{"id":23840,"date":"2013-08-06T00:00:00","date_gmt":"2013-08-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-bravure-diplomatiche-del-khan-kazako\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:37","slug":"le-bravure-diplomatiche-del-khan-kazako","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/08\/le-bravure-diplomatiche-del-khan-kazako\/","title":{"rendered":"Le bravure diplomatiche del Khan kazako"},"content":{"rendered":"<p>Per il vice ministro degli esteri Lapo Pistelli il Kazakistan \u00e8 un paese interessantissimo. Un\u2019affermazione un po\u2019 enfatica, ma non c\u2019\u00e8 dubbio che Astana \u00e8 sempre pi\u00f9 rilevante sulla scena internazionale.<\/p>\n<p>Grazie a un processo di evoluzione all\u2019insegna della stabilit\u00e0 politica e della crescita economica fondata su una ricca disponibilit\u00e0 di risorse energetiche, il Kazakistan \u00e8 stato in grado di districarsi con grande abilit\u00e0 diplomatica tra Russia Cina e Occidente. E di valorizzare una politica estera multidirezionale a sostegno  della neo acquisita indipendenza, proiettando l\u2019immagine di un Paese emergente, retto da un regime affidabile e dinamico.<\/p>\n<p>Affermatosi nel 1991 a seguito dell\u2019implosione dell\u2019Unione Sovietica, il Kazakistan \u00e8 l\u2019esempio di una storia di successo asiatica. Questo \u00e8 evidente se si paragona il suo processo di <i>nation <\/i>e <i>state building<\/i> con quello di altri soggetti post sovietici come Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan. Tutti paesi segnati da conflitti interni a sfondo etnico, religioso e sociale, ai quali sono seguite rivalit\u00e0 territoriali e frequenti oscillazioni di indirizzo nei rapporti con la grandi potenze. <\/p>\n<p> <b>Dinamismo economico<\/b><br \/>L\u2019ascesa del Kazakistan va attribuita a una combinazione di fattori sinergici che hanno consentito al governo di conseguire una posizione significativa in un\u2019area strategicamente e economicamente cruciale. Un successo che si deve in primis all\u2019estensione del territorio &#8211; scarsamente popolato &#8211; situato tra Russia e Cina, al centro dell\u2019Eurasia e in una posizione di potenziale raccordo tra est e ovest. Il sud \u00e8 invece un punto di collegamento con Afghanistan, Iran e Pakistan.<\/p>\n<p>A questo si somma la presenza di ricchi giacimenti. Soprattutto petrolio, ma anche carbone, metalli e uranio che rendono il Paese uno dei primi esportatori mondiali di minerali. Confinato in un ambito continentale, il Kazakistan  dipende da una rete di condutture che transitano lungo il territorio russo e il corridoio trans-Caspio per portare energia all\u2019Europa. <\/p>\n<p>A questa linea di esportazione si \u00e8 aggiunta di recente la rete di collegamento con la Cina destinata a divenire un cliente importante per le sue esportazioni energetiche.<\/p>\n<p>In terzo luogo, il governo si \u00e8 impegnato a modernizzare e diversificare l\u2019apparato produttivo, che oggi \u00e8 quasi esclusivamente fornitore di materie prime. A sostegno di questa politica, si sono attivate le grandi multinazionali straniere che, attratte dalle lucrose prospettive di un mercato in espansione, hanno realizzato forti investimenti. Il dinamismo dell\u2019economia kazaka \u00e8 attestato dalla previsione di una crescita del Pil del 5% per il 2013, dato significativo in vista dell\u2019adesione ormai certa all\u2019Organizzazione mondiale del commercio.<\/p>\n<p><b>Autoritarismo morbido<\/b><br \/>La crescita dell\u2019economia \u00e8 stata una condizione fondamentale per ottenere consenso e legittimit\u00e0 sociale. Il regime kazako rientra infatti nella categoria delle formazioni politiche ibride che combinano istituzioni formalmente democratiche a una pratica politica tendenzialmente autoritaria. Questo tratto accomuna il Kazakistan alla Russia e alla maggioranza degli stati post-sovietici dove sono presenti elementi di contraddizione e di fragilit\u00e0 strutturale. <\/p>\n<p>A questo si aggiunge un tratto che rimanda alla tradizione dei sistemi di potere centro-asiatici: il culto della personalit\u00e0 intorno alla figura del presidente.