{"id":23210,"date":"2013-05-22T00:00:00","date_gmt":"2013-05-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libano-fra-vecchie-politiche-e-aspirazioni-incompiute\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:35","slug":"libano-fra-vecchie-politiche-e-aspirazioni-incompiute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/05\/libano-fra-vecchie-politiche-e-aspirazioni-incompiute\/","title":{"rendered":"Libano, fra vecchie politiche e aspirazioni incompiute"},"content":{"rendered":"<p>Mentre gran parte del mondo arabo \u00e8 impegnato in un profondo processo di transizione prodotto dalle componenti pi\u00f9 giovani delle sue societ\u00e0, i ragazzi libanesi restano imbrigliati in un pericoloso immobilismo. Nonostante il ritiro delle truppe siriane in seguito a quella che il segretario generale del 14 Marzo, Fares Soueid, ha definito l&#8217;inizio di tutte le \u201cprimavere arabe\u201d, la gran parte dei libanesi rimane del tutto consapevole che oggi il destino del Paese \u00e8 legato a doppio filo a quello della Siria.  La spinta verso il cambiamento che con tanta forza si era espressa nel 2005 attraverso movimenti di piazza simili a quelli di Avenue Habib Bourghiba e Piazza Tahrir, sembra essersi ormai esaurita.<\/p>\n<p><b>Una primavera ormai passata<\/b><br \/>La mobilitazione giovanile libanese nel 2011 non \u00e8 nemmeno lontanamente comparabile con quella del 2005. Eppure nel 2011 sono nati movimenti di protesta. Campagne come \u201cll popolo libanese contro il confessionalismo\u201d o la \u201cCampagna nazionale per l&#8217;eliminazione del sistema confessionale\u201d e nuovi blog come ad esempio \u201cA separate state of mind\u201d. In pi\u00f9 di un&#8217;occasione migliaia di giovani libanesi hanno marciato contro la rappresentanza politica su base confessionale. <\/p>\n<p> In aggiunta, all&#8217;inizio del 2013, il primo matrimonio inter-confessionale celebrato su suolo libanese, e riconosciuto dallo Stato, sembrava aver dato nuovo impulso per la creazione di un movimento di coscienza sociale soprattutto fra le componenti pi\u00f9 giovani della societ\u00e0 che avevano salutato con favore l&#8217;apertura alle unioni civili. <\/p>\n<p>Tuttavia queste forme di protesta, oltre che numericamente esigue, restano a tutt&#8217;oggi politicamente isolate poich\u00e9 prive di un referente politico che si faccia carico delle loro richieste. Guardando al 2005 e alla potentissima esperienza della Rivoluzione dei Cedri, \u00e8 come se i giovani libanesi abbiano vissuto una primavera individuale, esclusivamente libanese, all&#8217;interno di un contesto regionale che non era pronto -come potrebbe forse esserlo oggi- ad accogliere le istanze di cambiamento. <\/p>\n<p>Quasi come se gli <i<shabab<\/i> &#8211; ragazzi &#8211; libanesi avessero affrontato la questione in un momento storico inadatto ad ascoltare le loro richieste. Richieste che fin dal 2005 reclamavano riforme di carattere strutturale tese ad affrontare le crescenti tensioni sociali: il problema della disoccupazione giovanile -attualmente al 19% &#8211; e l&#8217;emigrazione dei laureati. Il 44% dei libanesi che espatria \u00e8 composto da giovani. <\/p>\n<p>Poco o nulla \u00e8 cambiato in Libano in seguito alle rivolte di Avenue Habib Bourghiba e Piazza Tahrir. Anche dopo le dimissioni dell\u2019ex premier sunnita Najib Miqati, i partiti si sono mostrati incapaci di trovare un punto di incontro in merito alla futura legge elettorale. Le logiche e i giochi di potere di ieri continuano a escludere oggi i giovani dalla vita politica. <\/p>\n<p>Inoltre i movimenti e le organizzazioni giovanili non appaiono, almeno al momento, cos\u00ec ben strutturati da poter influenzare in maniera effettiva le politiche locali ancora del tutto dominate dagli storici rappresentanti delle singole confessioni.<\/p>\n<p><b>Il vecchio confessionalismo <\/b><br \/>Nonostante un crescente malessere sociale e una situazione economica non delle pi\u00f9 floride, nel paese non sembra essersi ancora sviluppata una coscienza inter-confessionale che permetta di porre realmente sotto pressione l&#8217;attuale sistema egemonico il quale continua ad avvalersi, giovandosene, della collaudata categoria del conflitto siriano per dividere lo scenario libanese secondo parametri e logiche ben conosciute. <\/p>\n<p>Questo atteggiamento si \u00e8 espresso durante il dibattito sulla legge elettorale poich\u00e9, come scrive la rivista al-Majalla, \u201cla politica confessionale libanese sta concependo leggi nate gi\u00e0 morte che impediscono alle generazioni future di sviluppare una coscienza nazionale\u201d.<\/p>\n<p>In Libano l&#8217;identit\u00e0 confessionale, o di gruppo, appare ancora del tutto preponderante rispetto a quella nazionale che \u00e8 per larghi tratti praticamente assente. I giovani, giocoforza, restano dipendenti dalla dialettica confessionale, ricorrendo al proprio leader politico di riferimento per ottenere lavoro, protezione ed assistenza sociale. <\/p>\n<p>La pur presente mobilitazione giovanile indipendente, intesa qui come non direttamente cooptata dai partiti dell&#8217;8 o del 14 Marzo, coinvolge numericamente pochi soggetti che non riescono effettivamente ad influire all&#8217;interno del processo di <i>decision-making<\/i>. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sembra mancare in Libano non \u00e8 la volont\u00e0 di cambiamento, ma la possibilit\u00e0 per quei diversi segmenti della societ\u00e0 che condividono tale aspirazione di agire come corpo sociale unito e compatto: in primis i giovani. Le loro pur presenti aspirazioni sembrano essere frenate dall&#8217;impossibilit\u00e0 di influire fattivamente sul sistema politico confessionale. \u00c8 dunque proprio l&#8217;immutato conservarsi di quest&#8217;ultimo a rendere vane le speranze di un cambiamento strutturale.<\/p>\n<p>Per quanto tempo questo immobilismo potr\u00e0 perdurare mantenendo inalterata tale architettura? <\/p>\n<p>La risposta \u00e8 forse nelle parole dell&#8217;ex ministro del Lavoro Charbel Nahas: \u201cmoltissimi libanesi continueranno a sostenere tale sistema fino a quando non ne sar\u00e0 proposto uno alternativo.\u201d La vera sfida per i giovani libanesi, come per tutta la societ\u00e0, non sembra essere dunque quella di distruggere l&#8217;attuale sistema confessionale, ma di immaginarne uno nuovo, di fornire ai propri concittadini un&#8217;alternativa credibile per il futuro del proprio paese.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre gran parte del mondo arabo \u00e8 impegnato in un profondo processo di transizione prodotto dalle componenti pi\u00f9 giovani delle sue societ\u00e0, i ragazzi libanesi restano imbrigliati in un pericoloso immobilismo. 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