{"id":22970,"date":"2013-04-25T00:00:00","date_gmt":"2013-04-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-drammatico-bivio-della-difesa-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:43","slug":"il-drammatico-bivio-della-difesa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/04\/il-drammatico-bivio-della-difesa-europea\/","title":{"rendered":"Il drammatico bivio della difesa europea"},"content":{"rendered":"<p>Il 2013 \u00e8 destinato a diventare un anno cruciale per l\u2019Europa della difesa. Il Consiglio europeo ha, infatti, deciso di mettere questo tema fra quelli che saranno affrontati nella sua riunione di dicembre. Per la prima volta nella storia dell\u2019Unione i capi di Stato e di governo avranno cos\u00ec la possibilit\u00e0 di affrontarlo insieme. \u00c8 senza dubbio una scommessa rischiosa perch\u00e9 si tratta di uno dei punti pi\u00f9 delicati dell\u2019agenda europea, soprattutto in questo momento di crisi finanziaria ed economica, oltre che di difficolt\u00e0 politica.<\/p>\n<p><b>Confronto serrato<\/b><br \/>Se il risultato sar\u00e0 positivo, l\u2019Unione ne trarr\u00e0 sicuramente beneficio, cominciando ad consolidare realmente un altro fondamentale pilastro, dopo quello monetario, di ogni processo di integrazione. Se il risultato fosse negativo, le conseguenze sono imprevedibili e potrebbero, comunque, spingere verso una diversa evoluzione. Sembra, d\u2019altra parte, giunto il momento per l\u2019Europa di decidere cosa vuole fare e dove vuole andare: il rafforzamento delle nuove potenze regionali impone che l\u2019Europa scelga che ruolo vuole giocare e si attrezzi per farlo.<\/p>\n<p>Per preparare questo incontro il Consiglio ha chiesto alla Commissione, all\u2019Agenzia europea di difesa (Eda) e al Servizio europeo per l\u2019azione esterna di predisporre loro documenti. Si \u00e8 cos\u00ec innescato un intenso lavoro di approfondimento e confronto sia al loro interno, sia fra loro, coinvolgendo anche gli <i>stakeholder<\/i> (governi, amministrazioni, industrie). In parallelo, anche il Parlamento europeo ha avviato una sua riflessione su questo tema.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica la Commissione sta predisponendo una Comunicazione il cui titolo provvisorio \u00e8 significativamente \u201c<i>A New Deal for European Defence<\/i>\u201d che dovrebbe essere pubblicata a giugno. La Comunicazione traccia la strategia che dovrebbe essere seguita nei prossimi anni dopo le elezioni del Parlamento europeo del 2014 e l\u2019insediamento della nuova Commissione europea dal 2015. Non va, per altro, dimenticato che tutto questo avverr\u00e0 con un forte coinvolgimento dell\u2019Italia che presieder\u00e0 il Consiglio europeo nel secondo semestre 2014 (e, quindi, sar\u00e0 coinvolta gi\u00e0 nel semestre precedente e successivo).<\/p>\n<p>La Comunicazione traccia il programma delle iniziative che la Commissione intende assumere per favorire l\u2019integrazione del mercato europeo della difesa e per rafforzare lo <i>European Defence and Technological Industrial Base <\/i>(Edtib).<\/p>\n<p>Ma qualsiasi motore, anche il pi\u00f9 moderno ed efficiente, porta da nessuna parte se non c\u2019\u00e8 carburante per rifornirlo. La bozza della Comunicazione lo dice chiaramente (anche se senza particolare enfasi): \u201cNel 2015 difficilmente ci saranno nuovi programmi avviati\u201d. Di fatto tutti i maggiori programmi nazionali ed intergovernativi sono stati lanciati prima e a cavallo del 2000 e la loro spinta propulsiva si sta esaurendo. Senza nuovi programmi sar\u00e0, quindi, difficile invertire l\u2019attuale tendenza al declino tecnologico dell\u2019industria europea, ma anche favorire una razionalizzazione\/efficientamento della struttura industriale europea. A pagarne le conseguenze sar\u00e0 inevitabilmente lo sviluppo delle capacit\u00e0 europee di sicurezza e difesa.