{"id":23070,"date":"2013-05-08T00:00:00","date_gmt":"2013-05-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-nuova-somalia-prende-il-mare\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:40","slug":"la-nuova-somalia-prende-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/05\/la-nuova-somalia-prende-il-mare\/","title":{"rendered":"La nuova Somalia prende il mare"},"content":{"rendered":"<p>Grande paese con pi\u00f9 di 3.000 km di coste ed un affaccio su mari ricchi di risorse ittiche e minerarie, la Somalia pare pronta a riacquisire la dimensione delle sue potenzialit\u00e0 marittime.<\/p>\n<p>Nel discorso tenuto a New York lo scorso primo maggio in occasione della Sessione plenaria del Gruppo di contatto sulla pirateria al largo delle coste somale (Cgpcs), il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud ha infatti preannunciato l&#8217;avvio, nell&#8217;ambito delle iniziative assunte dal c.d. &#8220;Kampala Process&#8221; cui partecipano tutti gli attori somali (governo federale, Puntland, Galmudug e Somaliland) di una strategia orientata alla protezione delle zone marittime nazionali. Tale impegno \u00e8 stato riaffermato nella Conferenza 2013 sulla Somalia tenutasi a Londra il 7 maggio.<\/p>\n<p><b>Pirati ex pescatori?<\/b><br \/>La minaccia della pirateria era stata sinora vista come un problema derivante dall&#8217;assenza di controllo sul territorio, ma da molti era stata espressa la tesi che la sua origine fosse da ricercarsi nella pesca illegale e nello sversamento di rifiuti tossici nelle acque somale.<\/p>\n<p>Insomma, i pirati come ex pescatori animati da spirito di rivalsa. Questo assunto, pur essendo stato smentito dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu 2077 (2012) che pone l&#8217;accento sulle connessioni col crimine transnazionale, ha comunque trovato un&#8217;eco.<\/p>\n<p>In altre risoluzioni si invitavano infatti gli Stati a rispettare i diritti della Somalia nelle zone marittime di giurisdizione, richiedendo nel contempo alla Somalia di proclamare la Zona economica esclusiva (Zee) come precondizione per l\u2019esercizio dei relativi diritto sovrani, poteri di <i>enforcement <\/i>compresi.<\/p>\n<p>Il problema della sicurezza degli spazi marittimi somali si \u00e8 presentato sin dall&#8217;inizio della crisi della pirateria del Corno d&#8217;Africa, quando ci si \u00e8 resi conto che la legislazione somala (risalente al 1972) prevedeva unicamente acque territoriali estese 200 miglia (mg) La norma aveva fatto discutere all&#8217;inizio della crisi della pirateria quando il governo federale aveva autorizzato lo svolgimento di attivit\u00e0 di contro-pirateria anche nelle acque territoriali.<\/p>\n<p>Poi era stata dimenticata, quasi fosse un fossile giuridico caduto in desuetudine, salvo tornare di attualit\u00e0 con riguardo alla condizione della proclamazione della Zee posta dall\u2019Onu. Il Parlamento somalo avrebbe dunque dovuto sostituirla con una nuova legge conforme ai principi dell&#8217;Unclos, in aderenza agli impegni stabiliti dalla <i>Road Map <\/i>per la fine della transizione (terminata lo scorso anno dopo le conferenze 2012 di Londra ed Istanbul). Forti dubbi somali sull&#8217;opportunit\u00e0 di abrogare la vecchia legge del 1972 avevano tuttavia fermato l&#8217;iniziativa.<\/p>\n<p><b>Disputa con il Kenya<\/b><br \/>Non \u00e8 ancora chiaro per quale motivo certi settori  politici somali ritenessero che un regime di acque territoriali di 200 mg, per quanto in contrasto con la Convenzione dell\u2019Onu sul diritto del mare del 1982 (Unclos), fosse pi\u00f9 adeguato agli interessi della Somalia. <\/p>\n<p>Si pu\u00f2 supporre che una ragione sia stato il desiderio di non alienare i legittimi diritti della Somalia sulle zone di mare circostanti, proprio nel momento in cui \u00e8 in corso una disputa con il Kenya per il confine laterale della piattaforma continentale. <\/p>\n<p>Il Kenya pretende che esso segua il parallelo partente dal confine terrestre; la Somalia ritiene invece che vada stabilito secondo i principi dell&#8217;Unclos che prevedono una linea di equidistanza perpendicolare alla costa, corretta da circostanze rilevanti in modo da raggiungere un equo risultato.