{"id":22930,"date":"2013-04-19T00:00:00","date_gmt":"2013-04-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cina-in-lotta-contro-la-corruzione\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:44","slug":"cina-in-lotta-contro-la-corruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/04\/cina-in-lotta-contro-la-corruzione\/","title":{"rendered":"Cina in lotta contro la corruzione"},"content":{"rendered":"<p>La nuova <i>leadership <\/i>cinese eredita dalla precedente il compito di porre un freno al fenomeno della corruzione. Il partito \u00e8 infatti consapevole che il popolo cinese, pur beneficiando di un notevole progresso economico, critica aspramente (anche se riservatamente) la corruzione rampante nel sistema politico e istituzionale. Cresce la sfiducia nel partito a causa delle ricchezze accumulate da funzionari corrotti che non di rado fuggono all\u2019estero con i frutti delle loro azioni criminose, o, se restano in patria, veicolano all\u2019estero il denaro carpito.<\/p>\n<p>Alcune stime parlano di pi\u00f9 di 10 mila funzionari pubblici fuggiti con oltre 100 miliardi di dollari Usa sottratti con varie forme di abusi. Per porre rimedio a questa emorragia di denaro pubblico e, soprattutto, per affrontare una grave perdita di \u201cfaccia\u201d per il partito, la nuova <i>leadership <\/i>sar\u00e0 chiamata a rafforzare la campagna anticorruzione iniziata dai suoi predecessori, articolatasi essenzialmente in cinque direzioni.<\/p>\n<p><b>Applicazione della Convenzione Onu<\/b><br \/> Il governo cinese prese parte attiva alla negoziazione di questa convenzione (<a href= \"http:\/\/www.unodc.org\/unodc\/en\/treaties\/CAC\/\" target= \"blank\"><b><u>Uncac<\/u><\/b><\/a>) &#8211; e fu tra i primi a ratificarla nell\u2019ottobre del 2005, precedendo cos\u00ec molti paesi, fra cui l\u2019Italia. Da allora, i giuristi cinesi concordano s\u00ec sul fatto che questa ratifica sia una pietra miliare nella lotta alla corruzione, ma allo stesso tempo ricordano la necessit\u00e0 di proseguire con le modifiche ai codici (in particolare per quanto attiene alla procedura penale), al fine di adattare le normative nazionali alla convenzione. Questo lavoro dovr\u00e0 ora continuare con rinnovato vigore.<\/p>\n<p><b>Accordi di estradizione <\/b><br \/>I funzionari cinesi corrotti, come quelli di altri paesi, approfittano delle barriere giurisdizionali tra Stati per fuggire all\u2019estero. Spesso ottengono questo risultato trasferendo i frutti delle loro azioni criminose alle consorti, ai figli e talvolta alle amanti, preventivamente inviati all\u2019estero a questo scopo; la lotta della Cina alla corruzione passa dunque necessariamente attraverso la cooperazione giudiziaria con gli altri Stati.<\/p>\n<p>Il governo cinese \u00e8 da tempo impegnato nella negoziazione di trattati di estradizione e di assistenza legale reciproca, e \u2013 se da una parte ha avuto successo nella stipula di tali trattati con vari paesi in via di sviluppo \u2013 ha avuto minor successo con i paesi sviluppati.<\/p>\n<p>Questi ultimi sono pi\u00f9 riluttanti a stipulare tali accordi, sia perch\u00e9 il codice penale cinese prevede la pena di morte per reati economici e finanziari di particolare gravit\u00e0, sia per il pericolo di tortura e maltrattamenti. <\/p>\n<p>Di fronte a queste difficolt\u00e0, la Cina tende a perseguire strade basate sulla negoziazione caso per caso. Oltre alle possibilit\u00e0 offerte dalle due Convenzioni Onu in materia (<i>United Nations Transnational Organized Crime Convention<\/i> o Untoc e la gi\u00e0 citata Uncac), la Cina pu\u00f2 richiedere bilateralmente il rimpatrio del sospettato con l\u2019assistenza dell\u2019Interpol o cercare di ottenerne la condanna nel luogo di residenza. Questa seconda strada rappresenta l\u2019ultimo sviluppo nella storia della cooperazione giudiziaria tra la Cina e i paesi partner in questo campo.<\/p>\n<p><b>Autorit\u00e0 anti-corruzione <\/b><br \/>Nell\u2019ottobre 2006, a Pechino, \u00e8 stata fondata la Associazione internazionale delle autorit\u00e0 anti-corruzione (<a href= \" http:\/\/www.iaaca.org\/\" target= \"blank\"><b><u>Iaaca<\/u><\/b><\/a>) su iniziativa della procura suprema del popolo cinese. La Iaaca \u00e8 chiamata ad aiutare le autorit\u00e0 anticorruzione sparse nel mondo a stabilire contatti operativi, scambiarsi esperienze e promuovere l\u2019applicazione della convenzione Uncac.