{"id":23010,"date":"2013-04-30T00:00:00","date_gmt":"2013-04-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-scommessa-europea-di-enrico-letta\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:42","slug":"la-scommessa-europea-di-enrico-letta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/04\/la-scommessa-europea-di-enrico-letta\/","title":{"rendered":"La scommessa europea di Enrico Letta"},"content":{"rendered":"<p>La scommessa di Letta \u00e8 di innescare nell\u2019Ue un circolo virtuoso, facendo perno su un cambio di rotta che lui e i suoi ministri chiederanno con forza ai partner europei. Il rischio \u00e8 d\u2019avvitarsi, per compiacere gli alleati pi\u00f9 attenti ai calcoli elettorali, in una spirale \u2018meno ricavi \u2013 pi\u00f9 spese\u2019 che gi\u00e0 mette sul chi vive le istituzioni comunitarie e soprattutto la Germania e i falchi a guardia dell\u2019euro. <\/p>\n<p>Sull\u2019orizzonte immediato ci sono gli adempimenti obbligati del \u2018semestre europeo\u2019 ed il rischio di spingere la Commissione europea a mantenere la procedura d\u2019infrazione contro l\u2019Italia per deficit eccessivo, impedendo l\u2019innesco di investimenti produttivi.<\/p>\n<p>Il postulato del premier, formulato nel chiedere la fiducia al parlamento, \u00e8 che i conti dell&#8217;Italia sono in ordine e che si pu\u00f2 dunque procedere ora con le politiche di crescita. E a conferma del dichiarato impegno europeo e pure europeista del suo governo, Letta, appena incassata la fiducia del Senato, dopo quella della Camera, ha avviato una serie di contatti nelle capitali chiave dell\u2019Unione europea: Berlino, Parigi, Bruxelles. Qualcosa di analogo aveva fatto il suo predecessore Mario Monti.<\/p>\n<p>Alla cui azione, Letta intende agganciare la propria. Dopo l&#8217;impegno per il risanamento dei conti dell\u2019esecutivo Monti, l&#8217;Italia vuole mantenere la rotta del contenimento del deficit e della riduzione del debito. Ma il nuovo governo, che \u00e8 politico, ha pi\u00f9 forza e le sue richieste in sede bilaterale e multilaterale potranno essere pi\u00f9 pressanti. La partita \u00e8 quella di uno sfondamento del deficit senza subirne le conseguenze.<\/p>\n<p><b>Ventata d\u2019aria fresca, ma senza garanzie<\/b><br \/>I primi commenti dei partner europei e della stampa estera oscillano tra lo scontato ottimismo ufficiale e una diffusa diffidenza: per i media francesi e tedeschi, bene Letta, ma a vincere \u00e8 stato Silvio Berlusconi \u2013 e si pu\u00f2 legittimamente dubitare dell\u2019europeismo del programma di governo, se Angelino Alfano dice che lui e il Pdl ci si riconoscono a pieno. <\/p>\n<p>La stampa anglosassone, cui dell\u2019europeismo poco importa, si chiede prosaicamente dove il premier prender\u00e0 i soldi. Fuori gioco Beppe Grillo e l\u2019M5S: <i>The Times<\/i> e <i>Time <\/i>li giudicano sconfitti, una bolla sul punto di scoppiare.<\/p>\n<p>Il tedesco<i> Der Spiegel <\/i>sintetizza cos\u00ec il nuovo esecutivo: \u201cuna ventata d\u2019aria fresca, ma nessuna garanzia\u201d, perch\u00e9 donne e giovani non bastano a fare primavera; e neppure la presenza di \u2018punte di diamante\u2019 europee capaci e affidabili, come Emma Bonino agli esteri ed Enzo Moavero agli Affari europei, senza contare Mario Mauro alla difesa, a lungo luogotenente di Berlusconi nel Parlamento europeo, prima di lasciare il posto e il Pdl giusto in tempo per transitare nelle liste elettorali di Scelta Civica.<\/p>\n<p>Il programma europeo del governo Letta ricalca, in buona parte, quello indicato dai Saggi incaricati da Giorgio Napolitano di tratteggiare le linee guida del nuovo esecutivo, quando non si sapeva come le cose sarebbero andate a finire tra Quirinale e Palazzo Chigi. Il percorso \u00e8 uno slalom stretto tra scadenze serrate nei prossimi due mesi, dal G8 nell\u2019Ulster ai due vertici europei a Bruxelles, oltre a riunioni a maggio e a giugno dell\u2019Eurogruppo e dell\u2019Ecofin.<\/p>\n<p><b>Slalom stretto nell\u2019Ue<\/b><br \/>L\u2019esordio europeo di Letta nel nuovo ruolo a un Consiglio europeo avverr\u00e0 il 22 maggio: l\u2019incontro \u00e8 centrato sulla lotta contro l\u2019evasione. Poi, dopo il G8 del 17 e 18 giugno, l\u2019altro appuntamento europeo del premier prima dell\u2019estate \u00e8 il Vertice del 27 giugno. <\/p>\n<p>\u00c8 probabile che l\u2019Italia si coordini con Francia e Spagna, due paesi i cui governi, pur senza rinnegare il rigore, condividono quelle che dovrebbero essere priorit\u00e0 italiane, pi\u00f9 crescita e pi\u00f9 occupazione, in dialettica con la Germania. Ma nessuno vorr\u00e0 provocare strappi nei rapporti con Berlino, almeno fino alle elezioni politiche tedesche del 22 settembre.