{"id":23560,"date":"2013-06-27T00:00:00","date_gmt":"2013-06-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-lungo-inverno-della-difesa-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:45","slug":"il-lungo-inverno-della-difesa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/06\/il-lungo-inverno-della-difesa-europea\/","title":{"rendered":"Il lungo inverno della difesa europea"},"content":{"rendered":"<p>In Europa e in Italia cresce il dibattito sulla difesa europea in vista del Consiglio dei capi di stato e di governo Ue che se ne occuper\u00e0 a dicembre 2013. Un documento Iai lancia alcune proposte ambiziose ma realizzabili per compiere passi avanti nell\u2019integrazione europea in questo campo: l\u2019alternativa oggi \u00e8 tra \u201cpi\u00f9 Europa\u201d nella difesa e la perdita della capacit\u00e0 nazionale \u2013 Italia e non solo \u2013 di poter sviluppare una vera politica di difesa.<\/p>\n<p><b>Costi della non-Europa della difesa<\/b><br \/>\u201cWinter is coming\u201d (l\u2019inverno sta arrivando) non \u00e8 solo l\u2019incipit della fortunata serie tv <i>Trono di Spade<\/i>, ma assume un duplice significato rispetto al dibattito sulla difesa europea. In primo luogo, il Consiglio europeo di dicembre non \u00e8 affatto lontano, tanto che i principali paesi da alcuni mesi stanno preparando le rispettive posizioni negoziali. L\u2019Italia non si \u00e8 fatta trovare impreparata, considerato che a marzo i ministeri di esteri e difesa hanno presentato ufficialmente il documento \u201c<a href= \"http:\/\/www.difesa.it\/Primo_Piano\/Documents\/2013\/More%20Europe%20final.pdf\" target= \"blank\"><b><u>More Europe<\/u><\/b><\/a>\u201d, elaborato e testato informalmente con i partner europei gi\u00e0 nel corso del 2012.<\/p>\n<p>A maggio poi il progetto <i>European Global Strategy <\/i>avviato su indicazione dei ministri degli esteri di Italia, Polonia, Spagna e Svezia ha consegnato un rapporto che individua alcune linee guida per l\u2019azione esterna dell\u2019Ue. Allo stesso tempo, va notato l\u2019attivismo delle istituzioni europee, con studi, documenti e prese di posizione in via di elaborazione \u2013 o gi\u00e0 adottati \u2013 da parte di Commissione, Parlamento, ed Agenzia europea di difesa (<i>European Defence Agency<\/i> &#8211; Eda).<\/p>\n<p>In un altro senso, ben pi\u00f9 drastico, l\u2019inverno sta arrivando per le forze armate duramente colpite dai tagli ai bilanci della difesa effettuati negli ultimi anni dai maggiori paesi Ue \u2013 incluse Francia e Gran Bretagna. L\u2019effetto di questi tagli, non coordinati a livello continentale, non \u00e8 stato immediatamente visibile, ma si sta manifestando in modo sempre pi\u00f9 evidente destando forti preoccupazioni in ambito sia Nato che Eda.<\/p>\n<p>Il rischio pi\u00f9 che concreto \u00e8 infatti che l\u2019Europa nel suo complesso perda determinate capacit\u00e0 militari tagliate contemporaneamente da tutti i (pochi) paesi che le possedevano, e non sia in grado di compiere nemmeno operazioni su scala ridotta come quelle in Mali e Libia. Poich\u00e9 \u00e8 altamente improbabile che i bilanci europei della difesa tornino a salire nei prossimi anni, quello che si preannuncia per lo strumento militare \u00e8 un vero e proprio inverno: un lungo periodo in cui bisogner\u00e0 tirare la cinghia con le (poche) risorse a disposizione e operare con le capacit\u00e0 rese disponibili dai precedenti investimenti.