<\/p>\n<p>L\u2019associazione \u00e8 un\u2019organizzazione non-governativa a carattere indipendente, ma mentre i suoi membri appartengono alle rispettive autorit\u00e0 nazionali anti-corruzione, sia il presidente che il segretario generale della Iaaca sono di nazionalit\u00e0 cinese. In aggiunta, la sede dell\u2019associazione \u00e8 a Pechino e i suoi costi sono coperti per intero dal governo cinese. Nel 2013 il governo cinese dovr\u00e0 fare di pi\u00f9 affinch\u00e9 l\u2019associazione diventi veramente internazionale e possa cos\u00ec servire sia la Cina che gli altri paesi interessati al contrasto dei crimini economici e finanziari.<\/p>\n<p><b>Ufficio cinese per l\u2019auditing<\/b><br \/>Consapevole che il continuo stimolo dei consumi interni, obiettivo strategico per le autorit\u00e0 cinesi, costituir\u00e0 terreno fertile per la corruzione, il governo ha preso misure a livello nazionale per rafforzare gli standard in materia di contabilit\u00e0 e auditing, ritenendo che gli <i>auditors <\/i>possano giocare un ruolo importante in questo campo.<\/p>\n<p>Due eventi segnalano l\u2019intenzione della Cina di perseguire i suoi obiettivi in materia anche attraverso azioni all\u2019estero. In primo luogo, dal 2008 e fino al 2014, l\u2019Ufficio nazionale cinese per l\u2019auditing (<a href= \"http:\/\/www.cnao.gov.cn\/main\/index.htm\" target= \"blank\"><b><u>Cnao<\/u><\/b><\/a>) partecipa ai lavori del Board Onu degli Auditors, con 60 esperti che collaborano alla valutazione di nove programmi di cooperazione multilaterale.<\/p>\n<p>In secondo luogo, per migliorare il controllo sui patrimoni statali all\u2019estero, il Cnao ha costituito un nuovo dipartimento specializzato nell\u2019<i>auditing <\/i>di questo specifico settore che andr\u00e0 cos\u00ec a rafforzare l\u2019azione della Commissione per la supervisione e l\u2019amministrazione delle propriet\u00e0 dello Stato (la Sasac, l\u2019autorit\u00e0 principale di supervisione delle propriet\u00e0 sul territorio nazionale e di quelle oltremare). Infatti, <i>asset <\/i>all\u2019estero sono andati perduti in passato sia a causa dell\u2019incapacit\u00e0 statale di monitorare un patrimonio sempre crescente, sia per colpa di funzionari corrotti.<\/p>\n<p><b>Anti-riciclaggio<\/b><br \/>L\u2018attivit\u00e0 anti-riciclaggio \u00e8 propedeutica al contrasto alla corruzione. La Cina fa gi\u00e0 parte dal 2007 del gruppo d\u2019azione finanziaria (sul riciclaggio), o <a href= \" http:\/\/www.fatf-gafi.org\/\" target= \"blank\"><b><u>Fatf<\/u><\/b><\/a>, ed \u00e8 anche membro dell\u2019organismo regionale noto come Gruppo euroasiatico per la lotta al riciclaggio (<a href= \" http:\/\/www.eurasiangroup.org\/\" target= \"blank\"><b><u>Eag<\/u><\/b><\/a>), costituito nel 2004 e che include Russia, Ucraina, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Tajikistan.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 dell\u2019Eag mirano a creare una cornice legale e istituzionale per il contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo (Aml\/Ctf), studiare la tipologia del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo e creare unit\u00e0 di <i>intelligence <\/i>finanziaria. Il lavoro fatto dalla Cina per essere ammessa a queste due organizzazioni e le attivit\u00e0 svolte attraverso questi due organismi aumenteranno la capacit\u00e0 di Pechino di prevenire il riciclaggio e di conseguenza la corruzione.<\/p>\n<p>Nei prossimi anni la Cina continuer\u00e0 a perseguire un approccio pragmatico attraverso la negoziazione di accordi di estradizione e di assistenza legale, ma soprattutto di accordi ad hoc laddove trattati veri e propri non siano possibili nel breve termine. Mentre le riforme legali in questo settore continueranno in parte ad ispirarsi a esperienze maturate in altri paesi, esse dovranno essere configurate in modo da poter essere recepite in un tessuto di cultura \u2013 anche giuridica \u2013 particolare, costituito da uno paese con un concetto molto diverso dello Stato di diritto.<\/p>\n<p>Se \u00e8 compito degli accademici e dei professionisti cinesi fare in modo che in questo processo di inclusione le esperienze maturate in contesti non cinesi mantengano tutta la loro efficacia, spetta alla nuova<i> leadership <\/i>assicurarsi che questo lavoro venga ora portato a termine con maggiore incisivit\u00e0 rispetto al passato e senza indugio. Un fallimento in questo campo potrebbe portare al declino della legittimit\u00e0 del partito come monopolista del potere in Cina, e, di conseguenza, al destabilizzarsi del paese.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova leadership cinese eredita dalla precedente il compito di porre un freno al fenomeno della corruzione. Il partito \u00e8 infatti consapevole che il popolo cinese, pur beneficiando di un notevole progresso economico, critica aspramente (anche se riservatamente) la corruzione rampante nel sistema politico e istituzionale. 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