<\/p>\n<p>Sin dalla sua affermazione, il Paese \u00e8 stato guidato da Nursultan Nazarbayev, definito da <i>The Economist <\/i>\u201cun khan moderno che accentra nelle sue mani le leve della gestione del potere\u201d. Attorno a lui si trova una ristretta oligarchia di derivazione sovietica selezionata sulla base di un appartenenza clanica e a sostegno di un sistema mirato ad assicurare il pieno controllo  sulla vita del Paese., presentare Il presidente kazako viene presentato come un esempio di \u201cautoritarismo morbido\u201d: una formula ambigua e di comodo, ma, a ben vedere, troppo lontana dalla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il regime di Nazarbayev combina una politica &#8211; fortemente non egualitaria &#8211; di concessioni economiche alla popolazione a un accentramento di poteri nel governo. Le autorit\u00e0 ricorrono a una serie di mezzi formali e informali: controllo dei media; discriminazioni di carattere amministrativo; intimidazioni sul piano personale. Il tutto per bloccare l\u2019azione delle opposizioni la cui influenza risulta in ogni caso marginale.<\/p>\n<p>La prova dello stallo politico \u00e8 fornita dai risultati delle elezioni tenute in questi anni: consultazioni organizzate su base formalmente pluripartitica, ma chiaramente manipolate, che si sono sempre concluse con la piena vittoria del partito del presidente. Il regime persegue una politica di discriminazione preventiva e selettiva, ma che non esclude il ricorso a un\u2019azione di repressione violenta quando, come lo scorso anno, si registrino movimenti di rivolta provocati da rivendicazioni di carattere sociale. <\/p>\n<p>Lo scorso anno, in particolare, si sono mobilitati i lavoratori del settore del petrolio.  L\u2019accentuato divario nelle condizioni di vita tra i settori, spesso aggravato da forti diseguaglianze tra le regioni in espansione e quelle caratterizzate da condizioni di arretratezza, non fanno che alimentare le rivendicazioni.<\/p>\n<p><b>Legame russo <\/b><br \/>I risultati ottenuti in politica estera si devono soprattutto alla capacit\u00e0 diplomatica dimostrata in tutti questi anni  nel gestire in modo positivo i rapporti con gli Stati Uniti e l\u2019Europa senza pregiudicare le relazioni con Russia e Cina. Il successo pi\u00f9 evidente di questa politica \u00e8 senza dubbio nel rapporto su basi paritarie instaurato con il principale stato di riferimento, la Russia.<\/p>\n<p>La cooperazione militare con la partecipazione all\u2019Organizzazione di sicurezza collettiva e l\u2019adesione al progetto di Unione economica Euroasiatica sembrano indicare una tendenza al rafforzamento dei legami con Mosca. <\/p>\n<p>Oltre agli interessi strategici comuni, a favorire il rapporto russo-kazako sono l\u2019affinit\u00e0 politica fra i due regimi, l\u2019influenza della cultura e della lingua russa e la presenza di una consistente minoranza russa nel paese. A Mosca si guarda anche per l\u2019appoggio che pu\u00f2 offrire in vista del contenimento della Cina, l\u2019altra  grande potenza confinante che con la sua presenza discreta, ma pervasiva, cattura l\u2019attenzione kazaka. <\/p>\n<p> L\u2019Organizzazione per la cooperazione di Shanghai fra Russia, Cina e i quattro stati centroasiatici &#8211; di fatto una forma blanda di condominio russo cinese sulla regione &#8211; viene vista con favore ad Astana per quei margini di sicurezza e di stabilit\u00e0 che pu\u00f2 assicurare. Stati Uniti e Europa, dal canto loro, vengono valutati soprattutto per il contributo  economico e tecnologico che possono fornire all\u2019ulteriore sviluppo del Paese. <\/p>\n<p>Il fatto che da questa direzione provengano, a intermittenza, critiche al deficit di democrazia del regime kazako, non sembra motivo di eccessive preoccupazioni, considerato che l\u2019approccio occidentale si conferma, di regola, saldamente ispirato ai principi del realismo politico.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per il vice ministro degli esteri Lapo Pistelli il Kazakistan \u00e8 un paese interessantissimo. Un\u2019affermazione un po\u2019 enfatica, ma non c\u2019\u00e8 dubbio che Astana \u00e8 sempre pi\u00f9 rilevante sulla scena internazionale. 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