{"id":23870,"date":"2013-08-09T00:00:00","date_gmt":"2013-08-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-ritorno-del-genio-nucleare-nella-bottiglia\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:36","slug":"il-ritorno-del-genio-nucleare-nella-bottiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/08\/il-ritorno-del-genio-nucleare-nella-bottiglia\/","title":{"rendered":"Il ritorno del genio nucleare nella bottiglia?"},"content":{"rendered":"<p>Il Trattato di non-proliferazione (Tnp) attualmente in vigore non impone l\u2019eliminazione delle armi nucleari e riconosce l\u2019esistenza di \u201cpaesi militarmente nucleari\u201d, legittimando il possesso della bomba. Il Tnp combatte la proliferazione, ma gli obblighi a favore del disarmo sono deboli e generici. L\u2019articolo VI del trattato si limita a richiedere ai paesi membri di \u201cconcludere in buona fede trattative su misure efficaci per una prossima cessazione della corsa agli armamenti nucleari e per il disarmo nucleare\u201d. <\/p>\n<p><b>Armi nucleari da bandire<\/b><br \/>Esiste per\u00f2 il progetto di una convenzione che, al contrario, aspira ad abolire interamente questa categoria di armi di distruzione di massa, cos\u00ec come la Convenzione sulle armi biologiche (1972) e quella sulle armi chimiche (1993) hanno imposto agli stati che le hanno ratificate la distruzione completa e irreversibile dei loro arsenali chimici e biologici.<\/p>\n<p>Su iniziativa dell\u2019International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Ican, tra il 6 e il 13 luglio si \u00e8 celebrata la settimana dell\u2019abolizione nucleare al fine di promuovere il progetto di una convenzione per la messa al bando totale delle armi nucleari. Si \u00e8 trattato dell\u2019ultimo tassello di un dibattito che \u00e8 antico quanto l\u2019invenzione di quest\u2019arma. <\/p>\n<p>Sono tre i principali argomenti avanzati da quanti sono contrari al nucleare: la non provata razionalit\u00e0 che sottende la strategia della deterrenza; il pericolo della proliferazione; il rischio di errore o incidente che porti a un uso non autorizzato o non-intenzionale di un ordigno.<\/p>\n<p>Esiste poi un convincente punto di vista \u201cumanitario\u201d relativo alla sproporzionata e indiscriminata natura distruttiva della bomba per cui qualsiasi uso delle armi nucleari causerebbe danni di portata catastrofica alle persone e all\u2019ambiente. <\/p>\n<p><b>Pio desiderio<\/b><br \/>Ipotizzando la desiderabilit\u00e0 del disarmo nucleare &#8211; anche se non mancano coloro che, come Thomas Schelling, invitano a una riflessione pi\u00f9 attenta sulle possibili conseguenze negative del processo di <i>global zero <\/i>sulla stabilit\u00e0 del sistema internazionale &#8211; la domanda fondamentale \u00e8 se questo obiettivo sia realistico o non piuttosto un semplice auspicio.<\/p>\n<p>Tre aspetti fondamentali devono essere tenuti in dovuta considerazione. In primo luogo, \u00e8 del tutto improprio voler comparare, come molti fanno, il successo delle convenzioni sulle armi chimiche e biologiche (o di quella sulle mine anti-uomo o sulle bombe a grappolo), quale precedente che fa ben sperare per una prossima convenzione su quelle nucleari. <\/p>\n<p>Similmente, \u00e8 fallace l\u2019argomento secondo cui le armi nucleari potrebbero un giorno essere abolite alla stessa stregua di pratiche come il colonialismo o la schiavit\u00f9 che, un tempo considerate lecite, oggi sono ritenute totalmente aberranti. Le armi nucleari hanno qualit\u00e0 tecniche e politiche specifiche che rendono azzardato qualsiasi paragone con altre categorie di armi convenzionali e non, o precedenti episodi di controllo degli armamenti e disarmo.<\/p>\n<p><b>Bomba sempre ambita<\/b><br \/>In secondo luogo, la presunta delegittimazione delle armi nucleari dopo la fine della Guerra Fredda \u00e8 lungi dall\u2019essere una realt\u00e0. Al di l\u00e0 della facile retorica, il possesso della bomba rimane un obiettivo ancora altamente ambito. Questo \u00e8 vero per tutti i paesi militarmente nucleari. <\/p>\n<p>La Russia vede nel nucleare una necessaria compensazione alla sua inferiorit\u00e0 militare di tipo convenzionale. La Cina la reputa utile per ammodernare il proprio arsenale e Israele considera l\u2019arma nucleare la propria \u201cassicurazione sulla vita\u201d. <\/p>\n<p>Gli stessi Stati Uniti continuano ad assegnare alla forza nucleare un ruolo primario all\u2019interno della loro strategia di difesa nazionale, nonostante l\u2019esplicito sostegno di Obama alla visione di un \u201cmondo senza armi nucleari\u201d annunciato nello storico discorso di Praga del 2008 e ribadito lo scorso giugno a Berlino. Da Teheran a Pyongyang non mancano poi i paesi che aspirano o che sono gi\u00e0 di fatto parte dell\u2019esclusivo club dei paesi nucleari.<\/p>\n<p>Infine, non bisogna sottovalutare il fatto che abolire le armi nucleari non significa semplicemente smantellare le testate attualmente esistenti, ma anche assicurare al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio un controllo completo, verificabile e soprattutto irreversibile della tecnologia con cui la bomba \u00e8 prodotta. <\/p>\n<p>In sostanza, il presupposto per raggiungere questo obiettivo \u00e8 quello di riuscire a <i>disinventare <\/i>l\u2019arma nucleare, operazione evidentemente non facile da un punto di vista sia tecnico che politico. Come dicono coloro che guardano con scetticismo alle prospettive di disarmo, il genio nucleare \u00e8 uscito dalla bottiglia e sar\u00e0 difficile ricacciarlo dentro. \u00c8 comunque nell\u2019interesse di tutti almeno provarci.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Trattato di non-proliferazione (Tnp) attualmente in vigore non impone l\u2019eliminazione delle armi nucleari e riconosce l\u2019esistenza di \u201cpaesi militarmente nucleari\u201d, legittimando il possesso della bomba. Il Tnp combatte la proliferazione, ma gli obblighi a favore del disarmo sono deboli e generici. 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