{"id":23460,"date":"2013-06-19T00:00:00","date_gmt":"2013-06-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/londa-lunga-degli-euroscettici\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:28","slug":"londa-lunga-degli-euroscettici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/06\/londa-lunga-degli-euroscettici\/","title":{"rendered":"L\u2019onda lunga degli euroscettici"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019euroscetticismo \u00e8 un fenomeno relativamente recente che sta trovando un terreno di coltura fertile per espandersi e raggiungere ampie fasce della societ\u00e0. Come concetto fu proposto da Paul Taggart dell\u2019Universit\u00e0 del Sussex nel 1998 per identificare la linea di divisione (<i>cleavage<\/i>) presente in tutti i partiti europei tra il supporto e l\u2019opposizione nei confronti dell\u2019integrazione europea. <\/p>\n<p>La storia del termine \u00e8 in realt\u00e0 riconducibile all\u2019inizio dell\u2019integrazione europea: secondo un <a href= \" http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1111\/j.1468-5965.2012.02306.x\/abstract\" target= \"blank\"><b><u>articolo<\/u><\/b><\/a> pubblicato sul prestigioso <i>Journal of Common Market Studies<\/i>, si pu\u00f2 suddividere la storia dell\u2019euroscetticismo in tre fasi: la prima, dall\u2019inizio dell\u2019integrazione in Europa fino alla fine degli anni\u201980, termina con la fine della Guerra Fredda e la \u201crivincita\u201d dell\u2019Unione europea con il Trattato di Maastricht, che d\u00e0 invece inizio alla seconda fase. La terza inizia con il dibattito attorno al Trattato di Lisbona nel 2009, ed \u00e8 la pi\u00f9 breve, ma forse anche la pi\u00f9 ricca di implicazioni sull\u2019opinione pubblica europea. <\/p>\n<p><b>Trasversalit\u00e0<\/b><br \/>All\u2019inizio l\u2019euroscetticismo si basava su linee di divisione nazionali ed era sostanzialmente guidato da <i>\u00e9lites <\/i>politiche, con scarso interesse popolare. La \u201cmassificazione\u201d del fenomeno \u00e8 intervenuta con Maastricht, non appena si \u00e8 cominciato a toccare con mano il deficit democratico che inficiava le decisioni nelle istituzioni europee. <\/p>\n<p>L\u2019ultima fase, quella attuale, \u00e8 rappresentata dalla ramificazione del fenomeno non soltanto nella popolazione attraverso le proteste di massa, ma anche da una resilienza verso l\u2019Europa manifestata in alcune classi politiche nazionali. I due tratti distintivi dei primi decenni di integrazione, quindi, si sono fusi nello stesso fenomeno. <\/p>\n<p>Per lungo tempo (almeno negli ultimi dieci anni) l\u2019euroscetticismo \u00e8 stato trattato come una variabile dipendente: all\u2019aumento della sfiducia nei confronti dell\u2019Europa (misurato periodicamente dall\u2019Eurobarometro della Commissione europea e saltuariamente nelle consultazioni referendarie sui Trattati, come quelle in Francia e Olanda del 2005) corrispondeva un aumento dell\u2019euroscetticismo nel continente. <\/p>\n<p>Oggi il fenomeno si \u00e8 approfondito. Gli sviluppi sono quelli pi\u00f9 recenti, dalla disaffezione verso il Parlamento europeo (solo il 43,24% degli aventi diritto ha votato alle ultime elezioni del 2009 e le intenzioni di voto per quelle del 2014 non sono pi\u00f9 incoraggianti) alle manifestazioni di piazza, a partire dalla mobilitazione del 15 ottobre 2011. <\/p>\n<p>Secondo l\u2019ultima rilevazione, la sfiducia nell\u2019Europa come istituzione in Germania, Regno Unito e Spagna era pari rispettivamente al 59%, 69%, 72%. Due caratteristiche del \u201cnuovo euroscetticismo\u201d sono rilevanti per una riflessione pi\u00f9 approfondita. <\/p>\n<p>Da un lato, la sua natura interpartitica, ovvero la penetrazione ormai avvenuta in larghi settori della scena partitica europea. Il <i>cleavage <\/i>anzidetto sembra quindi essere stato superato in favore di una pi\u00f9 capillare distribuzione socio-politica. <\/p>\n<p>Alcuni recenti studi provenienti dall\u2019intero spazio politico (uno dello <a href= \"http:\/\/ecfr.eu\/page\/-\/ECFR79_EUROSCEPTICISM_BRIEF_AW.pdf\" target= \"blank\"><b><u>European Council of Foreign Relations<\/u><\/b><\/a>, uno del think tank progressista <a href= \"http:\/\/www.policy-network.net\/pno_detail.aspx?ID=4202&#038;title=Populist+Euroscepticism+and+British+politics\" target= \"blank\"><b><u> Policy Network<\/u><\/b><\/a> ed uno del centro di ricerca popolare paneuropeo <a href= \"http:\/\/thinkingeurope.eu\/sites\/default\/files\/publication-files\/a_thorn_in_the_side.