo diritto: possono finalmente andare in bicicletta. Per ora potranno farlo solo per svago, controllate da un guardiano e stando attente a non inciampare nel tradizionale abito lungo che indossano. Nell\u2019unico paese del mondo dove alle donne \u00e8 ancora negato guidare, questo piccolo passo in avanti \u00e8 per\u00f2 un segno di speranza che invoglia le attiviste a continuare la loro battaglia.<\/p>\n<p>La speranza sembra  invece tramontare sulla Striscia di Gaza, dove alle atlete \u00e8 stato impedito partecipare alla maratona, organizzata dall\u2019agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, aperta anche agli uomini. Non condividendo la scelta dell\u2019autorit\u00e0 locali, l\u2019agenzia Onu ha infine deciso di cancellare l\u2019evento. Inoltre, una nuova legge approvata da Hamas a fine marzo impone la separazione dei sessi nelle scuole. Dal prossimo anno scolastico, bambini seduti in una classe e bambine in un\u2019altra. <\/p>\n<p>Queste notizie arrivano proprio qualche settimana dopo la conclusione della 57esima sessione della Commissione sullo status giuridico e sociale delle donne in seno alle Nazioni Unite, che il 16 marzo ha approvato una dichiarazione che mira a porre fine alle violenze di genere. <\/p>\n<p><b>No degli islamisti <\/b><br \/>Per raggiungere questo traguardo, le femministe arabe hanno dovuto faticare, visto che in numerosi paesi della regione la bozza di documento alla fine approvato ha creato numerose resistenze. In Libia ad opporsi al testo \u00e8 stata parte del Parlamento. <\/p>\n<p>In Egitto, il movimento islamista della Fratellanza Musulmana, espressione del governo attuale, ha bollato il documento delle Nazioni Unite come distruttivo. \u201cQualora venisse ratificata, questa dichiarazione, potrebbe portare alla completa disintegrazione della societ\u00e0\u201d &#8211; si legge sul comunicato pubblicato il 14 marzo sul sito della Confraternita islamista &#8211; \u201cSegnerebbe la fase finale dell&#8217;invasione intellettuale e culturale dei paesi musulmani, eliminando la specificit\u00e0 morale che aiuta a preservare la coesione delle societ\u00e0 islamiche\u201d.<\/p>\n<p>Elencando dieci punti del documento che i paesi musulmani dovrebbero contestare, i Fratelli musulmani hanno spiegato che tale dichiarazione darebbe libert\u00e0 sessuale alle ragazze, abolirebbe la poligamia, legalizzerebbe l&#8217;aborto, aiuterebbe gli adolescenti a utilizzare i contraccettivi, garantirebbe parit\u00e0 di diritti per gli omosessuali e fornirebbe protezione alle prostitute. In aggiunta, garantirebbe alle donne parit\u00e0 nel matrimonio e nelle questioni ereditarie. <\/p>\n<p>\u00c8\u2019 per opporsi a tutto questo che Egitto, Iran, Pakistan Qatar e Arabia Saudita avrebbero formato una \u201cSanta alleanza\u201d per far deragliare la dichiarazione, appellandosi al rispetto della libert\u00e0 di culto. A criticare alcuni aspetti del documento sono stati anche Honduras, Vaticano e Russia. Secondo fonti che hanno preferito rimanere anonime, il Cairo avrebbe anche provato a proporre emendamenti al testo, ma questa operazione non \u00e8 andata a buon fine. <\/p>\n<p>A impedire alla Confraternita di imporre la sua visione potrebbe essere stato il pressante lavoro delle organizzazioni che si occupano della difesa delle donne. Queste hanno infatti accusato la Fratellanza di invocare il rispetto della libert\u00e0 religiosa per evitare in realt\u00e0 ogni cambiamento dell\u2019atteggiamento maschile nei confronti delle donne. <\/p>\n<p><b>Voci egiziane <\/b><br \/>La delegazione egiziana arrivata al palazzo di vetro comprendeva non solo Pakinam Al-Sharkawi, assistente presidenziale per gli affari politici ai vertici della delegazione, ma anche Fatima Khafagi e Mervat al-Tellawi, capo del Consiglio nazionale per le donne. Mostrandosi contrarie a quanto detto da Al-Sharkawi, le altre due componenti del gruppo hanno abbandonato la sessione nella quale parlava la capo delegazione, mostrando quindi una spaccatura interna che riflette il dibattito in corso nel paese. <\/p>\n<p>In un comunicato rilasciato in seguito a quello della Fratellanza, il Consiglio nazionale per le donne ha spiegato che il documento delle Nazioni Unite non viola alcun aspetto della <i>sharia<\/i>, la legge islamica. Nehad Abul Qomsan, direttrice del Centro egiziano per i diritti delle donne ha poi criticato il conservatorismo della Fratellanza ricordando che \u201cl\u2019Egitto si \u00e8 storicamente schierato a fianco di iniziative di liberazione all\u2019interno delle Nazioni Unite, mentre ora si sta schierando tra le file degli oppressori\u201d. Il Cairo non si starebbe sforzando per ridurre un fenomeno di violenza mondiale che \u00e8 chiaramente visibile lungo il Nilo.<\/p>\n<p><b>Abusi <\/b><br \/>Il numero dei casi di violenza sessuale che vengono alla luce in Egitto \u00e8 in costante crescita. Anche se per interpretare correttamente questo dato bisogna ricordare che ad essere aumentato \u00e8 soprattutto il numero delle denunce da parte delle donne, il fenomeno \u00e8 troppo preoccupante per essere ignorato.<\/p>\n<p>Ad accorgersene \u00e8 stato anche il governo, che ha iniziato a lavorare su un progetto di legge che criminalizzi la violenza sessuale. Nel suo intervento alle Nazioni Unite, Al-Sharkawy ha lodato la nuova Costituzione, sottolineando come questa rispetti i diritti delle donne. Secondo lei, le aggressioni dipendono dalla scarsa presenza di polizia nelle strade egiziane. <\/p>\n<p>Per le organizzazioni femministe il problema \u00e8 per\u00f2 molto pi\u00f9 radicato. Gli islamisti pi\u00f9 conservatori continuano ad additare le donne come prime responsabili delle violenze di cui sono vittime, cercando quindi di convincerle a non raccontare quanto subiscono. Il costante aumento delle denunce mostra per\u00f2 che le donne hanno sempre meno paura di uscire allo scoperto per raccontare le violenze che subiscono e di cui si sono vergognate per troppi anni. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passo dopo passo, anzi pedalata dopo pedalata, le donne saudite hanno guadagnato un nuovo diritto: possono finalmente andare in bicicletta. 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