<\/p>\n<p>La fiducia a Letta \u00e8 stata accolta nelle sedi europee con un sospiro di sollievo: tutte le Istituzioni chiedevano all&#8217;Italia un governo \u201cstabile e forte\u201d che \u201ccontinuasse le riforme\u201d. Ma la vicepresidente del Parlamento Anni Podimata, greca, socialista, \u00e8 una voce fuori del coro e ammonisce: \u201cL\u2019esito (della crisi di governo italiana, ndr) non deve tradire il messaggio degli elettori\u201d. Pena, il montare dell\u2019onda euro-scettica.<\/p>\n<p>Il programma del governo prevede, fra l\u2019altro, la sospensione del pagamento della rata di giugno dell&#8217;Imu; il reddito minimo per le famiglie in difficolt\u00e0; l\u2019impegno per una soluzione del problema degli esodati; il superamento del&#8217;emergenza lavoro. Ai mugugni di chi nota come non ci sia copertura delle uscite, o delle minori entrate, Letta risponde: &#8220;Non far\u00f2 debiti, come un buon padre di famiglia&#8221;. Ma c\u2019\u00e8 chi gli presenta un conto di sette miliardi di euro.<\/p>\n<p><b>Il contagio delle larghe intese<\/b><br \/>Invece che il tanto temuto \u2018contagio della crisi\u2019, l\u2019Italia sembra trasmettere all\u2019Europa il contagio della voglia di larghe intese: persino nella Francia dell\u2019antitesi tra <i>Gauche<\/i> e <i>Droite<\/i>, quattro cittadini su cinque auspicano una grande coalizione e uno su due non \u00e8 contrario neanche al coinvolgimento del <i>Front National <\/i>di Marine Le Pen &#8211; fonte: un sondaggio del <i>Journal du Dimanche<\/i>. <\/p>\n<p>Molti partner della Germania vedrebbero bene una grande coalizione tedesca dopo le elezioni politiche, cos\u00ec d\u2019allungare il vino del rigore della Merkel con l\u2019acqua della crescita socialdemocratica, invece d\u2019inasprirlo con l\u2019aceto dell\u2019austerit\u00e0 liberale.<\/p>\n<p>Il rischio di questa voglia di larghe intese \u00e8 quello di non interpretare, ed anzi di deludere, l\u2019istanza di rinnovamento che anima i cittadini (europei, non solo italiani) e di intercettare unicamente l\u2019ansia di rassicurazione e il senso di sollievo che emerge dai messaggi di congratulazione al premier Letta del presidente Usa Barack Obama e di molti leader europei, fra cui i presidenti delle istituzioni Ue.<\/p>\n<p>Pure i fantomatici \u2018mercati\u2019 appaiono succubi di questa fascinazione, della medusa della normalit\u00e0: lo <i>spread <\/i>scende solo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un governo, non importa quale e non importa se esposto ai calcoli di Berlusconi, che pu\u00f2 farlo cadere quando gli aggrada; e l\u2019asta dei btp va bene, nonostante l\u2019Istat certifichi che la fiducia delle imprese continua a scendere &#8211; \u00e8 al punto pi\u00f9 basso dal 2003, 74,6 in aprile rispetto al 78,5 di marzo. D\u2019altronde, lo scoramento imprenditoriale \u00e8 diffuso in tutta l\u2019Eurozona, a testimoniare lo iato ormai palese tra finanza ed economia.<\/p>\n<p>L\u2019effetto boomerang di una politica disattenta alle istanze dei cittadini per placare le proprie ansie \u00e8, proprio come dice la Podinmata, la crescita dell\u2019euro-scetticismo e dell\u2019euro-qualunquismo. Pazienza, ancora, se \u00e8 quello britannico, endemico: magari, sarebbe una buona cosa se l\u2019Unione finalmente si liberasse della palla al piede albionica, restituendo la Gran Bretagna a quello cui appartiene, lo Spazio economico europeo, a fare buona compagnia alla Norvegia e alla Svizzera. <\/p>\n<p>E pazienza pure se \u00e8 l\u2019apatia per l\u2019Ue dei croati, che entreranno nell\u2019Unione il 1\u00ba luglio, o l\u2019ostilit\u00e0 all\u2019integrazione degli islandesi: solo un croato su quattro era andato alle urne il 14 aprile per eleggere i propri euro-deputati; e, domenica 28, gli islandesi, che, travolti dalla crisi finanziaria, avevano guardato all\u2019Ue, hanno bocciato i partiti pro-Unione e optato per il centro-destra euroscettico.<\/p>\n<p>Ma se il boomerang colpisce i paesi nucleo dell\u2019integrazione e dell\u2019Unione e se intacca uno spirito di solidariet\u00e0 gi\u00e0 fiaccato dagli egoismi della crisi, le larghe intese non saranno argine adeguato. Meglio il coraggio delle scelte che l\u2019oppio dell\u2019acquiescenza.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scommessa di Letta \u00e8 di innescare nell\u2019Ue un circolo virtuoso, facendo perno su un cambio di rotta che lui e i suoi ministri chiederanno con forza ai partner europei. 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