<\/p>\n<p>I due paesi erano sembrati raggiungere un accordo nel 2009 quando avevano congiuntamente deciso di adire la Commissione dell\u2019Onu per i limiti della piattaforma continentale oltre le 200 mg, senza tuttavia considerare il disaccordo sul confine laterale entro le 200 mg.<\/p>\n<p>Nel frattempo il Kenya ha concesso autorizzazioni ad effettuare attivit\u00e0 petrolifere nell&#8217;area disputata. Secondo l\u2019Agenzia di stampa Reuters, tra i beneficiari vi sarebbero le compagnie energetiche Eni e Total. Da notare che tale area \u00e8 antistante la regione somala dell\u2019Oltregiuba (ceduta nel 1924 all\u2019Italia dalla Gran Bretagna) sotto il controllo degli Shabab stanziati a Chisimaio sino all\u2019ingresso di truppe keniote nel settembre 2012.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/caffio1_somalia.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Strategia marittima<\/b><br \/>Messa da parte la disputa di confine, le istituzioni somale si sono concentrate, da marzo di quest&#8217;anno, sulla strategia per rafforzare le capacit\u00e0 marittime incentrate su creazione di zone di giurisdizione, sfruttamento delle risorse naturali e creazione di Forze di pattugliamento costiere. Il nodo della Zee \u00e8 stato superato individuando in provvedimenti somali gi\u00e0 esistenti (in particolare la legge 11\/1989 di ratifica dell&#8217;Unclos) la fonte che regola il regime degli spazi marittimi ed in particolare delle acque territoriali di 12 mg. e della Zee di 200 mg.<\/p>\n<p> In mancanza di autonome capacit\u00e0 nazionali da dedicare all\u2019esigenza, la dirigenza somala ha espresso auspici di sostegno internazionale come peraltro gi\u00e0 in atto da parte dell\u2019Unione europea, che concorre allo sviluppo della sicurezza marittima somala in funzione antipirateria con la missione militare-civile della Ue &#8220;Eucap Nestor&#8221;.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/caffio_somalia.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Zee somala di 200 mg. con ipotetica linea di equidistanza col Kenya<\/p>\n<p><b>Quali amici per la Somalia <\/b><br \/>La seconda Conferenza di Londra appena conclusa ha evidenziato che senza un vasto piano di aiuti la Somalia non potr\u00e0 mai risollevarsi. \u00c8 chiaro infatti che la riconversione delle giovani leve della pirateria e del terrorismo ad attivit\u00e0 produttive postula un forte impegno finanziario in progetti di sviluppo e nell\u2019organizzazione delle forze di polizia e di pattugliamento costiero. <\/p>\n<p>Il presidente somalo, nel suo saluto di apertura Londra, ha esplicitamente ringraziato per il generoso sostegno Stati Uniti, Gran Bretagna, Turchia (la prima a riaprire l\u2019ambasciata a Mogadiscio e a finanziare la costruzione di infrastrutture civili) e Norvegia (che si \u00e8 ritagliata, grazie alla diaspora somala ad Oslo, un ruolo come consulente per le questioni offshore).<\/p>\n<p>Spiace che l\u2019Italia non sia stata citata. Eppure il nostro paese, nonostante tutte le incertezze, gli errori, e le contraddizioni degli ultimi decenni, ha ancora titolo per presentarsi come il miglior amico della Somalia. Ora che la Somalia \u00e8 pronta a prendere nuovamente il mare \u00e8 il momento di dimostrarlo coi fatti, magari iniziando proprio dal sostegno alla pesca ed alla sorveglianza marittima.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grande paese con pi\u00f9 di 3.000 km di coste ed un affaccio su mari ricchi di risorse ittiche e minerarie, la Somalia pare pronta a riacquisire la dimensione delle sue potenzialit\u00e0 marittime. Nel discorso tenuto a New York lo scorso primo maggio in occasione della Sessione plenaria del Gruppo di contatto sulla pirateria al largo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,106,112],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23070"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23070"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23070\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61428,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23070\/revisions\/61428"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}