{"id":22950,"date":"2013-04-22T00:00:00","date_gmt":"2013-04-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/luci-e-ombre-del-boom-del-brasile\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:44","slug":"luci-e-ombre-del-boom-del-brasile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/04\/luci-e-ombre-del-boom-del-brasile\/","title":{"rendered":"Luci e ombre del boom del Brasile"},"content":{"rendered":"<p>La presidente del Brasile (o &#8220;presidenta&#8221;, come ama farsi chiamare) Dilma Rousseff, sta attraversando un periodo di grande popolarit\u00e0. Secondo un recente sondaggio della confederazione degli industriali e dell\u00b4istituto di statistica brasiliani, il primo capo dello Stato donna del gigante sudamericano ha raggiunto il record di approvazione del 79%, in crescita rispetto al precedente sondaggio del dicembre 2012, in cui si attestava al 78%.<\/p>\n<p>Questo sondaggio elenca due interessanti dati da cui prendere spunto per comprendere l\u00b4attuale condizione politica, economica e sociale del Brasile. Il primo indica che l\u00b4aspetto per cui i brasiliani esprimono maggior soddisfazione \u00e8 quello economico. Il secondo, invece, rivela che i pi\u00f9 alti tassi di approvazione verso l\u2019esecutivo sono concentrati nel nord-est del paese, la regione tradizionalmente pi\u00f9 povera, dove tocca punte dell\u00b485%.<\/p>\n<p><b>Non tutto oro  <\/b><br \/>La percezione del cittadino brasiliano dell\u00b4attuale momento economico \u00e8 indubbiamente positiva. Dal 2011, primo anno di mandato della Rousseff, ad oggi, il reddito pro-capite \u00e8 aumentato del 4,89% all\u00b4anno, mentre se si analizzano gli ultimi 10 anni &#8211; dall\u00b4elezione del presidente Luiz In\u00e1cio Lula da Silva, padrino politico della Rousseff &#8211; il reddito pro-capite \u00e8 addirittura pi\u00f9 che quadruplicato. Al contrario, il tasso di disoccupazione \u00e8 crollato, passando dal 12,3% del 2003 al 5,5% nel 2012, e con previsioni del 3-4% nel 2013. <\/p>\n<p>Il miglioramento delle condizioni di vita \u00e8 un fenomeno presente in tutte le regioni del Brasile, ma ha visto i suoi effetti pi\u00f9 imponenti nel nord-est. Gli abitanti di quelle aree sono passati dalla povert\u00e0 estrema a condizioni di vita quantomeno accettabili, grazie anche agli incisivi programmi sociali lanciati dal governo Lula e potenziati dall\u00b4attuale amministrazione. Come, ad esempio, il &#8220;<i>Bolsa Escola<\/i>&#8221; o il &#8220;<i>Bolsa Familia<\/i>&#8220;, che hanno fornito risorse economiche a famiglie numerose i cui figli frequentano con regolarit\u00e0 le scuole primarie e secondarie, e il &#8220;<i>Minha Casa Minha Vida<\/i>&#8220;, un imponente piano di <i>social housing<\/i>, che ha tolto dalle <i>favelas <\/i>centinaia di migliaia di persone.<\/p>\n<p>Infine, un\u00b4altra delle ragioni della grande popolarit\u00e0 della Rousseff \u00e8 senza dubbio il suo carattere: duro, rigido e poco avvezzo a tollerare casi di corruzione e malgoverno, veri e propri flagelli della politica brasiliana. <\/p>\n<p>All\u00b4inizio del suo mandato la Rousseff aveva annunciato che &#8220;non avrebbe accettato malversazioni&#8221;, e in poco pi\u00f9 di un anno di governo ha sostituito ben sette ministri, accusati o sospettati a vario titolo di corruzione e di altri crimini, guadagnando un grande prestigio personale.<\/p>\n<p><b>Rovescio della medaglia<\/b><br \/>Questo stato di apparente grazia cela tuttavia numerosi risvolti problematici.<\/p>\n<p>Innanzitutto, analizzando i dati macroeconomici, balza agli occhi che la crescita di reddito pro-capite e dell\u00b4occupazione \u00e8 nettamente superiore all\u00b4aumento complessivo del Pil, che dal 7,5% di crescita del 2010 \u00e8 passato ad un 2,73% nel 2011 e un delundente 0,9% nel 2012. <\/p>\n<p>Se ne deduce che i posti di lavoro creati sono a bassa produttivit\u00e0 e quindi poco competitivi a livello internazionale. Il contemporaneo aumento del reddito pro-capite, invece, \u00e8 spiegabile con gli elevati dazi doganali e le forti restrizioni all\u00b4ingresso di merci e lavoratori, che rendono il mercato interno altamente protetto. <\/p>\n<p>Una situazione evidente analizzando i settori economici che nell\u00b4ultimo periodo sono maggiormente cresciuti, come l\u00b4edilizia, l\u00b4agricoltura o l\u00b4estrazione mineraria. Tutti settori ad alta intensit\u00e1 di manodopera, bassa concorrenza e ad elevata protezione governativa. Nel caso della produzione di materie prime, vi \u00e8 anche il vantaggio di una domanda robusta e pressoch\u00e9 costante da parte di mercati esterni, soprattutto la Cina.