{"id":23120,"date":"2013-05-15T00:00:00","date_gmt":"2013-05-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/iran-onda-verde-e-risacca\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:38","slug":"iran-onda-verde-e-risacca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/05\/iran-onda-verde-e-risacca\/","title":{"rendered":"Iran, onda verde e risacca"},"content":{"rendered":"<p>Speranza e disillusione: questi i sentimenti con i quali comunit\u00e0 accademica e politici hanno guardato ai giovani iraniani negli ultimi anni. In linea con gli altri paesi della regione, la popolazione iraniana \u00e8 composta soprattutto da giovani e questo porta alla ribalta una serie di questioni legate al ricambio e al divario generazionali.<\/p>\n<p>Secondo il Centro statistico iraniano, nell\u2019ultimo decennio la popolazione al di sotto dei 25 anni di et\u00e0 \u00e8 cresciuta dal 16 al 23 per cento. Anche se i giovani guardano con grande interesse e attenzione allo sviluppo socio-politico del paese, questo \u00e8 ancora gestito da una \u00e9lite in media anziana.<\/p>\n<p><b>Nulla da fare contro la disoccupazione <\/b><br \/>\nLo squilibrato sviluppo economico nazionale, la crisi finanziaria, le sanzioni e l\u2019imprevedibile risultato dei negoziati sulla questione nucleare hanno un impatto importante sulle condizioni di vita giovanili.<\/p>\n<p>Inoltre, come denuncia un membro della Commissione per gli Affari economici del Parlamento, la domanda di lavoro dell\u2019elevato numero di giovani laureati si scontra con un mercato dell\u2019occupazione in forte contrazione, portando cos\u00ec a un innalzamento dei livelli di disoccupazione e sotto-occupazione anche tra chi detiene titoli di studio universitari.<\/p>\n<p>Un recente rapporto del Centro statistico afferma che il governo di Mahmoud Ahmadinejad non \u00e8 riuscito a ravvivare il mercato dell\u2019occupazione, creando il numero pi\u00f9 basso di nuove opportunit\u00e0 lavorative dell\u2019ultimo decennio.<\/p>\n<p><b>Universitari schedati<\/b><br \/>\nOltre alle difficolt\u00e0 economiche, sui giovani iraniani pesa la repressione delle libert\u00e0 politiche e civili. Questo \u00e8 evidente soprattutto nelle universit\u00e0, dove dal 2009 i gruppi studenteschi tradizionalmente pro-riformisti sono stati progressivamente emarginati. All\u2019interno dei campus \u00e8 stato poi adottato un codice disciplinare pi\u00f9 restrittivo delle libert\u00e0 politiche e personali.<\/p>\n<p>In aumento anche la percentuale di studenti espulsi dalle universit\u00e0 e dal sistema educativo nazionale. Anche se la Costituzione sancisce il diritto all\u2019educazione, ai giovani questo viene spesso negato.<\/p>\n<p>Nel 2005, il governo di Ahmadinejad ha introdotto una misura disciplinare che attribuisce ai soggetti ritenuti pericolosi marchi speciali sui loro curriculum. Se si \u00e8 \u2018stellati\u2019, ovvero se si \u00e8 partecipato o organizzato delle attivit\u00e0 politiche nelle universit\u00e0, si pu\u00f2 essere espulsi dal sistema universitario.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dell\u2019universit\u00e0, il restrigimento delle libert\u00e0 politiche e civili ha anche colpito i partiti politici. Dopo la crisi elettorale del 2009, i due principali partiti di opposizione, il Fronte Mosharekat e i Mujahidin della rivoluzione, sono stati dichiarati illegali. Questi partiti coinvolgevano un significativo numero di giovani. Entrambi avevano sezioni giovanili e godevano di un legame speciale con le associazioni studentesche e con i giovani attivi sulle pi\u00f9 disparate cause.<\/p>\n<p>La relazione tra partiti di opposizione e universit\u00e0 \u00e8 stata fondamentale per la mobilitazione dei giovani durante e dopo le elezioni presidenziali del 2009, quando i ragazzi si sono mobilitati per sostenere i candidati riformisti, Mir Hussein Moussavi e Mehdi Karrubi. Le stesse reti di attivisti sono state poi facilmente individuate e represse dopo le proteste del 2009-2010. Gli arresti hanno colpito centinaia di membri del verde, a cui molti giovani hanno partecipato con entusiasmo.<\/p>\n<p><b>Una speranza per i riformisti <\/b><br \/>\nIn seguito a questo giro di vite, i riformisti e le forze di opposizione stanno guardando alle presidenziali del prossimo giugno come un\u2019opportunit\u00e0 per ricostituire e ravvivare dal basso le reti di attivisti. \u2018Se non costruiamo alleanze stabili tra i giovani per le prossime elezioni, perderemo l\u2019opportunit\u00e0 di avere un ruolo nella politica e non ci troveremo mai pi\u00f9\u2019, dichiara Mohammad Reza Jalaipour, uno dei membri pi\u00f9 giovani del comitato elettorale Terza ondata che nel 2009 ha sostenuto Moussavi.<\/p>\n<p>La strategia delle forze riformiste \u00e8 infatti quella di puntare su societ\u00e0 che valorizzino e coinvolgano i giovani per recuperare visibilit\u00e0 e peso politico in seguito alla repressione post-2009 e per aprire la strada a un contesto politico pi\u00f9 tollerante e aperto dopo le elezioni presidenziali del 2013.<\/p>\n<p>Considerando la difficile situazione economica in cui i giovani iraniani si trovano, non \u00e8 da escludere che il malcontento sociale cresca e dia vita a nuove ondate di protesta. Direzione e beneficiari di questo possibile sviluppo sono tuttavia sconosciuti. \u2018Nei prossimi anni avremo a che fare con un grande numero di giovani istruiti alla ricerca di lavoro. Il prossimo presidente, chiunque sia, dovr\u00e0 pianificare attentamente le proprie mosse e lavorare per la stabilizzazione di questa potenziale crisi\u2019, avverte Masoud Nili, docente universitario e economista.<\/p>\n<p>La disoccupazione crescente, la diffusione del malessere sociale rintracciabile nell\u2019aumento dei disordini e dei crimini comuni e il clima di oppressione sociale e politica potrebbero alimentare il sostegno al movimento verde, la principale forza di opposizione.<\/p>\n<p>A prescindere dall\u2019evoluzione della campagna elettorale per le presidenziali appena iniziata, il nuovo leader del paese dovr\u00e0 quindi confrontarsi con l\u2019attivismo giovanile che non accenna a scomparire. I ragazzi continueranno a chiedere anche ai nuovi uomini al potere di risolvere tutti questi vecchi problemi che impediscono la piena realizzazione di un settore importante e vivissimo della societ\u00e0.<\/p>\n<p><i>Mohsen Moheimany \u00e8 dottorando in Scienza politica e Relazioni internazionali presso la Dublin City University. La sua ricerca si occupa di analizzare l\u2019impatto del terzo settore sul sistema di governance in Iran. Ha precedentemente conseguito un Master in Public Policy presso la Nottingham University.<br \/>\n.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Speranza e disillusione: questi i sentimenti con i quali comunit\u00e0 accademica e politici hanno guardato ai giovani iraniani negli ultimi anni. In linea con gli altri paesi della regione, la popolazione iraniana \u00e8 composta soprattutto da giovani e questo porta alla ribalta una serie di questioni legate al ricambio e al divario generazionali. 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