{"id":23080,"date":"2013-05-09T00:00:00","date_gmt":"2013-05-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-chimera-di-uno-stato-per-due-popoli\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:40","slug":"la-chimera-di-uno-stato-per-due-popoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/05\/la-chimera-di-uno-stato-per-due-popoli\/","title":{"rendered":"La chimera di uno stato per due popoli"},"content":{"rendered":"<p>Un reality show, intitolato \u201cThe President\u201d e realizzato dall\u2019Agenzia <i>Ma\u2019an News<\/i>, sta scandendo in questi giorni la vita di molti giovani palestinesi. Mille di essi \u2013 sparsi tra Cisgiordania, Israele e Striscia di Gaza \u2013 si stanno sfidando a colpi di idee e dialettica per diventare \u201cThe President\u201d. <\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del valore simbolico dell\u2019iniziativa, organizzata in tempi pi\u00f9 che mai cupi per le leadership palestinesi, il programma sta ancora una volta confermando la \u201csete di autodeterminazione\u201d che anima la vita delle nuove generazioni di palestinesi, nonch\u00e9 i pericoli relativi alla possibile frustrazione di questa ambizione: \u201cSe i negoziati [con Israele] non dovessero funzionare, \u2013 ha spiegato tra gli altri il 21enne di Halhul Sewar Salman, uno dei tredici finalisti al momento ancora in gara \u2013 in quanto \u2018Presidente\u2019 avrei diritto a creare uno Stato palestinese tramite la resistenza\u201d.<\/p>\n<p>A dispetto di quanto finora sostenuto, un numero contenuto, ma crescente, di palestinesi e israeliani indica la creazione di un unico stato per i due popoli come la sola soluzione al momento percorribile. Tale punto di vista \u00e8 sovente sostenuto da persone che non vivono dall\u2019interno la realt\u00e0 della controparte; dunque palestinesi che non possono vivere in Israele e israeliani impossibilitati, o disinteressati, a conoscere la realt\u00e0 dei territori palestinesi. <\/p>\n<p>Un\u2019ampia percentuale di palestinesi non ha infatti mai incontrato un solo israeliano, soldati esclusi. Una larga maggioranza di israeliani non ha mai visto, se non in televisione o durante la leva militare, la barriera che Israele ha unilateralmente dislocato, inglobando il 16 percento dei territori palestinesi.<\/p>\n<p><b>Utopie<\/b><br \/>In una realt\u00e0 in cui uno dei due protagonisti \u00e8 esponenzialmente pi\u00f9 potente dell\u2019altro, politicamente, economicamente e culturalmente, uno stato unico si trasformerebbe ben presto in uno strumento legalizzato per \u201csoffocare\u201d la parte pi\u00f9 debole. <\/p>\n<p><i>Mutatis mutandis<\/i>, l\u2019idea di creare uno stato binazionale fall\u00ec sul nascere gi\u00e0 ai tempi di <i>Brit Shalom <\/i>(fine anni Venti del XX secolo), quando l\u2019attitudine delle persone sarebbe stata in teoria ben pi\u00f9 \u201cmalleabile\u201d rispetto ad oggi. Uno stato unico richiederebbe l\u2019assenza di un marcato disequilibrio tra le parti in causa. Sarebbe inoltre problematico nella misura in cui legittimerebbe <i>ex-post<\/i> gli insediamenti costruiti in modo unilaterale nei territori palestinesi.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che le possibilit\u00e0 che le autorit\u00e0 israeliane possano manifestare un sia pur flebile interesse nel dar vita a uno stato unico, o anche solo ad annettere i territori palestinesi, sono pressoch\u00e9 inesistenti. Lo <i>status quo <\/i>garantisce lo sfruttamento dei territori palestinesi, nonch\u00e9 il controllo di un\u2019area considerata strategica per la difesa, senza richiedere \u201cscomode responsabilit\u00e0\u201d. <\/p>\n<p>In questo senso, i territori palestinesi rappresentano per molti aspetti un <i>unicum<\/i>. In altri contesti come ad esempio il Tibet, l\u2019Abcasia, la Repubblica Turca di Cipro del Nord, il Sahara occidentale e il Turkestan orientale, le \u201cpotenze occupanti\u201d hanno inglobato i rispettivi abitanti come propri cittadini: con tutte le garanzie, i diritti e le problematiche che ci\u00f2 comporta.