{"id":23310,"date":"2013-06-03T00:00:00","date_gmt":"2013-06-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/piu-italia-nella-politica-energetica-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:32","slug":"piu-italia-nella-politica-energetica-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/06\/piu-italia-nella-politica-energetica-europea\/","title":{"rendered":"Pi\u00f9 Italia nella politica energetica europea"},"content":{"rendered":"<p>Il Consiglio europeo dello scorso 22 maggio ha riportato la questione energetica al centro del dibattito europeo. In precedenza, il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande, da sempre sensibile al tema della transizione energetica, aveva lanciato l\u2019ambiziosa proposta di una comunit\u00e0 europea dell\u2019energia incentrata sullo sviluppo delle rinnovabili.<\/p>\n<p>Nonostante i proclami e le buone intenzioni, le reali capacit\u00e0 di intervento dell\u2019Ue in ambito energetico rimangono tuttavia frustrate da una <i>governance <\/i>del settore ancora confusa, ostaggio degli interessi nazionali dei singoli stati membri. In questo contesto il governo italiano, forte dei riconoscimenti ottenuti dalla strategia nazionale recentemente pubblicata dal ministero dello Sviluppo economico, potrebbe lanciare un chiaro messaggio in favore di una concreta integrazione delle politiche energetiche europee.<\/p>\n<p><b>Punti chiave<\/b><br \/>Le conclusioni del Consiglio europeo fissano in modo chiaro quattro priorit\u00e0 per l\u2019Ue in materia di energia. La prima consiste nel completamento del mercato interno di energia elettrica e gas entro il 2014, da raggiungersi in parallelo allo sviluppo &#8211; entro il 2015 &#8211; delle necessarie interconnessioni energetiche. Il completamento del mercato interno \u00e8 un obiettivo fondamentale per l\u2019Ue, e mentre dal settore del gas il processo di integrazione \u00e8 ben avviato, per quanto riguarda l\u2019energia elettrica le resistenze nazionali sono tuttora considerevoli.<\/p>\n<p>La seconda priorit\u00e0, strettamente collegata alla prima, consiste nel favorire investimenti in infrastrutture energetiche nuove e intelligenti, sulla base delle linee guida fornite dal regolamento Ten-E adottato ad aprile. Gli investimenti infrastrutturali non sono necessari soltanto a garantire il funzionamento e la sostenibilit\u00e0 dei flussi energetici in Europa, ma rappresentano un fattore di rafforzamento della competitivit\u00e0 e della crescita europea.<\/p>\n<p>Terza priorit\u00e0, essenziale per un\u2019area fortemente dipendente dalle importazione di idrocarburi, \u00e8 l\u2019intensificazione del processo di diversificazione degli approvvigionamenti energetici, che si associa alla necessit\u00e0 &#8211; nel tentativo di ridurre la dipendenza energetica esterna dell&#8217;Ue e stimolare la crescita economica interna &#8211; di promuovere lo sviluppo di risorse energetiche interne.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019intensificazione degli sforzi verso l\u2019efficienza energetica rappresenta la quarta priorit\u00e0 identificata dal Consiglio. Un uso efficiente delle risorse energetiche, in linea con la direttiva europea adottata lo scorso ottobre, rappresenta infatti il primo passo verso la riduzione dei consumi ed in generale la diminuzione dei costi  per l&#8217;energia.<\/p>\n<p>Nella sostanza, la portata innovativa delle conclusioni del Consiglio appare abbastanza limitata. Sorprende, piuttosto, la mancata enfasi sulla necessit\u00e0 di armonizzare le politiche nazionali sulle energie rinnovabili, con il semplice invito del Consiglio alla Commissione a presentare orientamenti su regimi di sostegno efficienti ed efficaci in termini di costi a favore delle rinnovabili.<\/p>\n<p><b>Debolezze europee<\/b><br \/>Considerando che la transizione energetica in Europa si giocher\u00e0 principalmente in questo settore, la mancanza di visione e di un coordinamento dell\u2019Ue potrebbe avere un impatto negativo sul futuro europeo. L\u2019esigenza di una maggiore e pi\u00f9 concreta attivit\u00e0 di armonizzazione da parte dell\u2019Unione era gi\u00e0 stata sottolineata dal presidente francese Hollande, che poco prima del Consiglio ha invitato i paesi membri alla creazione di una comunit\u00e0 europea dell\u2019energia (seppur) circoscritta al settore delle rinnovabili.