{"id":23490,"date":"2013-06-20T00:00:00","date_gmt":"2013-06-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/catalogna-a-un-passo-dallautodeterminazione\/"},"modified":"2017-11-03T15:27:27","modified_gmt":"2017-11-03T14:27:27","slug":"catalogna-a-un-passo-dallautodeterminazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/06\/catalogna-a-un-passo-dallautodeterminazione\/","title":{"rendered":"Catalogna a un passo dall\u2019autodeterminazione"},"content":{"rendered":"<p>Presto la Catalogna disporr\u00e0 di una propria legge per la celebrazione di consultazioni, senza carattere vincolante, su qualunque tema di competenza della <i>Generalitat<\/i>, secondo quanto prevede l\u2019articolo 122 dell\u2019<i>Estatut<\/i> catalano: lo ha deciso il <i>parlament <\/i>nei giorni scorsi, approvando la proposta avanzata dal governo di Converg\u00e8ncia i Uni\u00f3 (CiU), con 104 voti su 135.<\/p>\n<p>Favorevoli, dunque, tutte le formazioni politiche catalane che considerano irrinunciabile il diritto del popolo catalano a decidere del proprio futuro, compresi i socialisti (Psc). Per i due partiti di maggioranza, CiU e <i>Esquerra Republicana de Catalunya <\/i>(Erc), questa rappresenta una delle possibilit\u00e0 per realizzare, in Catalogna, la consultazione di autodeterminazione entro il 2014, anno in cui \u00e8 gi\u00e0 previsto il referendum in Scozia sull\u2019indipendenza dal Regno Unito.<\/p>\n<p><b>Fattori di crisi<\/b><br \/>\u00c8 questo l\u2019ultimo atto di una serie di iniziative del parlamento catalano, che erano nel programma del nuovo governo della <i>Generalitat<\/i>, sorto con le elezioni locali del novembre 2012.<\/p>\n<p>A fine gennaio, infatti, era stata gi\u00e0 approvata dal <i>parlament <\/i>una dichiarazione di sovranit\u00e0 sul diritto a decidere, presentata da CiU e Erc, recentemente sospesa dal <i>Tribunal Constitucional<\/i>. In quell\u2019occasione, i socialisti catalani avevano votato contro, pagando perci\u00f2 il prezzo di una frattura con l\u2019ala catalanista interna al partito.<\/p>\n<p>Appena un mese dopo, il fronte catalano del diritto a decidere era per\u00f2 tornato a ricomporsi, quando era stato chiamato il parlamento spagnolo a pronunciarsi su una mozione presentata da CiU, Erc e Iniciativa (Icv), per la celebrazione di una consultazione concordata tra governo della <i>Generalitat<\/i> e governo spagnolo: allora i socialisti catalani avevano votato a favore, smarcandosi dall\u2019orientamento contrario del partito socialista spagnolo (Psoe), rompendo cos\u00ec, per la prima volta, la disciplina di partito. La stessa mozione era dunque stata approvata dal parlamento catalano, su istanza dei socialisti del Psc.<\/p>\n<p>Fin qui il percorso intrapreso dalle istituzioni catalane verso la ridiscussione del patto di convivenza tra Catalogna e Spagna. Conflitto datato nei secoli, che ha vissuto momenti di scontro e fasi di armonia tra le due entit\u00e0 nazionali; esploso l\u201911 settembre del 2012 &#8211; giorno della <i>Diada de Catalunya <\/i>che si celebra in memoria della resa di Barcellona, nel 1714, al Borbone Filippo V di Spagna &#8211; con la grande manifestazione di popolo a Barcellona, per l\u2019indipendenza. Dove \u00e8 apparso chiaro che il sentimento indipendentista, fino a poco tempo prima minoritario nella societ\u00e0 catalana, stava assumendo dimensioni sociali importanti, e questo per alcune ragioni essenziali.<\/p>\n<p>La prima, determinata dalla sentenza del <i>Tribunal Constitucional <\/i>del 2010 che, indifferente alla ratifica per via referendaria del nuovo <i>Estatut<\/i> approvato nel 2006, ne contestava gli elementi pi\u00f9 innovativi.