{"id":23750,"date":"2013-07-24T00:00:00","date_gmt":"2013-07-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/kuwait-elezioni-per-lo-status-quo\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:39","slug":"kuwait-elezioni-per-lo-status-quo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/07\/kuwait-elezioni-per-lo-status-quo\/","title":{"rendered":"Kuwait, elezioni per lo status quo"},"content":{"rendered":"<p>Parlamento dissolto per ordine della Corte costituzionale. \u00c8 stato questo evento del 16 giugno scorso a dare il via alla campagna elettorale lampo che porta il Kuwait alle parlamentari del 27 luglio. Per la seconda volta negli ultimi sei mesi, i cittadini di questo emirato sono chiamati alle urne. Gi\u00e0 a dicembre infatti, l\u2019emiro Sheikh Sabah Ahmed Al-Sabah, presunto erede al trono, aveva emanato un decreto per cambiare le modalit\u00e0 di espressione del voto, spingendo l\u2019opposizione al boicottaggio delle immediate elezioni.<\/p>\n<p><b>Nuova legge elettorale <\/b><br \/>In Kuwait, paese che vanta la tradizione parlamentare pi\u00f9 antica dell\u2019area del Golfo, i partiti politici sono illegali. I candidati, dunque, concorrono alle elezioni come indipendenti e a ciascun cittadino era data la possibilit\u00e0 di esprimere quattro preferenze. Questo almeno fino allo scorso dicembre, quando il nuovo decreto ha ridotto il numero di preferenze a una.<\/p>\n<p>Le proteste sono scaturite non solo perch\u00e9 la riforma \u00e8 stata adottata dall\u2019emiro evitando la discussione in parlamento, ma anche perch\u00e9 il nuovo sistema impedisce la creazione di ampie coalizioni di opposizione al governo, dominato dalla famiglia reale. I membri dell\u2019esecutivo avevano giustificato il provvedimento come un modo per allinearsi alla prassi delle altre monarchie dell\u2019area, ma questa affermazione dimostra un\u2019inversione di tendenza dato che il Kuwait si \u00e8 sempre distinto per il proprio sistema politico e costituzionale.<\/p>\n<p>Secondo la Costituzione adottata nel 1962, il parlamento possiede una vera potest\u00e0 legislativa e funge da contropotere rispetto all\u2019esecutivo, anche se questo non deve godere a priori della fiducia del parlamento. Il primo ministro \u00e8 nominato dall\u2019emiro e, a sua volta, sceglie i membri del governo. La gran parte delle decisioni politiche viene assunta dai membri dell\u2019esecutivo che per tradizione hanno cercato il consenso dei deputati parlamentari.<\/p>\n<p><b>50 seggi, 418 candidati e 8 donne<\/b><br \/>Anche il processo di selezione dei candidati alla nuova tornata elettorale, concluso alla fine di giugno, ha sollevato molte polemiche. Almeno 30 su 418 candidati totali sono stati estromessi dato che la nuova legislazione elettorale esclude quanti hanno commesso reati minori. Il dato \u00e8 ancor pi\u00f9 rilevante se si considera che il parlamento della piccola monarchia kuwaitiana \u00e8 formato da appena 50 seggi. Inoltre soltanto otto donne sono riuscite ad avanzare la propria candidatura.<\/p>\n<p>A seguito delle proteste, l\u2019esecutivo si \u00e8 accordato per convocare nuove elezioni, dando un segnale di distensione agli oppositori. Tra il 1994 e il 1999, diversi ministri si sono dimessi per evitare di ricevere una mozione di sfiducia. Ci\u00f2, oltre a creare un precedente, dimostra come in Kuwait esista una dialettica tra i poteri dello Stato, capaci di controllarsi vicendevolmente.<\/p>\n<p>Il recente intervento della Corte costituzionale rappresenta quindi un rafforzamento del delicato equilibrio costituzionale del paese, nonostante il medesimo organo non abbia richiesto il ritiro della legge elettorale contestata. Questa decisione si pu\u00f2 spiegare considerando che le sentenze della Corte non possono essere sovvertite dai decreti dell\u2019emiro. L\u2019eventuale annullamento della legge elettorale sarebbe apparso come un atto di sfida verso la massima autorit\u00e0 dello Stato.<\/p>\n<p><b>Opposizione, tra boicottaggio e frammentazione<\/b><br \/>Inoltre, all\u2019ordinanza di dissoluzione del parlamento rilasciata a giugno si aggiunge quella adottata all\u2019inizio del 2012 e rischia di creare una prassi poco raccomandabile. Il mantenimento della legislazione elettorale serve quindi a mantenere lo status quo tra i poteri, ma vanifica le proteste dell\u2019opposizione.<\/p>\n<p>Una parte, infatti, ha annunciato che se la legge non sar\u00e0 emendata, non concorrer\u00e0 alle elezioni. Un\u2019altra parte, invece, formata dall\u2019Alleanza Nazionale Democratica e dalla trib\u00f9 degli Awazim, la pi\u00f9 numerosa del paese, ha accettato di concorrere. Non si \u00e8 espressa la trib\u00f9 degli al-Mutayri, la seconda pi\u00f9 numerosa e radicata nelle varie provincie.<\/p>\n<p>Alle elezioni anticipate dello scorso dicembre l\u2019affluenza alle urne si \u00e8 attestata sul 43%. Il boicottaggio non si \u00e8 rivelato uno strumento di contestazione sufficiente e ha causato l\u2019estromissione di una parte dell\u2019opposizione dai luoghi del potere. Per le trib\u00f9, gli indipendenti islamisti, i liberali e i movimenti giovanili, la nuova tornata elettorale rappresenta l\u2019occasione di rientrare in parlamento.<\/p>\n<p>Tuttavia il maggiore ostacolo di questo fronte composito riguarda l\u2019incapacit\u00e0 di formare una piattaforma comune. Un elemento condiviso potrebbe derivare proprio dalla richiesta di modificare l\u2019assetto costituzionale, specie per quanto riguarda il rapporto tra il parlamento eletto e il governo nominato.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlamento dissolto per ordine della Corte costituzionale. \u00c8 stato questo evento del 16 giugno scorso a dare il via alla campagna elettorale lampo che porta il Kuwait alle parlamentari del 27 luglio. Per la seconda volta negli ultimi sei mesi, i cittadini di questo emirato sono chiamati alle urne. 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