<\/p>\n<p><b>Unica via<\/b><br \/>Solo la nascita di un vero Stato palestinese su Cisgiordania e Striscia di Gaza (uno Stato che ovviamente richieder\u00e0 scelte non semplici, come la volont\u00e0 o meno di creare una moneta palestinese), con Gerusalemme est capitale (non Abu Dis, ma Gerusalemme est), con la rinuncia definitiva da parte palestinese a ogni velleit\u00e0 di ritorno della quasi totalit\u00e0 dei profughi all\u2019interno dei confini israeliani e a ogni atto di terrorismo, con lo smantellamento e\/o la ridefinizione degli insediamenti in Cisgiordania (i coloni che decideranno di rimanere nello Stato palestinese dovranno essere sottoposti ai medesimi diritti\/doveri a cui sono soggetti i palestinesi con cittadinanza israeliana), nonch\u00e9 con la garanzia alla sicurezza e alla legittimit\u00e0 dello Stato d\u2019Israele, potranno fornire le fondamenta per una pace sostenibile. <\/p>\n<p>Si tratta, da entrambe le parti, di rinunce dolorose. Ma \u00e8 realisticamente l\u2019unica strada percorribile.<\/p>\n<p><b>\u201cCuore del conflitto\u201d<\/b><br \/>A inizio maggio, nel corso di una riunione con alcuni esponenti del ministero degli esteri israeliano, il premier Benjamin Netanyahu ha notato che \u201cil cuore del conflitto \u00e8 rintracciabile in Acre, Jaffa e Ashkelon e ci\u00f2 non pu\u00f2 essere omesso\u201d. <\/p>\n<p>Il riferimento era all\u2019intimo desiderio covato da gran parte del popolo palestinese di riprendere possesso di luoghi legati indissolubilmente alla loro storia. Citate nei geroglifici egiziani vecchi di quattromila anni con i nomi di \u2018Akka (Akk&#257; in arabo, \u2018Akko o Acre in ebraico) e \u2018Asqalana (\u2018Asqal&#257;n in arabo, Ashqelon in ebraico), tali citt\u00e0, cos\u00ec come diverse altre (Gaza, Gerico, Megiddo ecc.), preservano nella lingua da sempre utilizzata dagli arabi di Palestina i loro idiomi originali.<\/p>\n<p>Riconoscere il prezzo pagato nel corso del Novecento dalle genti che su esse vivevano \u2013 e in parte ancora vivono \u2013 non dovrebbe rappresentare \u201cil cuore del problema\u201d, bens\u00ec fornire ulteriori stimoli a quanti ritengono vitale che essi possano autodeterminare il proprio futuro su quanto rimasto di ci\u00f2 che al-D&#299;n al-Ramli, influente giurista islamico nato e cresciuto a Ramle, defin\u00ec nel Seicento \u201c<i>Filast&#299;n bil&#257;dun&#257;<\/i>\u201d (\u201cPalestina terra nostra\u201d).<\/p>\n<p>I finanziamenti statali garantiti agli insediamenti in Cisgiordania, cresciuti in maniera esponenziale durante l\u2019ultimo governo Netanyahu, si pongono in profondo contrasto con tale presa di coscienza.<\/p>\n<p><b>Ascesa della \u201close-lose situation\u201d<\/b><br \/>La leadership di Hamas \u2013 al potere senza alcuna legittimit\u00e0 elettorale (come l\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese in Cisgiordania) nella Striscia di Gaza \u2013 \u00e8 ancora lontana dall\u2019accettare la legittimit\u00e0 dell\u2019\u201caltro\u201d, nonch\u00e9 il principio che solo il diritto internazionale, accompagnato da forme di resistenza non violenta, possa creare le condizioni per una svolta: un radicalismo \u2013 pagato a caro prezzo dalla gente di Gaza \u2013 pi\u00f9 che mai funzionale a rafforzare le componenti pi\u00f9 oltranziste della controparte israeliana.<\/p>\n<p>Sulla \u201csponda opposta\u201d, la mancanza di un pieno riconoscimento di uno status collettivo palestinese su un suolo delimitato e dotato di sufficiente continuit\u00e0, non pu\u00f2 che continuare a ripercuotersi sulla stessa societ\u00e0 israeliana, con effetti controproducenti per ognuna delle parti in causa. <\/p>\n<p>Uno degli effetti pi\u00f9 evidenti \u00e8 che ai giorni nostri esistono quattro distinti gruppi di palestinesi, tutti con uno status differente: i palestinesi nella Striscia di Gaza, quelli in Cisgiordania, i \u201cresidenti permanenti\u201d di Gerusalemme est e gli arabo-israeliani. Un interlocutore \u201cframmentato\u201d \u00e8 tanto pi\u00f9 debole quanto meno affidabile.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un reality show, intitolato \u201cThe President\u201d e realizzato dall\u2019Agenzia Ma\u2019an News, sta scandendo in questi giorni la vita di molti giovani palestinesi. Mille di essi \u2013 sparsi tra Cisgiordania, Israele e Striscia di Gaza \u2013 si stanno sfidando a colpi di idee e dialettica per diventare \u201cThe President\u201d. 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