{"id":23570,"date":"2013-06-28T00:00:00","date_gmt":"2013-06-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-gas-del-mar-caspio-arriva-in-italia\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:44","slug":"il-gas-del-mar-caspio-arriva-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/06\/il-gas-del-mar-caspio-arriva-in-italia\/","title":{"rendered":"Il gas del Mar Caspio arriva in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Voci sempre pi\u00f9 insistenti da Baku, in Azerbaigian, indicano che il consorzio di Shah Deniz II ha scelto la rotta meridionale come percorso per trasportare il gas del Mar Caspio in Europa. Attraverso la <i>Trans-Adriatic Pipeline<\/i> (Tap), quindi, le risorse dell&#8217;Azerbaijan arriveranno in Italia, contribuendo in modo significativo ad ampliare le fonti di approvvigionamento del nostro paese e a rafforzarne la sicurezza energetica.<\/p>\n<p>Il gas azero potr\u00e0 modificare la posizione dell\u2019Italia nel mercato energetico europeo, trasformandola potenzialmente in quell\u2019hub del gas naturale che la stessa Strategia energetica nazionale (Sen) identifica come un obiettivo primario del paese.<\/p>\n<p><b>Diversificazione<\/b><br \/>A partire dal 2019 il giacimento di Shah Deniz II &#8211; operato dalla britannica BP e dalla norvegese Statoil &#8211; fornir\u00e0 al mercato italiano 10 miliardi di metri cubi (Bcm) di gas naturale trasportati attraverso Grecia e Albania dal gasdotto Tap. Il gas azero andr\u00e0 ad aggiungersi ai volumi provenienti dagli storici partner energetici dell\u2019Italia, Algeria, Russia e Libia, ai quali negli ultimi anni &#8211; grazie all\u2019espansione del mercato Lng  (Liquefied natural gas) &#8211; si \u00e8 aggiunto il Qatar.<\/p>\n<p>L\u2019accesso diretto ai giacimenti del Mar Caspio rappresenta un risultato strategico per l\u2019Italia, frutto soprattutto dalla bont\u00e0 tecnica ed economico-commerciale della proposta avanzata da Tap al consorzio Shah Deniz e al governo azero, ma anche risultato delle iniziative del governo italiano che &#8211; cambiando in corsa la propria posizione nei confronti del Corridoio Sud &#8211; ha posto la tutela dell\u2019interesse energetico nazionale come obiettivo primario della sua azione.<\/p>\n<p>In prospettiva, l\u2019iniziale successo potrebbe avere effetti di pi\u00f9 ampia portata. La scelta di Tap, contribuisce infatti a consolidare la posizione italiana nei mercati energetici del mar Caspio anche in vista dei futuri volumi di gas estratti dai giacimenti azeri di Absheron e Umid e &#8211; nel lungo periodo &#8211; dell\u2019ingresso sul mercato del gas turkmeno. Il gasdotto guidato da Statoil, infatti, ha una struttura flessibile, e con l\u2019aggiunta di stazioni di compressione lungo il suo percorso potr\u00e0 incrementare la sua capacit\u00e0 di trasporto fino ad un massimo di 20 Billion cubic meters (Bcm) annui.<\/p>\n<p><b>Transito o hub?<\/b><br \/>Il gas azero, oltre a rafforzare significativamente la politica di diversificazione degli approvvigionamenti energetici storicamente perseguita dall\u2019Italia, rappresenta un fattore fondamentale per permettere al paese di diventare un <i>hub <\/i>di riferimento per il mercato del gas dell\u2019Europa meridionale. Tale obiettivo, identificato come una delle sette priorit\u00e0 d\u2019azione da parte della Sen adottata a marzo dal governo Monti, si inquadra bene rispetto al traguardo fissato in ambito europeo per la realizzazione del mercato unico del gas entro il 2014.