{"id":23450,"date":"2013-06-18T00:00:00","date_gmt":"2013-06-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-due-anime-della-turchia\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:28","slug":"le-due-anime-della-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/06\/le-due-anime-della-turchia\/","title":{"rendered":"Le due anime della Turchia"},"content":{"rendered":"<p>Mentre nel cuore di Istanbul proseguono gli scontri tra manifestanti e forze dell\u2019ordine, dal quartiere periferico di Kazl?\u00e7e?me il primo ministro Recep Tayyip Erdo?an torna domenica 16 giugno ad infiammare le piazze.<\/p>\n<p>Con una manifestazione preparata da giorni, il premier turco mostra il volto dell&#8217; &#8220;altra Turchia&#8221;, finora lontana dalle piazze, ma che l&#8217;ha sostenuto per oltre un decennio, con una percentuale di consensi sempre maggiore.<\/p>\n<p>Con l\u2019<i>escalation <\/i>degli ultimi giorni sembra si sia definitivamente aperto il vaso di Pandora dei conflitti latenti nella societ\u00e0 turca.<\/p>\n<p><b>L\u2019altra Turchia<\/b><br \/>\nAlle immagini delle violenze a Taksim, Istiklal e Gezi Park, Erdo?an oppone un nuovo scenario. Un palco allestito sul mare, a sinistra la bandiera turca &#8211; a destra, una sua gigantografia. Al centro decine di migliaia di manifestanti, centinaia di bandiere e &#8211; a met\u00e0 discorso &#8211; un grande telo con l&#8217;immagine del premier ricopre la piazza.<\/p>\n<p>Abbandonati i toni conciliatori dell&#8217;amico-rivale G\u00fcl, il presidente della Repubblica, il premier si rivolge a quanti hanno criticato l&#8217;operato del governo dall&#8217;inizio degli scontri. La prima accusa va ai <i>social media<\/i>, colpevoli di aver fomentato le tensioni giorno per giorno, a colpi di <i>tweet<\/i>. La seconda al Parlamento europeo, la cui risoluzione \u00e8 una grave ingerenza verso un paese che non \u00e8 membro dell&#8217;Unione. La terza, infine, alla stampa internazionale, cieca di fronte ai massacri in Palestina, disinteressata alla Siria ma attenta &#8211; minuto per minuto &#8211; agli scontri di Taksim.<\/p>\n<p>La vera Turchia non \u00e8 nelle piazze, sostiene il premier, &#8220;una primavera qui c&#8217;\u00e8 stata, ma il 12 novembre 2002&#8221;, giorno della prima vittoria elettorale del suo partito, Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp). La favola della democrazia turca, faro guida per il Medio Oriente, perde definitivamente la maschera. Si scopre un paese profondamente spaccato: da un lato il (Akp) e i suoi sostenitori; dall&#8217;altro un movimento eterogeneo di curdi e nazionalisti, laici, liberali e alevi, portatori di istanze diverse, ma uniti nell&#8217;opposizione allo stile di governo di un leader sempre pi\u00f9 autoritario.<\/p>\n<p><b>Unit\u00e0 apparente<\/b><br \/>\nL&#8217;estensione delle proteste sul territorio e nel tempo ha colto impreparato il monolitico Akp, lasciandone intravedere le prime crepe. All&#8217;arroganza dialettica e al pugno fermo di Erdo?an si sono contrapposti toni conciliatori del presidente G\u00fcl, del vice primo ministro Arinc e del sindaco di Istanbul Topbas.<\/p>\n<p>Il fallimento della politica del braccio di ferro tra polizia e manifestanti aveva portato ad una prima apertura, la proposta di un referendum sulle sorti del parco. La piattaforma associativa di piazza Taksim, che riunisce circa un&#8217;ottantina di organizzazioni non governative, aveva rifiutato la possibilit\u00e0 di un referendum-plebiscito riparatore appellandosi alla sentenza del tribunale che si era gi\u00e0 espresso contro la distruzione del parco Gezi.<\/p>\n<p>Di fronte alla chiusura, Erdo?an ha pi\u00f9 volte espresso al ministro degli interni la volont\u00e0 di &#8220;chiudere la faccenda in 24 ore&#8221;. Sgomberata Taksim con il massiccio uso dei Toma, i panzer turchi, la rivolta ha preso vigore strada per strada, in altri quartieri. Pur alternando dialogo e pugno di ferro, n\u00e9 l&#8217;anima dialogante di G\u00fcl n\u00e9 il pungo duro di Erdo?an sembrano trovarvi soluzione.<\/p>\n<p><b>Intreccio esplosivo<\/b><br \/>\nMentre il pendolo dell&#8217;Akp oscilla indeciso, Erdo?an sembra aver perso le sue due sfide principali: il processo di pacificazione turco-curdo e il progetto di riforma costituzionale in senso presidenziale.<\/p>\n<p>L&#8217;appoggio dei deputati curdi, essenziale per rivedere la carta, non \u00e8 pi\u00f9 certo &#8211; lo confermano dichiarazioni di esponenti come Sirri Sureya Onder, rimasto gravemente ferito nelle manifestazioni.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altro \u00e8 il premier stesso a fomentare la minoranza curda, rilasciando dichiarazioni sferzanti in cui accusa l&#8217;opposizione di &#8220;apporre la bandiera turca a quella di un terrorista&#8221;, facendo riferimento al leader curdo Abdullah \u00d6calan.<\/p>\n<p>La Turchia \u00e8 stretta in una morsa esplosiva tra l&#8217;incalzante minaccia siriana &#8211; evidente dalle bombe a Reyhanli dello scorso maggio &#8211; gravi spaccature interne e, infine, le aspre critiche occidentali. L&#8217;unico modo per districarsi \u00e8 allentare l&#8217;approccio autoritario e aprire ad un dialogo organico con la popolazione. Sorprendentemente, tuttavia, con il discorso di Kazlicesme il premier sembra imboccare la strada diametralmente opposta.<\/p>\n<p><b>Tallone d&#8217;Achille <\/b><br \/>\nLe critiche del governo alla risoluzione del Parlamento europeo contro le violenze di Gezi Parki \u00e8 solo la punta dell&#8217;iceberg di ferite trascurate per troppo tempo. L&#8217;impotenza di Bruxelles rivela il tallone d&#8217;Achille delle relazioni turco-europee: la mancanza di credibilit\u00e0 del processo di adesione.<\/p>\n<p>Una Turchia disillusa dalle ipocrisie e dalle false promesse dell&#8217;Unione non \u00e8 pi\u00f9 disposta ad accettare ingerenze nei suoi affari interni.<\/p>\n<p>Anzich\u00e9 chiudere le porte della propria fortezza, all&#8217;Europa spetta &#8211; oggi, pi\u00f9 che mai &#8211; di raddoppiare l&#8217;offerta alla Turchia, dando nuovo impulso al negoziato d\u2019adesione aperto nel 2005. Aprire i capitoli negoziali 23 e 24, rispettivamente su sistema giudiziario ed i diritti umani, potrebbe contribuire a risanare la pericolosa frattura tra le due anime del paese, ricollocando la Turchia sulla carreggiata della democratizzazione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre nel cuore di Istanbul proseguono gli scontri tra manifestanti e forze dell\u2019ordine, dal quartiere periferico di Kazl?\u00e7e?me il primo ministro Recep Tayyip Erdo?an torna domenica 16 giugno ad infiammare le piazze. 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