{"id":23860,"date":"2013-08-08T00:00:00","date_gmt":"2013-08-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/breccia-delliran-nel-puzzle-sunnita\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:36","slug":"breccia-delliran-nel-puzzle-sunnita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/08\/breccia-delliran-nel-puzzle-sunnita\/","title":{"rendered":"Breccia dell\u2019Iran nel puzzle sunnita"},"content":{"rendered":"<p>Sfruttando la rottura degli equilibri tra i principali protagonisti dell\u2019Islam politico sunnita, l\u2019Iran di Hassan Rouhani tenta ora di affermarsi come unico referente credibile per tutti i musulmani.<\/p>\n<p>Nel farlo, mette al centro la questione palestinese, servendosi della giornata mondiale di Al-Quds, la tradizionale ventiquattrore di solidariet\u00e0 dedicata a Gerusalemme che si svolge l\u2019ultimo venerd\u00ec di Ramadan, caduto quest\u2019anno il 2 agosto. <\/p>\n<p>In questa occasione Rouhani ha tenuto un discorso che ha avuto una grande eco internazionale. Avrebbe definito Israele \u201cuna ferita da estirpare nel cuore del mondo musulmano\u201d. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha immediatamente denunciato la continuit\u00e0 tra la linea politica del presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad e quella del suo successore, puntando nuovamente il dito contro il programma nucleare di Tehran. <\/p>\n<p>Dai microfoni di Press TV, il canale in inglese dell\u2019emittente statale iraniana, Rouhani ha subito precisato che le sue parole sono state riportate in modo improprio. Il presidente avrebbe in realt\u00e0 sostenuto che non Israele in quanto tale, ma l\u2019\u201coccupazione sionista\u201d, \u00e8 la \u201cvera piaga\u201d che il mondo islamico dovrebbe \u201ccancellare\u201d.<\/p>\n<p><b>Nessuna minaccia all\u2019orizzonte<\/b><br \/>Dopo l\u2019annuncio della vittoria elettorale di Rouhani, Europa e Stati Uniti hanno inviato segnali di apertura verso Tehran. Il presidente Barack Obama si \u00e8 detto pronto al dialogo con il nuovo esecutivo, prospettando l\u2019avvio di un partenariato, basato sul rispetto degli accordi sul nucleare. Rouhani, che vanta una lunga esperienza nei campi politico, economico e militare, \u00e8 visto come esponente dell\u2019ala riformista e dialogante del regime iraniano.<\/p>\n<p>Le parole su Israele hanno avuto l\u2019effetto di una doccia fredda in Occidente. Un attacco nucleare contro Israele \u00e8 per\u00f2 molto improbabile. Non solo colpirebbe la popolazione palestinese, ma rischierebbe di contaminare il sistema idrografico del Giordano che irrora anche Libano e Siria, importanti alleati.<\/p>\n<p>Altrettanto improbabile \u00e8 un attacco missilistico convenzionale, che potrebbe essere neutralizzato dall\u2019Iron Dome, l\u2019avanzato sistema difensivo antimissile israeliano. In generale, un attacco potrebbe scatenare la reazione immediata di Israele che, secondo fonti militari britanniche, gi\u00e0 nel 2010 disponeva di un numero di testate nucleari compreso tra 100 e 300, nonch\u00e9 di diversi Jericho-3, missili capace di colpire qualsiasi parte del territorio iraniano.<\/p>\n<p><b>Questione palestinese come collante<\/b><br \/>L\u2019Iran, paese a maggioranza sciita, ha scarsa presa sulle comunit\u00e0 sunnite, dove le frange pi\u00f9 estremiste continuano a considerarlo \u201ctempio dell\u2019eresia\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019unica questione capace di unire sunniti e sciiti \u00e8 quella palestinese. Nel 2010, durante il blitz della marina israeliana a bordo della nave umanitaria pro-Gaza Freedom Flotilla, il primo ministro turco Raceep Tayypp Erdo&#287;an aveva riservato parole di fuoco a Tel Aviv. <\/p>\n<p>Tuttavia il fallimento della \u201cprofondit\u00e0 strategica\u201d messa in campo negli ultimi anni e la spaccatura con la potente rete islamista di Fetullah G\u00fclen hanno nuovamente allontanato il partito turco di ispirazione islamica, Akp, da quell\u2019Islam politico che aveva trionfato in Egitto e in Tunisia dopo le primavere arabe. <\/p>\n<p>Nell\u2019estate 2012 \u00e8 stato piuttosto il Qatar a penetrare in Palestina, guadagnandosi le simpatie del movimento islamista palestinese Hamas con ingenti finanziamenti, ai danni della Siria di Bashar al-Asad dal quale il movimento palestinese ha preso le distanze. Lo scorso novembre, l\u2019operazione israeliana contro la Striscia di Gaza ha per\u00f2 decimato il gruppo dirigente di Hamas, rimettendone in discussione le alleanze.<\/p>\n<p>Dopo il golpe con il quale, il 3 luglio scorso, i militari egiziani hanno destituito il presidente egiziano Mohammed Mursi, anche il ruolo del Cairo nelle dinamiche inter-palestinesi e nel conflitto con Israele potrebbero cambiare. Intanto sono saltate le trattative tra Egitto e Hamas per l\u2019apertura del valico di Rafah e i rifornimenti verso Gaza.<\/p>\n<p>Il colpo di stato egiziano ha inoltre acuito le differenze tra gli interessi del Qatar (vicino ai Fratelli Musulmani) e quelli dell\u2019Arabia Saudita (ostile ai Fratelli Musulmani), coincidenti in Siria, ma agli antipodi in Egitto.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sfruttando la rottura degli equilibri tra i principali protagonisti dell\u2019Islam politico sunnita, l\u2019Iran di Hassan Rouhani tenta ora di affermarsi come unico referente credibile per tutti i musulmani. 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