{"id":23810,"date":"2013-07-31T00:00:00","date_gmt":"2013-07-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/giappone-abenomics-alla-prova\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:37","slug":"giappone-abenomics-alla-prova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/07\/giappone-abenomics-alla-prova\/","title":{"rendered":"Giappone, Abenomics alla prova"},"content":{"rendered":"<p>A vincere \u00e8 l\u2019Abenomics, la politica economica del primo ministro Shinzo Abe che dopo le elezioni del 21 luglio ha in pugno la maggioranza in entrambi i rami del parlamento giapponese. Tutto pronto quindi per avviare la terza fase del suo programma volto ad attuare robuste riforme strutturali.<\/p>\n<p>Le politiche fiscali e monetarie espansive, poste in essere nel primo semestre 2013, sono relativamente semplici da implementare. Pi\u00f9 complessa invece, la realizzazione di riforme che mutano la struttura dell\u2019economia e delle relazioni industriali e sanciscono la perdita di posizioni di vantaggio conseguite nel tempo da differenti classi sociali.<\/p>\n<p><b>Relazioni industriali da rivoluzionare<\/b><br \/>Il Giappone \u00e8 gi\u00e0 passato attraverso un periodo di riforme del mercato del lavoro, volute dall\u2019ex premier Jounichiro Koizumi. L\u2019introduzione di maggiore flessibilit\u00e0 nella gestione della manodopera ha consentito di mantenere il tasso di disoccupazione su livelli relativamente contenuti, pari a circa il 4%, anche nel corso dell\u2019ultimo quinquennio caratterizzato dalla grande recessione.<\/p>\n<p>Da Abe, pertanto, si attendono politiche volte non tanto a ridurre il tasso di disoccupazione, quanto ad aumentare la produttivit\u00e0 e il valore aggiunto creato dal sistema economico giapponese.<\/p>\n<p>Negli ultimi venti anni, il Giappone ha registrato tassi di crescita del Pil pro-capite sostanzialmente in linea con quelli di paesi europei come Francia e Italia. La crescita \u00e8 stata conseguita mediante la realizzazione di politiche fiscali espansive che hanno portato il rapporto debito pubblico\/Pil su livelli pari a circa il 240%.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha contribuito a ridurre la volatilit\u00e0 del ciclo economico. Tuttavia, come la letteratura economica suggerisce, la crescita del reddito pro-capite pu\u00f2 essere conseguita solo con politiche dell\u2019offerta che aumentino la produttivit\u00e0 del lavoro e quella totale dei fattori.<\/p>\n<p>Tra queste, accanto alle riforme istituzionali &#8211; liberalizzazioni e privatizzazioni &#8211; vi sono le politiche a favore dell\u2019innovazione di processo e di prodotto, quelle energetiche e quelle demografiche.<\/p>\n<p><b>Concorrente agguerrito<\/b><br \/>In un mondo competitivo, in cui l\u2019Asia emergente svolge il ruolo del concorrente pi\u00f9 agguerrito, in quanto ancora poco strutturato sotto il profilo delle normative di sicurezza sul lavoro, delle infrastrutture previdenziali e sanitarie e delle relazioni industriali, gli elettori giapponesi si attendono dal governo Abe politiche che aumentino, nel medio periodo, la competitivit\u00e0 e la produttivit\u00e0 del sistema economico, affrontando, tra l\u2019altro, il problema della scarsa disponibilit\u00e0 di fonti energetiche (riducendo l\u2019utilizzo di energia nucleare) e il basso tasso di natalit\u00e0 (che mette a repentaglio la sostenibilit\u00e0 del sistema nel medio periodo).<\/p>\n<p>A ben vedere, la situazione politico-economica non \u00e8 tanto diversa da quella europea e italiana dove la popolazione invecchia (in particolare, in Italia e in Germania) e la produttivit\u00e0 ristagna (in particolare, in Francia e nei paesi dell\u2019Europa meridionale). D\u2019altronde, il Giappone \u00e8 un\u2019economia post-industriale con i problemi tipici delle economie avanzate.<\/p>\n<p>Il processo di sviluppo che ha portato la manodopera agricola a migrare nelle fabbriche e quella operaia nel settore dei servizi via via che aumentava la produttivit\u00e0 nell\u2019agroindustria e nella manifattura, impone alle economie capitalistiche avanzate di aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro nel settore dei servizi in modo da soddisfare le aspettative di reddito di coloro che vi sono occupati.<\/p>\n<p><b>Classe dirigente davanti alla sfida<\/b><br \/>Il problema \u00e8 di natura soprattuto distributiva e geo-politica: la presenza dell\u2019Asia emergente costringe le imprese giapponesi esportatrici &#8211; insieme a quelle europee &#8211; ad essere competitive sui mercati internazionali grazie anche a una manodopera ad alta produttivit\u00e0 e livelli salariali elevati.<\/p>\n<p>Sono i lavoratori espulsi dai settori a pi\u00f9 alto valore aggiunto ad essere penalizzati. Impiegati nei servizi, con tassi di crescita della produttivit\u00e0 pi\u00f9 bassa, questi devono accontentarsi di salari pi\u00f9 contenuti.<\/p>\n<p>La sfida \u00e8 complessa, la stabilit\u00e0 politica conseguita con le recenti elezioni \u00e8 condizione necessaria per accettarla, ma la capacit\u00e0 di elaborare politiche credibili ed efficaci dipende dalla qualit\u00e0 della classe dirigente giapponese.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A vincere \u00e8 l\u2019Abenomics, la politica economica del primo ministro Shinzo Abe che dopo le elezioni del 21 luglio ha in pugno la maggioranza in entrambi i rami del parlamento giapponese. Tutto pronto quindi per avviare la terza fase del suo programma volto ad attuare robuste riforme strutturali. Le politiche fiscali e monetarie espansive, poste [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[73,117],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23810"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23810"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23810\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63688,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23810\/revisions\/63688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23810"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23810"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23810"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}