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Thinking Europe<\/u><\/b><\/a>) sottolineano come l\u2019euroscetticismo sia diventato un tema da tenere in stretta considerazione per i decisori pubblici europei, data la sua presenza trasversale tra i partiti. <\/p>\n<p>Il fattore tempo in questo caso \u00e8 interessante: negli anni\u201980, i socialisti spagnoli, ad esempio, erano contrari all\u2019integrazione, salvo poi ricredersi per rientrare nella pi\u00f9 ampia famiglia del socialismo europeo successivamente. Il <i>Front National<\/i> francese, dall\u2019altra parte, era politicamente tiepido ma culturalmente a favore di una maggiore integrazione negli anni \u201980, spostandosi poi su una critica feroce negli anni successivi. <\/p>\n<p><b>Non solo crisi<\/b><br \/>Secondariamente, la critica alle istituzioni rimane fortemente influenzata dalla crisi economica, anche se in un modo ambivalente. Ad esempio, in un altro <a href= \"http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1111\/j.1468-5965.2012.02299.x\/abstract\" target= \"blank\"><b><u> articolo<\/u><\/b><\/a> apparso sempre sul <i>Journal of Common Market Studies <\/i>nel 2012 si pu\u00f2 leggere uno studio effettuato incrociando dati dell\u2019Eurobarometro, di <i>Transparency International <\/i>ed Eurostat: la conclusione a cui giungono gli autori \u00e8 che il potere esplicativo della variabile economica \u00e8 inferiore a quanto comunemente si pu\u00f2 pensare. <\/p>\n<p>Anzi, sempre secondo questo studio le due variabili principali in grado di spiegare la crescita dell\u2019euroscetticismo in Europa rimangono le identit\u00e0 nazionali e le istituzioni politiche, la cui rilevanza \u00e8 in costante crescita dal 1992. <\/p>\n<p>In particolare, la questione dell\u2019identit\u00e0 nazionale vista come esclusiva ha una correlazione diretta con la crescita dell\u2019Euroscetticismo per tutto il periodo 2007-2010. La fiducia nelle istituzioni nazionali ha invece debole potere esplicativo, mentre \u00e8 alto quello della fiducia nelle istituzioni europee. Insomma, pare proprio che l\u2019<i>austerity <\/i>spaventi il popolo europeo meno di quanto sembri. <\/p>\n<p>Resta comunque l\u2019indubbia influenza della crisi dei debiti sovrani sulla percezione dell\u2019Unione. Soprattutto con l\u2019interventismo della Commissione europea degli ultimi due anni le opinioni sono molto cambiate, ma \u00e8 ancora presto per trovare dati empirici da verificare.<\/p>\n<p>Infine, un caso particolare per la diffusione dell\u2019euroscetticismo montante \u00e8 l\u2019Inghilterra. Qui durante l\u2019ultimo anno e a partire dalle ultime elezioni europee, si \u00e8 assistito ad una crescita esponenziale dello <i>United Kingdom Independence Party <\/i>(UKIP), partito euroscettico che al momento siede al Parlamento europeo nel gruppo \u201cEuropa della Libert\u00e0 e della Democrazia\u201d. Dato nei sondaggi al terzo posto e in grado di insidiare il Partito conservatore, l\u2019impatto pi\u00f9 forte avuto finora \u00e8 stato quello \u201cideologico\u201d sul Partito conservatore stesso. <\/p>\n<p>La promessa di indire un referendum nel 2017 sulla permanenza nell\u2019Ue ed il referendum in Scozia del 2014 (anche se non influenzato dall\u2019UKIP) sono due elementi di debolezza mostrati dal primo partito della Coalizione di governo nel Regno Unito. <\/p>\n<p>Il rischio, corroborato anche da una stampa non benevola verso l\u2019Unione che annovera tra le sue fila lo storico <i>Times<\/i>, il <i>Daily Mail<\/i>, il <i>Daily Telegraph <\/i>e il tabloid <i>Sun<\/i>, \u00e8 che una critica radicale anti-europea vittoriosa nel 2014 possa riuscire a rendere ancora pi\u00f9 instabile il quadro politico del 2015, anno delle prossime elezioni politiche nel Regno Unito. Gli effetti di un\u2019ondata di euroscetticismo vincente alle prossime elezioni europee sarebbero difficili da prevedere, almeno nell\u2019Europa occidentale. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019euroscetticismo \u00e8 un fenomeno relativamente recente che sta trovando un terreno di coltura fertile per espandersi e raggiungere ampie fasce della societ\u00e0. 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