<\/p>\n<p>\u00c8 tuttavia fondamentale chiarire quale sia, nella realt\u00e0, la differenza tra un hub del gas ed un semplice paese di transito attraverso il cui territorio vengono trasportati volumi di gas destinati ad altri mercati europei. L\u2019<i>hub <\/i>del gas, per poter svolgere il suo ruolo, deve dotarsi di una serie di infrastrutture ridondanti e di meccanismi di scambio efficienti, che gli permettano di diventare un riferimento &#8211; in termini di capacit\u00e0, trasporto e prezzi &#8211; per chiunque abbia la necessit\u00e0 di vendere ed acquistare determinati quantitativi di gas naturale.<\/p>\n<p>Con la diminuzione del ruolo dei contratti <i>take or pay <\/i>(a lungo termine) in Europa, e la correlata espansione delle contrattazioni sui mercati spot, la capacit\u00e0 italiana di proporsi come punto di riferimento per il <i>trading <\/i>fisico e virtuale in ambito europeo, non soltanto potr\u00e0 contribuire a migliorare la concorrenza interna e a ridurre i prezzi del gas per i consumatori italiani, ma sar\u00e0 anche in grado di generare margini di profitto per <i>shipper <\/i>e intermediari.<\/p>\n<p><b>Mosse necessarie<\/b><br \/>Trasformare un paese fortemente dipendente dalle importazioni in un <i>hub <\/i>del gas di riferimento per l\u2019Europa richiede, ovviamente, l\u2019attuazione di una serie di misure e interventi mirati. L\u2019iniziativa, in questo senso, spetta innanzitutto al decisore politico nazionale, che sar\u00e0 tuttavia chiamato a lavorare in forte sinergia e con il supporto degli operatori energetici attivi (o desiderosi di entrare) in Italia.<\/p>\n<p>La trasformazione del paese in <i>hub <\/i>del gas richiede, innanzitutto, infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio di gas che siano ridondanti e altamente interconnesse, tanto in territorio nazionale quanto verso l\u2019estero. A ci\u00f2, si aggiunge la necessit\u00e0 di rafforzare la capacit\u00e0 in contro-flusso (<i>reverse flow<\/i>) della rete di trasporto italiana verso i mercati nord europei, e la capacit\u00e0 di recezione per le forniture di Lng, anche in vista di potenziali approvvigionamenti provenienti dal mercato americano.<\/p>\n<p>Durante il suo breve mandato il governo Monti &#8211; a partire dalla separazione di Snam da Eni, fino ad arrivare ai due decreti ministeriali dello scorso febbraio sull\u2019assegnazione delle capacit\u00e0 di stoccaggio di modulazione e quelle associate ai servizi di rigassificazione &#8211; ha lavorato intensamente in questo senso, con l\u2019obiettivo finale  di rafforzare il processo di liberalizzazione del settore del gas italiano e di integrare completamente quest\u2019ultimo nel mercato europeo.<\/p>\n<p>Il futuro dell\u2019Italia come punto di riferimento per il mercato europeo del gas sar\u00e0 pertanto determinato dai risultati delle iniziative avviate dal precedente governo, e da come &#8211; sulla scia di quest\u2019ultime &#8211; il nuovo esecutivo operer\u00e0 per garantire quel <i>level playing field <\/i>necessario a promuovere la competizione tra i diversi operatori energetici e al completo dispiegamento dei meccanismi di mercato.<\/p>\n<p>In questo contesto l\u2019impulso europeo &#8211; con le normative introdotte dalla Dg Energia e il ruolo di coordinamento e controllo affidato all\u2019Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell\u2019energia (Acer) &#8211; sar\u00e0 ancora una volta fondamentale per permettere all\u2019Italia di raggiungere il suo obiettivo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voci sempre pi\u00f9 insistenti da Baku, in Azerbaigian, indicano che il consorzio di Shah Deniz II ha scelto la rotta meridionale come percorso per trasportare il gas del Mar Caspio in Europa. 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