{"id":23230,"date":"2013-05-23T00:00:00","date_gmt":"2013-05-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/giordania-la-primavera-deve-ancora-arrivare\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:35","slug":"giordania-la-primavera-deve-ancora-arrivare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/05\/giordania-la-primavera-deve-ancora-arrivare\/","title":{"rendered":"Giordania, la primavera deve ancora arrivare"},"content":{"rendered":"<p>Impermeabili alla brezza della primavera araba. Cos\u00ec appaiono i giovani giordani che solo raramente hanno partecipato alle manifestazioni scoppiate nelle strade del paese. A guidare la stragrande maggioranza dei cori e dei cortei sono stati, infatti, gli esponenti delle forze politiche tradizionali. Dai capi tribali ai partiti, passando per gruppi di interesse, e le associazioni di categoria. <\/p>\n<p>Il loro scopo \u00e8 stato quello di preservare il ruolo del regime hashemita come erogatore di rendite economiche, a fronte delle riforme neoliberali compiute da re Abdullah II a partire dal 1999.<\/p>\n<p>Le proposte di questi soggetti hanno inevitabilmente determinato la limitata adesione dei giovani alle proteste. Le loro priorit\u00e0 sono altre e vanno dalla lotta alla corruzione a quella alla disoccupazione giovanile, ormai oltre il 30%. Visto che i ragazzi al di sotto dei 29 anni rappresentano almeno il 60% della popolazione, la loro assenza si \u00e8 fatta a dir poco sentire.<\/p>\n<p><b>Deficit di rappresentanza <\/b><br \/>Un sondaggio, condotto alla fine del 2012 dal centro Al-Hayat per lo sviluppo della societ\u00e0 civile su un campione di 1.620 cittadini al di sopra dei 18 anni, ha rivelato che solo lo 0,6% degli intervistati si impegna attivamente all\u2019interno di partiti politici. Il 60% ha dichiarato di non ritenere i propri bisogni e le proprie aspirazioni rappresentati dai partiti politici. <\/p>\n<p>I corpi intermedi tradizionali non costituiscono quindi dei soggetti rappresentativi di riferimento per i giovani giordani.<\/p>\n<p>Confermando la presenza in parlamento dei soliti leader tribali e uomini di affari vicini alla monarchia hashemita, le elezioni parlamentari dello scorso gennaio non hanno certamente scalfito lo scenario presentato dal sondaggio di Al-Hayat.<\/p>\n<p>A garantire questa composizione parlamentare \u00e8 <i>in primis <\/i>un meccanismo elettorale che tende a favorire sia il voto di appartenenza tribale, sia la maggiore rappresentanza delle aree geografiche fedeli al regime. Il ridimensionamento del voto ideologico e la parallela tribalizzazione della politica nazionale nati all\u2019inizio degli anni \u201890, hanno portato alla marginalizzazione dei partiti politici in quanto soggetti capaci di aggregare istanze e interessi nazionali.<\/p>\n<p>Per questo motivo, durante tutto lo scorso autunno la richiesta di riformare la legge elettorale, basata sul principio una persona-un voto, anche sostenuta dai giovani, \u00e8 stata al centro di un acceso dibattito politico offline e online, da cui \u00e8 emerso un largo fronte favorevole al boicottaggio delle elezioni parlamentari, capitanato dai Fratelli Musulmani giordani.<\/p>\n<p>Di conseguenza, l\u2019ultimo esito elettorale ha disatteso le speranze dei giovani per la realizzazione di un programma di riforme sostanziali del paese che permettano di risolvere i gravi problemi economici e sociali del paese da parte del sistema politico tradizionale.<\/p>\n<p><b>Forme di partecipazione alternative<\/b><br \/>In analogia con il contesto tunisino ed egiziano, anche in Giordania negli ultimi due anni sono comparsi numerosi movimenti politici giovanili. Questi si propongono di offrire ai loro coetanei proposte e forme di partecipazione alternative a quelle dei partiti politici tradizionali.<\/p>\n<p>Al-Hirak, Il Movimento, \u00e8 il gruppo che, ad oggi, ha ottenuto maggiore seguito. La sua pagina Facebook conta pi\u00f9 di 32mila contatti e continua a organizzare manifestazioni di strada contro la corruzione dilagante, l\u2019aumento della disoccupazione, la riduzione dei servizi pubblici, la privatizzazione e le riforme di mercato finalizzate alla diminuzione della spesa pubblica. L&#8217;apertura del movimento, composto da transgiordani, nei confronti delle altre componenti dell&#8217;opposizione al regime costituisce il suo tratto distintivo rispetto ad altri gruppi e, allo stesso tempo, un chiaro campanello di allarme per la monarchia. <\/p>\n<p>Inoltre, sono sorte numerose coalizioni di giovani che hanno organizzato marce in tutte il paese. Da Irbid, Zarqa e Amman, nel nord, a Ma\u2019an e Aqaba, nel sud. Queste manifestazioni faticano per\u00f2 a raggiungere una massa critica rilevante. Una delle principali cause \u00e8 la presenza di ostacoli oggettivi all\u2019espressione pubblica del dissenso, come indicano gli arresti di attivisti segnalati da Human Rights Watch a partire dal settembre 2012. <\/p>\n<p>Questa organizzazione internazionale ha acceso i riflettori sull\u2019utilizzo della legislazione anti-terrorismo per processare i manifestanti davanti la Corte per la sicurezza nazionale. Questo \u00e8 quanto \u00e8 capitato lo scorso 7 settembre dagli attivisti di due gruppi giovanili di Tafila, citt\u00e0 al centro del Paese. Tutto ci\u00f2 mostra quanto siano ancora ampi gli impedimenti alla libert\u00e0 di espressione per i giovani, confermando la volont\u00e0 del regime di limitare con il pugno di ferro l\u2019esternazione del dissenso nella sfera pubblica.<\/p>\n<p><b>Il parlamento si sposta su Facebook <\/b><br \/>All\u2019inizio del 2013, un gruppo di ragazzi ha quindi preferito organizzarsi nella rete, in particolare nella piattaforma reale dei social network. Per monitorare l\u2019operato dei propri parlamentari, i ragazzi hanno istituito il primo Parlamento di Facebook. La competizione virtuale ha coinvolto circa 3mila giovani sopra i 18 anni che hanno cercato di creare la prima entit\u00e0 politica in grado di rappresentare le opinioni e gli orientamenti dei giovani.<\/p>\n<p>All\u2019interno di un contesto regionale profondamente mutato dalle primavere arabe, il permanere di gravi problemi socio-economici e di un forte deficit di rappresentativit\u00e0 delle istituzioni politiche sta ponendo sempre di pi\u00f9 i giovani giordani di fronte alla necessit\u00e0 di agire in prima persona per provare a cambiare il corso delle loro vite, al pari dei loro coetanei che si sono gi\u00e0 attivati.<\/p>\n<p>Il regime hashemita deve, dunque, fronteggiare una rischiosa partita contro il tempo, perch\u00e9 il richiamo della \u201cprimavera\u201d non potr\u00e0 rimanere inascoltato ancora a lungo.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Impermeabili alla brezza della primavera araba. 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