{"id":23590,"date":"2013-07-01T00:00:00","date_gmt":"2013-06-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lattivismo-giudiziario-della-corte-costituzionale-egiziana\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:44","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:44","slug":"lattivismo-giudiziario-della-corte-costituzionale-egiziana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/07\/lattivismo-giudiziario-della-corte-costituzionale-egiziana\/","title":{"rendered":"L\u2019attivismo giudiziario della corte costituzionale egiziana"},"content":{"rendered":"<p>Il 25 maggio la Suprema corte costituzionale egiziana (Scc) ha respinto una proposta di legge elettorale che il Consiglio della Shura, la camera alta del parlamento, le aveva sottomesso un mese e mezzo prima. La Corte ha pensato che la proposta di legge non era in conformit\u00e0 con la costituzione del 2012, frenando per la terza volta il processo elettorale.<\/p>\n<p><b>Organi e carte anticostituzionali<\/b><br \/>\nInoltre il 2 giugno, la Scc ha emesso altre sentenze importanti: ha giudicato anticostituzionale la legge elettorale sulla base della quale era stata eletta la Shura e l\u2019assemblea costituente che \u00e8 stata stabilita nel giugno 2012. Considerando che la Costituzione \u00e8 stata approvata a fine 2012 con un referendum popolare, la Corte ha deciso che la costituzione resta in vigore.<\/p>\n<p>Queste due decisioni hanno provocato prevedibili reazioni di rabbia, una valanga di polemiche e accuse di \u201cattivismo giudiziario\u201d dirette contro la Scc. Le sentenze in questione hanno aumentato inoltre le urgenti richieste di riforma o di epurazione della magistratura e della Corte.<\/p>\n<p>Negli ultimi due anni e mezzo, i tribunali hanno influenzato il processo di transizione in maniera straordinaria. La Scc \u00e8 stata costretta controllare che la legge elettorale andasse in una direzione conforme alla costituzione, sfida che ha dovuto sostenere da sola e in un clima politico di grande tensione in cui \u00e8 continuamente accusata di essere politicamente motivata.<\/p>\n<p>In queste circostanze \u00e8 molto difficile dare un giudizio sulle motivazioni della Corte, dato che i giudici stessi sono i soli che possono parlare con autorit\u00e0 sui loro eventuali secondi fini. Ciononostante, ogni volta che una costituzione \u00e8 vaga, ambigua e difficile da modificare, come nel caso dell&#8217;Egitto, le corti costituzionali diventano subito attori politici di primo piano.<\/p>\n<p>La domanda non \u00e8 quindi se la Corte sia o debba essere impegnata nella politica, ma se le sue decisioni siano motivate da considerazioni politiche. Da quanto sappiamo, le decisioni della Scc sono state finora fondate su argomentazioni legali giustificate e verificabili.<\/p>\n<p><b>Tre bocciature per la legge elettorale<\/b><br \/>\nQueste ultime decisioni sono state prese sulla scia degli sforzi fatti dall&#8217;Assemblea costituente per impedire il ripetersi della debacle del giugno scorso, quando la Scc ha ordinato la dissoluzione della camera bassa del Parlamento con la motivazione che la legge elettorale con cui era stata eletta non era in conformit\u00e0 con la costituzione vigente.<\/p>\n<p>Fino al 2012, la Scc ha sempre esaminato la costituzionalit\u00e0 di una legge solo dopo la sua entrata in vigore o a seguito di una procedura di appello. La nuova costituzione ha previsto per\u00f2 un\u2019eccezione specifica per le leggi elettorali. L\u2019articolo 177 prevede infatti che la Scc debba verificarne la conformit\u00e0 con la costituzione prima dell\u2019entrata in vigore.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che l\u2019articolo 177 ha messo in moto una serie di dinamiche che non sembrano essere state anticipate dai principali attori politici. La prima mossa \u00e8 avvenuta il 18 febbraio, quando la Scc ha respinto la prima bozza della legge elettorale. La Shura ha rapidamente redatto una seconda bozza di legge che ha trasmesso al presidente per la firma, con l\u2019avviso che la Scc, essendosi gi\u00e0 espressa, non avrebbe avuto bisogno di esaminarla.