<\/p>\n<p>La seconda, opera della crisi economica che, da un lato, metteva in maggior evidenza lo squilibrio esistente tra il contributo della Catalogna alla solidariet\u00e0 intraterritoriale e il corrispettivo statale in termini di investimenti e finanziamento della spesa pubblica locale e, dall\u2019altro, caricava le Comunit\u00e0 autonome di parte dell\u2019aggiustamento finanziario dovuto dallo Stato centrale.<\/p>\n<p>Il tutto aggravato da un sentimento di disprezzo che spesso i catalani avvertono nei loro confronti da parte del resto della Spagna, come nel caso dell\u2019attacco alla lingua catalana.<\/p>\n<p> Il disegno di legge del governo spagnolo di riforma del sistema scolastico, voluto dal ministro Jos\u00e9 Ignacio Wert, ne \u00e8 un chiaro esempio. Perch\u00e9 non solo costituisce un <i>vulnus <\/i>alla scuola pubblica e alla laicit\u00e0 dell\u2019insegnamento, ma rappresenta anche la volont\u00e0 di smantellare il sistema vigente in Catalogna, basato sulla lingua catalana come veicolare, da tutta la comunit\u00e0 educativa considerato un successo nell\u2019integrazione sociale degli ultimi decenni.<\/p>\n<p><b>Opzioni diverse<\/b><br \/>Quale sar\u00e0 l\u2019esito della partita \u00e8 difficile a dirsi, le posizioni nel parlamento della Catalogna sono abbastanza rappresentative della pluralit\u00e0 di orientamenti presente nella societ\u00e0 catalana: le proposte vanno dalla creazione di uno Stato proprio, alla costruzione di un modello federale\/confederale, alla rivisitazione del modello autonomico nato con la Costituzione spagnola del 1978, alla riforma del sistema di finanziamento.<\/p>\n<p>La stragrande maggioranza dei partiti e della societ\u00e0 catalana ritiene comunque che vada fatto qualcosa, che l\u2019attuale modello di relazioni tra Catalogna e Spagna non sia pi\u00f9 sufficiente a rappresentare la singolarit\u00e0 della nazione catalana. Certamente un elemento importante verr\u00e0 giocato dalla presenza dell\u2019immigrazione in Catalogna, che rappresenta circa il 50% della popolazione residente e dal fatto che la Catalogna contribuisce per il 20% al Pil spagnolo.<\/p>\n<p>L\u2019importante, per\u00f2, \u00e8 che il processo aperto sia democratico, moderno, profondamente radicato in un ideale europeista. Ci\u00f2 che conta \u00e8 che il popolo catalano possa decidere del proprio destino, liberamente, democraticamente. E che si trovino le migliori condizioni per realizzare questo obiettivo.<\/p>\n<p>La legge Wert certo non aiuta un avvicinamento di posizioni tra governo catalano e governo spagnolo. La crisi economica, in questo caso, invece, pu\u00f2 giocare a favore, perch\u00e9 la <i>Generalitat <\/i>ha bisogno di una flessibilizzazione dell\u2019obiettivo di deficit assegnatole per ovviare ad ulteriori gravi manovre correttive e il governo spagnolo ha bisogno di normalizzare il pi\u00f9 possibile le relazioni con la Catalogna. Mentre i socialisti catalani sembrano aver reimboccato il sentiero del rientro in gioco nella mappa politica catalana.<\/p>\n<p>La situazione politica \u00e8 dunque in movimento e questo \u00e8 uno degli elementi interessanti del processo aperto in Catalogna verso l\u2019autodeterminazione. Ma il suo successo dipender\u00e0 anche dalla capacit\u00e0 di tenere insieme identit\u00e0 nazionale e progresso sociale.<\/p>\n<p>     .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presto la Catalogna disporr\u00e0 di una propria legge per la celebrazione di consultazioni, senza carattere vincolante, su qualunque tema di competenza della Generalitat, secondo quanto prevede l\u2019articolo 122 dell\u2019Estatut catalano: lo ha deciso il parlament nei giorni scorsi, approvando la proposta avanzata dal governo di Converg\u00e8ncia i Uni\u00f3 (CiU), con 104 voti su 135. 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