<\/p>\n<p>L\u2019attuale modello di <i>governance<\/i>, infatti, risulta troppo macchinoso per garantire all\u2019Ue e ai suoi stati membri la capacit\u00e0 di operare in un settore, quello energetico, sempre pi\u00f9 globalizzato, competitivo e in rapida evoluzione. Tali difficolt\u00e0 sono determinate in primo luogo dal dettato del Trattato di Lisbona, che pur riconoscendo l&#8217;importanza della politica energetica attribuisce all\u2019Ue competenze ben definite (si legga limitate) per raggiungere gli obiettivi comuni degli Stati membri nel settore dell&#8217;energia. Data la natura strategica del settore, questi rivendicano con forza la propria sovranit\u00e0 su scelte fondamentali di politica energetica quali le fonti di approvvigionamento e la composizione del mix energetico.<\/p>\n<p>In questo contesto, oltre alla divisione delle competenze tra Ue e Stati membri, si aggiunge la natura complessa e frammentaria del processo decisionale europeo in materia energetica. Al fianco della Direzione generale (Dg) energia (Ener), infatti, un ampio numero di attori contribuisce a plasmare l\u2019azione energetica dell\u2019Ue. Prime fra tutti, la Dg concorrenza (Comp)  e la Corte europea di giustizia, le cui iniziative negli anni passati hanno avuto un ruolo fondamentale per la liberalizzazione e integrazione dei mercati energetici europei. <\/p>\n<p>Vanno poi considerate le competenze della Dg ambiente (Env), e dell\u2019Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell&#8217;energia (Acer) e l\u2019Agenzia Europea dell\u2019Ambiente (Eea). Infine, non va sottolineato il ruolo del Servizio europeo per l\u2019azione esterna (Seae), e le iniziative della stessa presidenza della Commissione, per quei dossier con una forte dimensione internazionale, tra cui quello della sicurezza degli approvvigionamenti energetici.<\/p>\n<p><b>Da modello a motore<\/b><br \/>La necessit\u00e0 di una concreta accelerazione dei processi di integrazione europea &#8211; che abbracci anche i temi dell\u2019energia &#8211; sembra essere un elemento condiviso da una parte significativa dell\u2019attuale governo italiano, primo ministro Letta <i>in primis<\/i>. Inoltre, sul piano interno l\u2019Italia si \u00e8 resa protagonista di un\u2019iniziativa di successo, culminata con l\u2019elaborazione di una Strategia energetica nazionale (Sen) che mancava da oltre due decenni. <\/p>\n<p>Nonostante alcune critiche mosse sia in ambito parlamentare che dalla societ\u00e0 civile, la Sen \u00e8 presa a modello dai partner europei non soltanto per il suo contenuto, ma anche per quel che riguarda il processo \u2018consultivo\u2019 che ha portato alla sua stesura e definitiva adozione.<\/p>\n<p>Partendo dalla credibilit\u00e0 guadagnata dalle autorit\u00e0 &#8211; e delle idee &#8211; italiane in questo contesto, il governo potrebbe raccogliere i segnali di apertura provenienti da Parigi per rilanciare un processo fondativo di una nuova politica energetica europea. Una politica comune nella quale l\u2019Italia potrebbe aspirare ad avere un ruolo guida nella definizione delle priorit\u00e0 strategiche, ma dalla quale avrebbe anche molto da guadagnare, vista la sua vulnerabilit\u00e0 sia in termini di competitivit\u00e0 dei prezzi che di eccessiva dipendenza dalle importazioni.<\/p>\n<p>Nel secondo semestre del 2014 l\u2019Italia sar\u00e0 chiamata ad assumere la presidenza del Consiglio dell\u2019Ue. Sulla scia del successo della Sen l\u2019esecutivo potrebbe porre l\u2019agenda energetica al centro del dibattito europeo. Si tratta di un\u2019iniziatica ambiziosa e non scontata. Ma, come noto, l\u2019integrazione europea ha compiuto i suoi passi pi\u00f9 significativi proprio nei momenti pi\u00f9 complessi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio europeo dello scorso 22 maggio ha riportato la questione energetica al centro del dibattito europeo. In precedenza, il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande, da sempre sensibile al tema della transizione energetica, aveva lanciato l\u2019ambiziosa proposta di una comunit\u00e0 europea dell\u2019energia incentrata sullo sviluppo delle rinnovabili. Nonostante i proclami e le buone intenzioni, le reali [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[86,96,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23310"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23310"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23310\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62135,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23310\/revisions\/62135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}