<\/p>\n<p><b>Nuovi programmi<\/b><br \/>Questa consapevolezza dovrebbe portare il Consiglio europeo a decidere l\u2019avvio di un programma (con valenza e implicazioni anche per il settore duale) che preveda una specifica iniziativa in ognuno dei principali segmenti del settore della difesa, con un cofinanziamento da parte dell\u2019Ue (reso possibile proprio dal coinvolgimento di tecnologie e\/o applicazioni duali). <\/p>\n<p>Questo programma dovrebbe essere concordato fra Commissione, Eda e Comitato militare dell\u2019Ue in modo da assicurarne il carattere \u201ceuropeo\u201d sul piano tecnologico, industriale, militare e duale. I segmenti interessati potrebbero essere ad esempio: velivoli (Uav), elicotteri (Csar), navi (pattugliatori), terrestre (ruotato protetto), elettronico (protezione reti), spaziale (tlc).<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dovrebbe essere anche di sviluppare nuovi equipaggiamenti \u201ceuropei\u201d non solo di nome, ma anche di fatto, essendo basati su requisiti europei e cofinanziati dalle istituzioni Ue. Questo consentirebbe di incentivare gli Stati membri a partecipare\/adottare questi prodotti grazie al loro pi\u00f9 ridotto costo (sia per il contributo europeo alla fase di sviluppo, sia per la pi\u00f9 ampia produzione). Si favorirebbe cos\u00ec la comunalit\u00e0 degli equipaggiamenti in servizio, riducendo anche il costo del supporto logistico e della manutenzione.<\/p>\n<p>Un elemento importante di questa strategia dovrebbe essere il coinvolgimento dei paesi \u201cwilling and able\u201d, ovvero di quelli che lo vogliono ma che possono anche dimostrare di avere una capacit\u00e0 tecnologica e industriale nello specifico segmento di attivit\u00e0. La logica dovrebbe essere quella di allargare la partecipazione abbandonando il principio del <i>cost sharing\/work sharing<\/i>, a favore di meccanismi che favoriscano la competitivit\u00e0. <\/p>\n<p>\u00c8 evidente che un pacchetto di programmi da sviluppare contemporaneamente favorirebbe una distribuzione degli investimenti che premi le aree di eccellenza tecnologica di ciascun paese, evitando che qualcuno cerchi di essere il leader di tutti i programmi, con una logica di supremazia esclusiva.<\/p>\n<p><b>Opportunit\u00e0<\/b><br \/>In questa stessa ottica il Consiglio europeo potrebbe anche considerare la possibilit\u00e0 che i risparmi sulle spese militari nazionali possano essere destinati sia a programmi di ricerca e tecnologia (nazionali o intergovernativi), sia all\u2019acquisizione di questi nuovi mezzi \u201ceuropei\u201d. In questo modo si eviterebbe che i necessari risparmi e tagli di spesa pubblica siano fatti solo in un\u2019ottica nazionale, andando solo a beneficio dell\u2019equilibrio finanziario, ma a discapito del mantenimento delle capacit\u00e0 europee di sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>Un\u2019ulteriore decisione potrebbe riguardare la rinuncia da parte dei paesi che hanno finanziato i pi\u00f9 recenti programmi di rinnovamento dei loro equipaggiamenti (soprattutto quelli intergovernativi) alle<i> royalties\/levies <\/i>ottenute dai contratti di esportazione per investirli nell\u2019aggiornamento degli stessi prodotti o nell\u2019avvio di nuovi programmi che coinvolgano le stesse imprese. <\/p>\n<p>Premiare le imprese che riescono ad esportare i prodotti riattribuendo loro la quota che dovrebbe tornare allo stato, sarebbe anche un riconoscimento e uno stimolo alla loro efficienza. Anche in questo caso si assicurerebbe un\u2019ulteriore spinta all\u2019innovazione tecnologica, favorendo il mantenimento delle capacit\u00e0 tecnologiche e industriali europee, che rappresenta uno dei fattori della sicurezza europea.<\/p>\n<p>La crisi economica rischia di spingere molti paesi europei a privilegiare la difesa di breve periodo della propria industria, anche se questo rischia di comportarne il declino nel medio e lungo periodo. In questo modo, infatti, non potr\u00e0 rimanere competitiva sul mercato globale. Non ci possono essere illusioni: l\u2019alternativa \u00e8 fra un rafforzamento dell\u2019Europa della difesa o un inevitabile declino, seppur in ordine sparso, dei paesi europei nel settore dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2013 \u00e8 destinato a diventare un anno cruciale per l\u2019Europa della difesa. 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