{"id":23610,"date":"2013-07-04T00:00:00","date_gmt":"2013-07-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/legitto-ricomincia-da-tre\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:43","slug":"legitto-ricomincia-da-tre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/07\/legitto-ricomincia-da-tre\/","title":{"rendered":"L\u2019Egitto ricomincia da tre"},"content":{"rendered":"<p><i>La nostra autrice ci scrive dal Cairo<\/i>. &#8220;Reset, tutto da rifare. Punto a capo, si rinizia la transizione pi\u00f9 preparati di prima&#8221;. Con queste parole il giovane analista e attivista Bassem Sabry butta gi\u00f9 il boccone amaro dell\u2019intervento militare. Alla scadenza dell\u2019ultimatum che il Consiglio supremo delle forze armate aveva dato al presidente islamista Mohammed Mursi per raggiungere un accordo con i suoi oppositori, mercoled\u00ec sera i carri armati sono tornati in alcune strade del Cairo.<\/p>\n<p><b>Unit\u00e0 nazionale<\/b><br \/>Per quarantott\u2019ore l\u2019Egitto \u00e8 stato un paese sospeso sul suo futuro. A \u201cchiarirgli le idee\u201d \u00e8 stato l\u2019esercito, che ancora una volta si \u00e8 dimostrato l\u2019ago della bilancia e l\u2019unica istituzione che, nel bene e nel male, ha il polso della situazione egiziana. <\/p>\n<p>Mentre le voci dell\u2019arresto di Mursi si sommavano a quelle che ne annunciavano un suo divieto ad abbandonare il paese, in un comunicato televisivo, il generale Abdel Fattah Al Sissi &#8211; capo delle forze armate e anche ministro della difesa &#8211; ha annunciato una <i>road map <\/i>concordata con alcuni esponenti di spicco dell\u2019opposizione e i leader delle principali istituzioni religiose, la chiesa copta e Al-Ahzar &#8211; massima autorit\u00e0 dell\u2019Islam sunnita.<\/p>\n<p>Secondo questa scaletta, a prendere il posto di Mursi \u00e8 Adly Mansour, presidente della Corte costituzionale egiziana che mercoled\u00ec ha prestato giuramento e che rester\u00e0 in carica fino a quando non si terranno le elezioni presidenziali anticipate. <\/p>\n<p>A governare il paese sar\u00e0 un esecutivo di tecnici e di unit\u00e0 nazionale che dovr\u00e0 anche dare indicazioni sugli emendamenti al testo costituzionale approvato nel dicembre scorso che \u00e8 stato ora sospeso. Coadiuvato dalla Corte costituzionale, il governo dovr\u00e0 anche occuparsi della legge elettorale necessaria per indire elezioni parlamentari.<\/p>\n<p>Importante sar\u00e0 anche il ruolo di una commissione di riconciliazione nazionale che cercher\u00e0 di ridurre la polarizzazione esacerbata dagli avvenimenti degli ultimi mesi. Per evitare che in Egitto si instauri una dittatura della maggioranza simile a quella realizzata dagli islamisti.<\/p>\n<p><b>Colpo soft<\/b><br \/>Mentre la stampa occidentale titola sul colpo di stato, quella locale &#8211; fatta eccezione per i giornali fedeli al presidente &#8211; non vi fa accenno, presentando la vicenda in maniera parzialmente diversa. \u201cMesso da parte dalla legittimit\u00e0 popolare\u201d scrive mercoled\u00ec lo storico Al-Ahram, il quotidiano governativo statale che stampa la prima pagina con i caratteri grafici dedicati alle giornate storiche. \u201c\u00c8 una rivoluzione, non un colpo di stato, Mr.Obama\u201d sembra fare eco Al-Tahrir, la testata rivoluzionaria nata dopo la caduta di Hosni Mubarak.<\/p>\n<p>Tecnicamente per\u00f2 un colpo di stato c\u2019\u00e8 stato, anche se anomalo. Non ha piazzato nessun militare al vertice del paese e si \u00e8 compiuto a seguito di una campagna popolare di raccolte firma per la destituzione del presidente che ha avuto pi\u00f9 di 20 milioni di adesioni.