{"id":23270,"date":"2013-05-29T00:00:00","date_gmt":"2013-05-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lorizzonte-strategico-dellunione-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:33","slug":"lorizzonte-strategico-dellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/05\/lorizzonte-strategico-dellunione-europea\/","title":{"rendered":"L\u2019orizzonte strategico dell\u2019Unione europea"},"content":{"rendered":"<p>Il rapporto \u201c<a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/EGS_Report.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Towards a European Global Strategy<\/u><\/b><\/a>\u201d elaborato congiuntamente da quattro centri studi europei su mandato dei ministri degli esteri di Italia, Polonia, Spagna e   Svezia \u2013 per l\u2019Italia lo IAI \u2013 propone tre direttrici per l&#8217;azione esterna dell&#8217;Unione europea: sviluppare quattro partenariati globali \u2013 con Stati Uniti, Turchia, Russia e Cina \u2013 e puntare alla riforma della <i>governance<\/i> mondiale; trarre vantaggio dagli aspetti extra-Ue delle politiche interne riguardo a mercato unico ed energia; reimpostare i rapporti con il \u201cvicinato strategico\u201d.<\/p>\n<p>Il <i>fil rouge <\/i>del documento parte dall\u2019individuazione di alcuni \u201cinteressi vitali europei\u201d, basati sui valori espressi nei trattati dell\u2019Unione per indicare undici \u201cobiettivi strategici\u201d prioritari da perseguire per promuovere e\/o difendere i suddetti interessi. <\/p>\n<p>Si tratta di un approccio per il medio periodo, abbastanza flessibile in modo da tenere conto del contesto strategico in perenne mutamento ma che, al tempo stesso, indica alcune linee per sviluppare un\u2019azione esterna che non sia solo reattiva o difensiva rispetto alle strategie di altri attori. Alcuni degli obiettivi indicati dal rapporto meritano una particolare attenzione.<\/p>\n<p><b>Vicinato strategico <\/b><br \/>Occorre prendere atto che la logica dell\u2019allargamento Ue, e\/o della trasformazione degli stati confinanti con l\u2019Unione verso un modello europeo, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere alla base dell\u2019azione esterna dell\u2019Ue. Mentre il processo di allargamento deve continuare e concludersi in tempi ragionevolmente brevi con tutti i paesi attualmente candidati, il resto dell\u2019azione esterna dell\u2019Ue deve essere reimpostato su altre basi.<\/p>\n<p>Quali? <i>In primis<\/i>, non bisogna pensare gli stati del vicinato come un \u201canello di amici\u201d o come una zona cuscinetto, ma piuttosto come potenziali partner con cui stabilire un rapporto politico e intraprendere, nei campi e nei modi possibili, un\u2019azione congiunta a livello bilaterale, regionale e\/o globale che sia in linea con gli interessi vitali europei. <\/p>\n<p>Inoltre, la definizione stessa di vicinato deve superare quella formalistica attualmente data dalla Politica europea di vicinato e diventare pi\u00f9 strategica. Al riguardo, il rapporto definisce come \u201cvicinato strategico\u201d uno spazio che comprende non solo gli stati confinanti con l\u2019Unione, ma anche aree pi\u00f9 ampie <i>funzionalmente legate <\/i>agli interessi vitali europei, quali ad esempio il Sahel, il Corno d\u2019Africa, il Medio Oriente, l\u2019Asia Centrale, l\u2019Artico, e le rotte marittime che toccano alcune di queste regioni.<\/p>\n<p>Le relazioni bilaterali dell\u2019Unione con gli stati del vicinato strategico possono e devono essere impostate in modo diverso a seconda della controparte, ma dovrebbero anche essere coerenti con il sostegno alla cooperazione intra-regionale anche attraverso progetti per infrastrutture ed energia, all\u2019apertura verso il commercio internazionale anche con accordi di libero scambio, all\u2019obiettivo di lungo periodo di uno sviluppo socio-politico locale rispettoso dei diritti umani, dello stato di diritto e dei principi democratici.<\/p>\n<p>Altro cardine dell\u2019azione europea verso il vicinato \u2013 nonch\u00e9 obiettivo strategico di per s\u00e9 \u2013 \u00e8 l\u2019assunzione da parte degli europei della responsabilit\u00e0 della sicurezza regionale. Ci\u00f2 vuol dire non solo investire in un impegno politico, diplomatico e umanitario, per la prevenzione o la gestione delle crisi, ma anche essere in grado di dispiegare adeguate capacit\u00e0 militari e civili, in modo tempestivo e autonomamente, nel caso gli Stati Uniti decidessero di non partecipare ad un determinato intervento. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 ovviamente comporta una serie di decisioni immediate rispetto alla politica di difesa dei paesi membri, tratteggiate nella sezione finale del rapporto insieme a diverse altre indicazioni sull\u2019ampio ventaglio di strumenti teoricamente a disposizione dell\u2019azione europea.<\/p>\n<p><b>Priorit\u00e0 ai partner globali<\/b><br \/>Una questione fondamentale per l\u2019Unione \u00e8 dare la giusta priorit\u00e0 ai rapporti con i paesi terzi, prendendo atto che le attuali \u201c<i>strategic partnership<\/i>\u201d dell\u2019Ue sono un punto di partenza per una proiezione globale ma non certo un modo efficace di impostare la rete di rapporti bilaterali. Il rapporto indica quattro paesi con cui \u00e8 particolarmente importante per l\u2019Unione lavorare a livello regionale e globale: Stati Uniti, Turchia, Russia e Cina.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti sono oggetto di uno specifico obiettivo strategico per l\u2019Ue: costruire una <i>New Atlantic Community <\/i>che si concretizzi non solo nell\u2019area di libero scambio attualmente in fase di negoziazione, ma in un partenariato politico attivo a 360 gradi sui temi dell\u2019agenda globale, anche attraverso un meccanismo di consultazione di alto livello transatlantico \u2013 una sorta di <i>Atlantic Community Council<\/i> \u2013 ovviamente in collegamento con la Nato. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 permetterebbe di sviluppare e far valere la relazione transatlantica in un periodo storico in cui l\u2019equilibrio mondiale \u00e8 in transizione verso un assetto multipolare, i rapporti di forza tra le varie regioni del mondo si vanno ridefinendo, e le istituzioni di <i>governance <\/i>globale faticano a tenere il passo con la realt\u00e0.<\/p>\n<p>La Turchia \u00e8 considerata dal rapporto sia come candidato all\u2019ingresso nell\u2019Unione sia come partner con il quale avviare sin da subito, senza attendere n\u00e9 pregiudicare l\u2019esito del negoziato di adesione, un partenariato politico rafforzato su un ampio ventaglio di temi, quali ad esempio azioni congiunte nel vicinato strategico, la politica di difesa (incluso un accordo di cooperazione tra Ankara e l\u2019Agenzia europea di difesa), la liberalizzazione del regime di visti, la realizzazione di un\u2019unione doganale rafforzata.<\/p>\n<p>Per Russia e Cina il rapporto indica una serie di temi sui quali \u00e8 possibile e auspicabile sviluppare una partnership che tenga conto delle differenze esistenti tra l\u2019Ue e ciascuno di questi due paesi. <\/p>\n<p>Dare priorit\u00e0 a questi quattro partenariati dell\u2019Ue non vuol dire escludere ulteriori partner, anzi. Ad esempio, importanti paesi democratici come Brasile, Giappone e India \u2013 ed altri inclusi nelle attuali<i> partnership<\/i> dell\u2019Ue \u2013 sono considerati dal rapporto come interlocutori naturali nello sforzo di riformare la <i>governance <\/i>globale, mantenendo per\u00f2 salde le sue fondamenta rispetto a diritti umani e diritto internazionale.<\/p>\n<p>Una maggiore consapevolezza che l\u2019azione esterna dell\u2019Unione \u00e8 necessaria a tutelare gli interessi vitali europei gioverebbe all\u2019attuale dibattito su un\u2019eventuale revisione della <i>European Security Strategy <\/i>del 2003, con un occhio al Consiglio europeo che a dicembre torner\u00e0 a occuparsi della politica di difesa europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto \u201cTowards a European Global Strategy\u201d elaborato congiuntamente da quattro centri studi europei su mandato dei ministri degli esteri di Italia, Polonia, Spagna e Svezia \u2013 per l\u2019Italia lo IAI \u2013 propone tre direttrici per l&#8217;azione esterna dell&#8217;Unione europea: sviluppare quattro partenariati globali \u2013 con Stati Uniti, Turchia, Russia e Cina \u2013 e puntare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,99,125,107,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23270"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23270"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61658,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23270\/revisions\/61658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}