{"id":23380,"date":"2013-06-11T00:00:00","date_gmt":"2013-06-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lenigma-cinese-di-obama\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:30","slug":"lenigma-cinese-di-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/06\/lenigma-cinese-di-obama\/","title":{"rendered":"L\u2019enigma cinese di Obama"},"content":{"rendered":"<p>Secondo il presidente cinese Xi Jinping, il suo vertice a Sunnylands, in California, con il presidente Usa Barack Obama, \u00e8 avvenuto ad un \u201cmomento critico\u201d dei rapporti bilaterali tra le due potenze e sarebbe dovuto servire per instaurare un \u201crapporto di nuovo tipo\u201d. <\/p>\n<p>Ore di colloqui non hanno per\u00f2 prodotto risultati pubblici di un qualche rilievo, n\u00e9 le dichiarazioni alla stampa hanno dato prova di maggiore duttilit\u00e0 o di una qualche bozza di accordo. Vedremo quindi solo nei prossimi mesi, sul campo, se qualcosa \u00e8 realmente cambiato.<\/p>\n<p>L\u2019unico messaggio evidente \u00e8 stato uno show di ottimismo da parte di Obama (che peraltro ne ha grande bisogno perch\u00e9 \u00e8 oggi fortemente contestato al suo interno) e il sorriso soddisfatto di Xi, che ha dato l\u2019impressione di essere molto sicuro di s\u00e9. Resta per\u00f2 poco chiaro quale sar\u00e0 l\u2019indirizzo futuro della Cina.<\/p>\n<p><b>Nuova influenza<\/b><br \/>Sono passati i tempi in cui Deng Xiaoping, parlando nel 1974 all\u2019Assemblea delle Nazioni Unite, affermava che \u201cla Cina non \u00e8 una superpotenza, n\u00e9 cercher\u00e0 di diventarlo. Se un giorno la Cina dovesse mutare colore e tramutarsi in superpotenza, se anch\u2019essa dovesse esercitare il ruolo di tiranno nel mondo, e assoggettare altri ovunque a tracotanti azioni di aggressione e sfruttamento, i popoli del mondo dovrebbero identificarla come social-imperialista e opporsi ad essa e unirsi al popolo cinese per rovesciarla\u201d. Da allora la Cina ha propugnato la dottrina dello \u201csviluppo pacifico\u201d, che non minaccia i vicini e aiuta il mondo nel suo insieme.<\/p>\n<p>Ma la situazione \u00e8 oggi differente. La Cina non \u00e8 esplicitamente aggressiva, ma \u00e8 certamente molto pi\u00f9 assertiva sia per quel che riguarda i suoi diritti e le sue ambizioni. La Cina di Mao, che aveva fatto il grande accordo con Nixon e Kissinger, era una potenza appena emergente, preoccupata di un suo possibile accerchiamento da parte degli Stati Uniti (specie se Washington si fosse accordata con Mosca), e quindi ansiosa di concludere un accordo realpolitico con gli americani. <\/p>\n<p>Gli Usa, d\u2019altra parte, erano abbastanza sicuri che la relativa debolezza cinese non avrebbe offerto a Pechino l\u2019immediata possibilit\u00e0 di dominare lo spazio strategico asiatico. Si trattava, allora, di una potenza interessata soprattutto a mantenere intatta la sua sovranit\u00e0 e la sua unit\u00e0 territoriale, mentre gli Usa rimanevano la potenza determinante degli equilibri nell\u2019Asia-Pacifico.<\/p>\n<p>Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. La Cina sta allargando la sua sfera di influenza politica e strategica, in Asia come in Africa. \u00c8 attiva in Afghanistan, \u00e8 alleata di fatto con il Pakistan, fa affari con l\u2019Iran e con l\u2019Iraq sciita, si oppone ad Europa e Stati Uniti in Siria, eccetera. Soprattutto essa preme per una revisione degli equilibri marittimi, rivendicando territori e spazi di mare aperto con un linguaggio spesso tracotante. <\/p>\n<p>Basti pensare che essa definisce l\u2019area del Mar cinese meridionale, dove \u00e8 in immediato e diretto contrasto con il Vietnam, le Filippine, l\u2019Indonesia e la Malesia, usando gli stessi termini che a suo tempo aveva utilizzato per giustificare l\u2019annessione del Tibet. Inevitabilmente questo sta risvegliando le preoccupazioni dei suoi vicini e ne alimenta le correnti pi\u00f9 nazionaliste e, in qualche caso, militariste.<\/p>\n<p><b>Punti d\u2019incontro<\/b><br \/>Certo, Pechino condivide con Washington una certa preoccupazione nei confronti della Corea del Nord, che vorrebbe vedere disarmata nuclearmente (se non altro per non accrescere i suoi contrasti con la Corea del Sud e il Giappone), ma sa anche bene di essere, in questo caso, la vera potenza indispensabile e vuole quindi giocare con prudenza le sue carte, in un\u2019ottica non necessariamente analoga a quella americana.<\/p>\n<p>Essa teme, e non potrebbe essere altrimenti, una eventuale risposta militare, ma non sino al punto di rinunciare al suo massiccio hackeraggio cibernetico (in parte economico e in parte militare) n\u00e9 di accettare passivamente la supremazia navale americana nell\u2019area di suo interesse strategico. Vuole buoni rapporti con gli altri paesi asiatici, ma senza rinunciare alla sua supposta o reale preminenza gerarchica nei loro confronti.<\/p>\n<p>In altri termini, la Cina \u00e8 una potenza nazionalista prudente, in espansione, anche se sembra intenzionata ad evitare il confronto militare diretto (inclusa la questione di Taiwan).<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 comprensibile, ma non del tutto accettabile. Quando noi pensiamo ad un rapporto nuovo tra le grandi potenze, pensiamo anche alla distensione che ci fu tra Usa e Urss, ad accordi dettagliati per accrescere la fiducia reciproca, evitare incidenti e aumentare la piena comprensione delle mosse dell\u2019interlocutore, e soprattutto ad un atteggiamento di larga collaborazione tra le parti.  \u00c8 forse questo che Xi ha offerto ad Obama? Se restiamo alle dichiarazioni fatte e a quanto \u00e8 sinora filtrato all\u2019esterno dei colloqui, non sembra, o almeno non ancora in una forma esplicita e verificabile. <\/p>\n<p>Siamo solo all\u2019inizio di un processo di conoscenza reciproca, ed \u00e8 quindi forse ingeneroso attendersi risultati importanti a breve scadenza. Tuttavia sarebbe prematuro oggi affermare che abbiamo assistito ad una svolta significativa. La Cina \u00e8 ancora un enigma che attende la sua soluzione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo il presidente cinese Xi Jinping, il suo vertice a Sunnylands, in California, con il presidente Usa Barack Obama, \u00e8 avvenuto ad un \u201cmomento critico\u201d dei rapporti bilaterali tra le due potenze e sarebbe dovuto servire per instaurare un \u201crapporto di nuovo tipo\u201d. 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