<\/p>\n<p>Come da manuale per\u00f2, i golpisti &#8211; che hanno probabilmente colto al volo l\u2019opportunit\u00e0 di quest\u2019ultima campagna per mettere al sicuro gli interessi anche di parte della vecchia leadership &#8211; hanno messo agli arresti il presidente e i suoi pi\u00f9 fidi collaboratori. Subito dopo hanno tagliato la spina alle fonti di informazioni pi\u00f9 vicine agli islamisti, accerchiando con i cingolati la piazza dove sono ancora riuniti i sostenitori della Fratellanza musulmana e del presidente Mursi.<\/p>\n<p>Circondati dai militari, gli islamisti, abituati a 80 anni di resistenza tra clandestinit\u00e0 e giri di vite violenti, hanno iniziato a scandire slogan contro l\u2019esercito, dando dei traditori agli elicotteri che continuano a sorvolare la loro piazza. In un discorso molto probabilmente preregistrato, Mursi afferma di essere \u201cil presidente eletto\u201d ed esorta i suoi a difendere la sua legittimit\u00e0. Speculazioni a parte, sulle sue tracce vige per\u00f2 un silenzio di tomba. Eppure i suoi sostenitori continuano a ripetere il suo nome affiancando altre due parole: legittimit\u00e0 e martirio. \u201cSaremo scudi umani\u201d urla uno sheikh dal palco centrale.<\/p>\n<p><b>Fallimento islamista<\/b><br \/>Nella notte tra marted\u00ec e mercoled\u00ec, nelle localit\u00e0 di Kafr el-Sheikh e Marsa Matrouh scoppiano i primi scontri tra le fazioni opposte, facendo salire a una ventina i morti di questi ultimi giorni.  Al Cairo la situazione \u00e8 pi\u00f9 calma. Nel centro della capitale e davanti all\u2019<i>Ittihadya<\/i>, il palazzo presidenziale, la festa era iniziata gi\u00e0 luned\u00ec sera quando i militari avevano annunciato il loro ultimatum, segno evidente dell\u2019imminenza della fine dell\u2019alleanza tra islamisti ed esercito sponsorizzata dalla Casa Bianca. <\/p>\n<p>Un popolo in festa celebra quello che i giornali chiamano il \u201csuccesso della legittimit\u00e0 popolare rivoluzionaria\u201d. Poco importa se questa va contro il verdetto delle elezioni democratiche che esattamente un anno fa avevano eletto Mursi successore di Mubarak.<\/p>\n<p>Per l\u2019Islam politico globale, il fallimento della Fratellanza musulmana &#8211; un movimento che anche quando \u00e8 andato al potere ha continuato a ragionare come un attore clandestino &#8211; \u00e8 una sconfitta che avr\u00e0 importanti ripercussioni regionali.<\/p>\n<p>Per Mohammed el-Baradei, ex segretario generale dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica e leader dell\u2019opposizione che ha partecipato alla stesura della Road map militare, quest\u2019ultima mossa delle forze armate \u201crettifica il corso della rivoluzione\u201d che stava deragliando nelle mani degli islamisti.<\/p>\n<p>Resettando il sistema e cancellando parte degli errori commessi dall\u2019opposizione, il golpe morbido dei militari egiziani offre ai movimenti civili l\u2019ennesima opportunit\u00e0 di affermarsi. Questa volta per\u00f2 si riparte dai lasciti del vecchio regime. Quanti si rimettono in marcia, intraprendono un percorso sapendo che, qualora dovesse riuscire ad affermarsi, dovr\u00e0 parte del suo successo alle onnipresenti forze armate.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra autrice ci scrive dal Cairo. &#8220;Reset, tutto da rifare. Punto a capo, si rinizia la transizione pi\u00f9 preparati di prima&#8221;. Con queste parole il giovane analista e attivista Bassem Sabry butta gi\u00f9 il boccone amaro dell\u2019intervento militare. 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