{"id":23670,"date":"2013-07-12T00:00:00","date_gmt":"2013-07-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-battaglia-della-catalogna\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:41","slug":"la-battaglia-della-catalogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/07\/la-battaglia-della-catalogna\/","title":{"rendered":"La battaglia della Catalogna"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un quartiere, nel centro antico di Barcellona, che \u00e8 un luogo simbolo nella storia moderna del popolo catalano. Si tratta del Born, un\u2019area che si estende attorno all\u2019omonimo Passeig, il Mercato e la chiesa di Santa Maria del Mar. <\/p>\n<p>Proprio all\u2019interno della struttura del mercato di epoca modernista, definitivamente chiuso nel 1970, sono state rinvenute le rovine della struttura urbana di tre secoli fa, memoria degli ultimi combattimenti che portarono, nel 1714, alla capitolazione di Barcellona, lungamente assediata dai borboni di Filippo V, nella Guerra di Successione spagnola. <\/p>\n<p>Un\u2019area archeologica di ottomila metri quadrati, dove, all\u2019epoca, sorgevano 55 case, tre taverne e due pensioni; in rappresentanza delle mille case distrutte nel quartiere per effetto dell\u2019occupazione borbonica.<\/p>\n<p>In ricordo di quella sconfitta e della perdita delle libert\u00e0 che ne segu\u00ec per il popolo catalano, l\u201911 settembre, in Catalogna, si celebra la <i>Diada<\/i>, giorno di festa della comunit\u00e0. Ora vogliono che il Born diventi un punto d\u2019incontro della cultura e della storia catalana e un centro della memoria, che verr\u00e0 inaugurato il prossimo 11 settembre. Ad un anno di distanza dalla grande manifestazione di Barcellona per l\u2019indipendenza.<\/p>\n<p><b>L\u2019altro 11 settembre <\/b><br \/>Per trecento anni, la celebrazione dell\u201911 settembre \u00e8 stato un atto di difesa. Da alcuni anni, invece, rappresenta un passo in avanti. A spiegarlo \u00e8 Muriel Casals, presidente di \u00d2mnium Cultural &#8211; un\u2019associazione fondata nel 1961, che lavora per la promozione della lingua catalana &#8211; annunciando che il prossimo settembre una catena umana attraverser\u00e0 tutto il Paese per rivendicare il diritto a decidere del popolo catalano.<\/p>\n<p>Lo scorso 29 giugno \u00d2mnium Cultural ha organizzato il \u201cConcerto per la libert\u00e0\u201d (<i>Concert per la Libertat<\/i>) nel campo del Bar\u00e7a, la squadra di calcio di Barcellona: una manifestazione a sostegno della consultazione popolare che la stragrande maggioranza della societ\u00e0 catalana e delle forze presenti nel parlamento catalano vogliono, per decidere il futuro del rapporto tra Catalogna e Spagna. Ottantamila i presenti che, attraverso la musica, hanno sostenuto persone venute a esprimere il sogno di uno Stato indipendente.<\/p>\n<p>Sul processo aperto in Catalogna vanno avanti anche le commissioni volute dalla Generalitat , l&#8217;istituzione di autogoverno della Catalogna Si \u00e8 costituito il \u201cPatto per il diritto a decidere\u201d (<i>Pacte pel Dret a Decidir<\/i>), con la presenza di partiti, associazioni e sindacati, ma senza i socialisti catalani, che ne considerano l\u2019esito predeterminato in senso indipendentista.<\/p>\n<p><b>Referendum<\/b><br \/>Nel parlamento catalano si \u00e8 riunita per la prima volta la commissione sul diritto a decidere, con il sostegno di tutti i partiti, ad eccezione dei popolari e di Ciutadan\u2019s, una formazione politica di destra con rappresentanza nel parlamento catalano che ritiene che la Spagna sia una e indivisibile. Il parlamento catalano ha impegnato il governo della Generalitat a ricercare i termini del confronto con il governo spagnolo per la realizzazione di un referendum concordato e legale.<\/p>\n<p>Ma non sembra di leggere nelle azioni del presidente del governo catalano, Artur Mas, un grande attivismo a questo riguardo. A complicare la situazione \u00e8 anche l\u2019atteggiamento del governo spagnolo che \u00e8 stato fino ad ora di totale chiusura. Mas ha annunciato che, nei prossimi giorni, invier\u00e0 una lettera al presidente del governo spagnolo, Mariano Rajoy, con all\u2019ordine del giorno la celebrazione della consultazione referendaria.