<\/p>\n<p>I dati della produzione industriale, inoltre, non sono affatto confortanti. Il 2012 aveva chiuso con una riduzione del 2,7% e lo scorso febbraio \u00e8 stata registrata un\u00b4ulteriore contrazione del 2,5%. Anche gli investimenti segnano lo stesso trend, con tassi negativi di oltre il 2%. Infine l\u00b4inflazione, calcolata ufficialmente intorno al 5-6%, ma che sta arrivando a toccare in alcuni settori, come nei beni alimentari, incrementi di prezzi del 10-12%. <\/p>\n<p>Il governo, memore del periodo di iperinflazione degli anni \u00b480, \u00e8 tradizionalmente molto sensibile all\u00b4aumento dei prezzi. Le misure che ha deciso di adottare questa volta, per\u00f3, appaiono poco lungimiranti e con sospetti risvolti di natura elettorale. Non affrontando seriamente le reali ragioni dell\u00b4aumento dei prezzi delle derrate alimentari, il governo si \u00e8 limitato a esenzioni fiscali, concentrate peraltro sui prodotti consumati dalle fasce meno abbienti della popolazione.<\/p>\n<p>Infine, le politiche sociali che hanno permesso il miglioramento delle condizioni di vita generali della popolazione hanno un rilevante costo economico, che ha fatto lievitare la spesa pubblica ad oltre il 21,5% del Pil. Conseguentemente, \u00e8 cresciuto anche il prelievo fiscale, arrivato al 36%, un livello superiore a quello di molti paesi Ocse. <\/p>\n<p>Le politiche sociali hanno un ulteriore costo, di natura politica, meno visibile ma pi\u00f9 pericoloso: la dipendenza della popolazione dai sussidi pubblici porta ad una sorta di \u201cinquinamento\u201d delle scelte democratiche e ad un rischio di derive populiste. Ed infatti il povero nord-est \u00e8 diventato il tradizionale bacino elettorale del partito della Rousseff, il Partito dei lavoratori (Pt), che gi\u00e0 punta alle elezioni del 2014.<\/p>\n<p><b>Futuro radioso?<\/b><br \/>La popolarit\u00e0 di Dilma Rousseff \u00e8 il risultato di un effettivo miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Tuttavia esistono numerose criticit\u00e0 provocate dal governo o non affrontate adeguatamente che potrebbero minare la crescita di medio-lungo periodo del Brasile, provocando scompensi economici e ripercussioni sociali. <\/p>\n<p>Se il Brasile non riuscir\u00e0 a posizionarsi in futuro su un modello di sviluppo pi\u00f9 competitivo a livello internazionale, a ridurre l\u00b4azione dello stato e a risolvere i problemi strutturali che attanagliano la sua economia &#8211; come la carenza di infrastrutture e la scarsa formazione del capitale umano &#8211; difficilmente riuscir\u00e1 a mantenere una crescita sana, robusta e continua.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presidente del Brasile (o &#8220;presidenta&#8221;, come ama farsi chiamare) Dilma Rousseff, sta attraversando un periodo di grande popolarit\u00e0. Secondo un recente sondaggio della confederazione degli industriali e dell\u00b4istituto di statistica brasiliani, il primo capo dello Stato donna del gigante sudamericano ha raggiunto il record di approvazione del 79%, in crescita rispetto al precedente sondaggio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[71,174,80],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22950"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22950"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22950\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62039,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22950\/revisions\/62039"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22950"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22950"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22950"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}