{"id":23760,"date":"2013-07-25T00:00:00","date_gmt":"2013-07-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/difficile-compito-per-litalia-in-libia\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:39","slug":"difficile-compito-per-litalia-in-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/07\/difficile-compito-per-litalia-in-libia\/","title":{"rendered":"Difficile compito per l&#8217;Italia in Libia"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019importante ruolo di cooperazione alla stabilizzazione della Libia affidato dal presidente statunitense Barack Obama al premier italiano Enrico Letta in occasione del G8 dello scorso 18 giugno \u00e8 stato rafforzato dall\u2019incontro a Roma il 4 luglio tra Letta e il suo omologo libico Ali Zeidan. Per rendere la Libia pi\u00f9 stabile, l\u2019Italia dovrebbe fornire assistenza per la formazione delle strutture militari e aiutare a costruire istituzioni efficaci. Infine cercher\u00e0 di togliere le armi dalle mani delle milizie indipendenti, presenti ormai ovunque.<\/p>\n<p><b>Tentativi di stabilizzazione<\/b><br \/>In Libia si \u00e8 avviato un processo di consolidamento nazionale, che sta per\u00f2 incontrando numerosi ostacoli. <\/p>\n<p>Il sistema elettorale maggioritario secco ha avvantaggiato la coalizione di partiti laici dell\u2019Alleanza delle forze nazionali e il braccio politico dei Fratelli Musulmani, Giustizia e Ricostruzione, a discapito degli islamisti pi\u00f9 radicali. In aggiunta, ha valorizzato le \u00e9lite locali &#8211; mediante l\u2019assegnazione di 120 seggi ad altrettanti parlamentari indipendenti eletti con vincolo di mandato &#8211; limitando l\u2019influenza delle milizie autonome e degli islamisti pi\u00f9 radicali. Questi ultimi infatti, si sono presentati alle elezioni divisi in numerose liste. <\/p>\n<p>Appena presa in mano la guida del governo, il nuovo premier non ha fatto mistero di voler liberare la Libia dalle milizie armate presenti nel paese dall\u2019inizio della guerra civile del 2011, ritenute la principale causa d\u2019instabilit\u00e0 nazionale. Zeidan ha cercato quindi di potenziare le Forze armate regolari e la polizia, ricostruendo un servizio d\u2019<i>intelligence<\/i>. <\/p>\n<p>Per democratizzare maggiormente il paese, il 16 luglio il Parlamento ha anche approvato la legge per l\u2019elezione di un\u2019Assemblea costituente di 60 membri che garantir\u00e0 spazio alle minoranze etniche e alle donne, alle quali sar\u00e0 riservata una quota del 10%.<\/p>\n<p><b>Appoggio internazionale<\/b><br \/>Nel fare tutto ci\u00f2 Zeidan cerca l\u2019appoggio dei paesi della Nato e dell\u2019Unione europea. A confermarlo sono le visite del premier libico a Washington, il 13 marzo 2013, e a Bruxelles,il 27 maggio. Il premier libico \u00e8 stato poi invitato come osservatore all\u2019ultimo G8. In tutte queste occasioni, Zeidan ha riaffermato la volont\u00e0 di democratizzare e stabilizzare il suo paese e ha chiesto aiuti internazionali a tal fine.<\/p>\n<p>Le reazioni all\u2019interno della Libia non si sono fatte attendere. I leader delle milizie, timorosi di essere disarmati e di veder diminuire la loro influenza, hanno iniziato un vero e proprio accerchiamento della capitale e delle principali citt\u00e0 con mezzi blindati, al fine di spaventare la popolazione e mandare un messaggio chiaro: eventuali provvedimenti di disarmo forzato da parte del governo non sono graditi. <\/p>\n<p>Gli interessi delle milizie si stanno quindi saldando con quelli dei gruppi islamici pi\u00f9 radicali. Entrambi cercano la complicit\u00e0 dei Fratelli Musulmani che desiderano prendere le distanze dal troppo laico e filo-occidentale Zeidan, a vantaggio di altre figure pi\u00f9 legate ai valori dell\u2019islam.<\/p>\n<p><b>Isolamento politico per i gheddafiani<\/b><br \/>Le forze di opposizione hanno incassato gi\u00e0 un primo successo con l\u2019approvazione, il 5 maggio scorso, della cosiddetta legge sull\u2019isolamento politico che hanno fortemente sostenuto. Questa mira a impedire a chiunque abbia occupato posizioni di rilievo sotto il regime del deposto leader Muammar Gheddafi di ricoprire cariche pubbliche nel nuovo ordinamento. Nei prossimi mesi, il governo di Zeidan dovr\u00e0 istituire una Commissione suprema preposta all\u2019epurazione degli ex collaboratori di Gheddafi e si vedr\u00e0 privato di alcuni dei suoi membri pi\u00f9 importanti, che non potranno nascondere i loro collegamenti con il pervasivo sistema di potere gheddafiano. <\/p>\n<p>I Fratelli musulmani e gli islamisti pi\u00f9 radicali, da sempre osteggiati dal colonnello, potranno invece dimostrare la loro estraneit\u00e0 a qualsiasi relazione con la dittatura e saranno pronti a ricoprire incarichi di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche prima della sua piena entrata in vigore la legge ha gi\u00e0 fatto una vittima eccellente, il presidente della repubblica <i>ad interim <\/i>Mohammed Magarief, che per non essere costretto a farlo dall\u2019entrata in vigore della nuova norma, ha rassegnato le dimissioni lo scorso 29 maggio.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019importante ruolo di cooperazione alla stabilizzazione della Libia affidato dal presidente statunitense Barack Obama al premier italiano Enrico Letta in occasione del G8 dello scorso 18 giugno \u00e8 stato rafforzato dall\u2019incontro a Roma il 4 luglio tra Letta e il suo omologo libico Ali Zeidan. 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