<\/p>\n<p><b>Riforma costituzionale<\/b><br \/>Il Partit dels Socialistes de Catalunya, Psc, &#8211; stretto tra la sua antica matrice catalanista che gli impone di sostenere il diritto a decidere del popolo catalano e il legame con il Partido Socialista Obrero Espa\u00f1ol, Psoe, contrario a riconoscere altre sovranit\u00e0 che non siano quella del popolo spagnolo &#8211; si \u00e8 espresso a favore di una proposta di riforma della Costituzione spagnola in senso federalista. \u00c8 la risposta che i socialisti danno al malessere espresso con forza dalla societ\u00e0 catalana. Un\u2019alternativa all\u2019ipotesi della separazione e a quella della ricentralizzazione dello Stato.<\/p>\n<p>La proposta di riforma parte dall\u2019attuale assetto statuale basato su un sistema di autonomie, introdotto in Spagna con la Costituzione del 1978, con l\u2019ambizione di rinnovarne le caratteristiche e le funzioni fino ad evolverle verso un modello federale.<\/p>\n<p>Una riforma, si legge nella Dichiarazione di Granada dello scorso 6 luglio, approvata dal Consiglio Territoriale del Psoe, che:<br \/>&#8211; nomini espressamente in Costituzione le diverse autonomie spagnole; <br \/>&#8211; definisca con chiarezza la separazione di competenze tra queste e lo Stato;<br \/>&#8211; riconosca le singolarit\u00e0 politiche, istituzionali, territoriali e linguistiche presenti nella mappa spagnola;<br \/>&#8211; faccia del Senato la Camera di rappresentanza territoriale;<br \/>&#8211; stabilisca un nuovo sistema di finanziamento giusto e equo, salvaguardando il principio dell\u2019ordinalit\u00e0, (ossia, che la contribuzione interterritoriale non finisca col collocare in peggiore condizione relativa chi contribuisce rispetto a chi viene beneficiato); <br \/>&#8211; istituisca un Fondo di Garanzia dello Stato Sociale, per garantire i servizi sociali di base e i diritti fondamentali all\u2019istruzione, alla salute e alle pensioni;<br \/>&#8211; modifichi il controllo costituzionale delle riforme degli statuti di autonomia, cos\u00ec da non ripetersi un intervento del Tribunal Constitucional successivo all\u2019espressione popolare per via referendaria;<br \/> &#8211; regoli e riconosca la partecipazione delle comunit\u00e0 autonome nel governo dello Stato e nella presenza della Spagna in Europa.<\/p>\n<p>Anche se alcuni di questi aspetti, come il principio dell\u2019ordinalit\u00e0 nel sistema di finanziamento o il riconoscimento dei diritti storici catalani, non sono nuovi &#8211; erano contenuti nell\u2019Estatut catalano del 2006, approvato con referendum popolare e successivamente contestato dal Tribunal Constitucional con la sentenza del 2010 &#8211; questa \u00e8 la prima volta che i socialisti spagnoli esplicitano concretamente un\u2019opzione federalista di Stato.<\/p>\n<p>Ma hanno ragione i detrattori della proposta, quando ne evidenziano due limiti. In primo luogo, il Partido Popular che governa e ha la maggioranza in parlamento, sembra del tutto ostile a considerare l\u2019ipotesi di un\u2019evoluzione del modello statuale spagnolo verso un assetto federale. In aggiunta, nel progetto di riforma manca un riferimento al diritto a decidere, ossia all\u2019unione in libert\u00e0 dei popoli di Spagna, tema che \u00e8 invece centrale nell\u2019attuale discussione catalana.<\/p>\n<p>Il futuro dir\u00e0 se l\u2019opzione federalista ha una qualche possibilit\u00e0 di prosperare come ipotesi costituzionale, conquistando  la maggioranza della societ\u00e0 catalana che, anche per questo, dovrebbe avere il diritto a pronunciarsi.<\/p>\n<p>    .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un quartiere, nel centro antico di Barcellona, che \u00e8 un luogo simbolo nella storia moderna del popolo catalano. 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