<\/p>\n<p>Il 7 marzo, il tribunale amministrativo ha giudicato che la costituzione del 2012 richiede che ogni nuova bozza di legge elettorale debba essere presentata alla Scc per avere il nullaosta. Riconoscendo che la seconda bozza non avrebbe quasi certamente superato la barriera di costituzionalit\u00e0, alla luce del giudizio precedente della Scc, la Shura ha redatto una terza bozza di legge dopo la sentenza della corte amministrativa. Il 25 maggio per\u00f2, la Scc ha respinto anche questa.<\/p>\n<p>Tra i motivi dell\u2019ultima bocciatura vi \u00e8 la questione che rimanda al personale delle forze di sicurezza al quale l\u2019ultima bozza nega il diritto al voto. Secondo la corte, questa disposizione viola le clausole costituzionali che garantiscono diritti politici uguali per tutti. Inoltre, la bozza non menziona il chiaro divieto di fare campagna elettorale su basi religiose. Il consiglio della Shura \u00e8 stato di conseguenza costretto a preparare una quarta bozza di legge, facendo slittare le elezioni al 2014.<\/p>\n<p>Il 2 giugno la Scc \u00e8 andata oltre, sentenziando che la stessa Shura era stata eletta sulla base di una legge elettorale anticostituzionale. Il fatto non \u00e8 sorprendente, dato che la Scc aveva usato le stesse argomentazioni per sciogliere la camera bassa. Il fattore di complicazione questa volta \u00e8 stato l\u2019articolo 230 della costituzione del 2012 che prevede che la Shura debba avere \u201cpiena autorit\u00e0 legislativa\u201d fino alle prossime elezioni parlamentari. Di conseguenza, la dissoluzione di questa camera \u00e8 stato rimandato. Se ne parler\u00e0 dopo l\u2019elezione della camera bassa.<\/p>\n<p><b>Un campo di battaglia permanente<\/b><br \/>\nNei prossimi anni, i tribunali continueranno a essere un campo di battaglia fondamentale fra i vari gruppi del paese. La Scc lascer\u00e0 quindi un\u2019impronta storica e profonda sul processo elettorale.<\/p>\n<p>L\u2019accumulo delle decisioni giuridiche continuer\u00e0 poi ad alimentare le tensioni nel paese, non come conseguenza dei ragionamenti dei tribunali n\u00e9 della sostanza delle loro decisioni, ma per il modo in cui i questi sono percepiti in Egitto. In un crescendo di frustrazione, potrebbe diventare irrefrenabile la spinta di quanti vogliono ridimensionare il loro potere.<\/p>\n<p>Ripensando la transizione e mettendo tutti questi eventi nel giusto contesto, si potrebbe per\u00f2 ricavare un ragionamento pi\u00f9 razionale. In mancanza di un reale dibattito politico sulla legge elettorale, il procedimento giudiziario \u00e8 l\u2019unico in grado di garantire un equo risultato finale. Visto che le parti in causa hanno dimostrato di non essere in grado di negoziare fra di loro, il ruolo della corte dovrebbe essere percepito come un compromesso accettabile.<\/p>\n<p>Un approccio pi\u00f9 moderato darebbe inoltre maggiore credibilit\u00e0 e legittimit\u00e0 a qualsiasi sforzo futuro di riformare il potere giudiziario. Non vi \u00e8 dubbio che i tribunali debbano essere ristrutturati e che i problemi di corruzione debbano essere affrontati, ma se questo viene fatto erroneamente, i danni potrebbero addirittura aumentare.<\/p>\n<p>La congiuntura attuale \u00e8 di quindi doppiamente delicata: non solo determiner\u00e0 lo svolgimento delle prossime elezioni, ma servir\u00e0 anche come banco di prova dell\u2019interazione tra potere giudiziario e altri poteri. Il tutto nel quadro della nuova impalcatura costituzionale. Se il rapporto fra magistratura e Stato non superer\u00e0 l\u2019esame, le parti potrebbero essere costrette a tornare a fare i compiti alla lavagna prima del previsto.<\/p>\n<p><i>Zaid Al-Ali \u00e8 senior advisor per le questioni costituzionali presso Internation IDEA e relatore della conferenza , organizzata dall\u2019Isituto Affari Internazionali. Potete seguirlo su Twitter: @zalali<\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 maggio la Suprema corte costituzionale egiziana (Scc) ha respinto una proposta di legge elettorale che il Consiglio della Shura, la camera alta del parlamento, le aveva sottomesso un mese e mezzo prima. 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