<\/p>\n<p>La domanda a questo punto \u00e8 la seguente: pu\u00f2 l\u2019efficacia delle forze armate europee superare questo inverno? No, se le risorse e le capacit\u00e0 a disposizione continuano ad essere usate in modo inefficiente con le attuali duplicazioni a livello nazionale. La non-Europa della difesa ha un costo economico e strategico, come spiegato da un recente<a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/CSF-IAI_nonEuropadifesa_aprile2013.pdf\" target= \"blank\"><b><u> documento<\/u><\/b><\/a> elaborato congiuntamente da Centro Studi sul Federalismo e Iai.<\/p>\n<p><b>Dilemma amletico<\/b><br \/>\tPartendo dalla consapevolezza che sono esaurite le risorse per finanziare l\u2019inefficiente status quo, l\u2019Italia e tutti i paesi dell\u2019Unione sono a un bivio: o fare finta di niente e ritrovarsi con un mero simulacro di sovranit\u00e0 nazionale su una politica di difesa inefficace; oppure condividere tale sovranit\u00e0 a livello europeo per garantire una certa influenza nazionale su una politica di difesa che, per essere efficace, non pu\u00f2 che essere europea.<\/p>\n<p>Puntando sulla seconda alternativa, lo IAI ha presentato un documento propositivo a margine del convegno svoltosi il 27 giugno al Centro Alti Studi per la Difesa \u2013 convegno cui hanno partecipato tra gli altri il Vice Ministro degli Esteri Dass\u00f9, il Sottosegretario alla Difesa Pinotti, i Presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa del Senato Cicchitto e Latorre.  Il documento IAI <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/content.asp?langid=1&#038;contentid=943\" target= \"blank\"><b><u> More Europe on Defence or No Europe<\/u><\/b><\/a> elabora una serie di proposte concrete su quattro elementi del puzzle irrisolto della difesa europea: militare, istituzionale, scientifico-tecnologico, industriale. Proposte che includono tra l\u2019altro la piena attuazione dell\u2019approccio <i>pooling and sharing<\/i>, l\u2019avvio della cooperazione strutturata permanente tra i Paesi europei che sono favorevoli, la definizione di una <i>road-map<\/i> europea per le tecnologie duali, l\u2019avvio di programmi europei di <i>procurement<\/i> co-finanziati dall\u2019Ue.<\/p>\n<p>I quattro vanno considerati sia singolarmente sia come parte di un quadro d\u2019insieme. Singolarmente, sono necessari e possibili passi avanti attraverso misure <i>ad hoc<\/i>, considerando le specificit\u00e0 di ogni elemento, misure che sebbene abbiano spesso carattere tecnico sono in ultima analisi politiche. Il quadro di insieme \u00e8 maggiormente e strutturalmente politico, poich\u00e9 basato sulla scelta politica, da parte del decisore politico, del futuro da dare alla politica di difesa nazionale ed europea.<\/p>\n<p>Di certo altre iniziative sono possibili rispetto a quelle indicate dal documento IAI: l\u2019importante \u00e8 non sprecare l\u2019occasione del prossimo Consiglio di dicembre, ed arrivare come Italia a quel tavolo ben preparati. L\u2019apertura di un tavolo di lavoro al riguardo tra Ministero degli Esteri e Ministero della Difesa, e l\u2019avvio di una indagine conoscitiva sulla difesa europea da parte delle Commissioni Difesa, Esteri e Politiche Comunitarie del Senato \u2013 iniziative annunciate nel corso del convegno \u2013 sono un segnale positivo in tal senso.<\/p>\n<p>Senza un salto di qualit\u00e0 da parte dei paesi europei e decisioni reali e concrete prese dal Consiglio di dicembre, per la difesa europea sar\u00e0 difficile passare l\u2019inverno.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Europa e in Italia cresce il dibattito sulla difesa europea in vista del Consiglio dei capi di stato e di governo Ue che se ne occuper\u00e0 a dicembre 2013. 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