{"id":23900,"date":"2013-08-19T00:00:00","date_gmt":"2013-08-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/avversari-senza-dialogo\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:35","slug":"avversari-senza-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/08\/avversari-senza-dialogo\/","title":{"rendered":"Avversari senza dialogo"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Egitto ricade nel vortice della violenza. Quanti si oppongono al ritorno del deposto presidente islamista Mohammed Mursi sono la maggioranza, ma i suoi sostenitori sono pronti lottare fino alla morte.<\/p>\n<p>La forza con la quale i militari vogliono disperdere gli islamisti \u00e8 anacronistica e pericolosa; il pacifismo evocato dalla Fratellanza una maschera che non riesce a nascondere le armi utilizzate per scatenare l\u2019altrettanta violenza che ha contribuito a incendiare il paese.<\/p>\n<p>La polarizzazione e l\u2019incapacit\u00e0 al compromesso che hanno caratterizzato la presidenza Mursi hanno portato a uno scontro frontale che danneggia in primis la popolazione, ma anche l\u2019instaurazione di una democrazia liberale.<\/p>\n<p>Anche se fino ad ora \u00e8 stato l\u2019esercito a confrontarsi con i sostenitori del deposto presidente, gli assalti ai luoghi di culto cristiani e i costanti discorsi di chi spera di riuscire a \u201cpulire\u201d il paese dagli islamisti mostrano il rischio di una <i>escalation <\/i>di violenza civile.<\/p>\n<p><b>Inclusione prima, democrazia poi<\/b><br \/>In un contesto di democrazia non consolidata, \u00e8 sul concetto di inclusione che si devono concentrare quanti cercano un\u2019uscita dalla crisi. <\/p>\n<p>Anche se tutte le mediazioni tentate non hanno portato risultati, \u00e8 essenziale che le parti, a partire dal nuovo governo, si sforzino sinceramente per negoziare una rapida cessazione della violenza che metta da parte i progetti propri di ciascuna fazione. <\/p>\n<p>Anche se le vicende degli ultimi giorni non sembrano andare in questa direzione, l\u2019esercito dovrebbe facilitare una transizione inclusiva che coinvolga tutte le parti in causa, sperando che le dinamiche dell\u2019Egitto portino a un evoluzione simile a quella della Turchia di fine anni \u201890. <\/p>\n<p>Per conservare il sostegno della maggioranza della popolazione, i militari devono evitare atti di violenza come quelli degli ultimi giorni che iniziano a portare defezioni all\u2019interno del fronte dei suoi sostenitori. <\/p>\n<p>A Mohammed El-Baradei, da luglio vice premier del nuovo governo, \u00e8 stato affidato il compito di spiegare al mondo intero che quello in Egitto non \u00e8 stato un golpe, ma semplici dimissioni di un premier. <\/p>\n<p>Ancora una volta, dopo aver eliminato il nemico comune, il fronte che ha portato al rovesciamento del governo Mursi rischia quindi di spaccarsi. In questo fronte confluiscono liberali, giovani, copti ed ex mubarakiani con idee diverse circa il ruolo che spetta ai militari. <\/p>\n<p>Difficilmente il sostegno di cui gode ora l\u2019esercito sar\u00e0 illimitato. A mostrarlo \u00e8 anche la ricomposizione del vecchio fronte di opposizione al regime militare, nel quale inizia a confluire l\u2019anima giovanile del Tamarrod, la campagna che ha organizzato la prima manifestazione per la deposizione di Mursi. <\/p>\n<p><b>Rischio scenario algerino<\/b><br \/>Anche se l\u2019Islam politico sembra pi\u00f9 compatto, \u00e8 comunque un attore variegato e molto dipender\u00e0 dall\u2019evoluzione delle sue dinamiche interne. I salafiti, islamisti su posizioni pi\u00f9 conservatrici, hanno da subito accettato il piano dei militari e anche se adesso condannano la violenza, difficilmente faranno passi indietro, visto l\u2019aumento del loro peso politico. <\/p>\n<p>Anche senza un ritorno di Mursi, l\u2019islam politico sar\u00e0 una componente rilevante dello spettro politico egiziano ed \u00e8 difficile pensare che accetti un ritorno alla clandestinit\u00e0.<\/p>\n<p>Tanto i sondaggi condotti nelle ultime settimane che la mappa delle recenti manifestazioni mostrano che gli islamisti sono contestati anche nelle loro roccaforti. Le immagini di violenza contro i loro affiliati potrebbero far guadagnare qualche voto, ma per recuperare i consensi persi nell\u2019ultimo anno sar\u00e0 necessaria una riflessione interna che coinvolga l\u2019ala pi\u00f9 riformista e quella giovanile che chiedono di essere incluse nelle dinamiche politiche.<\/p>\n<p>I rischi derivanti da un\u2019eventuale uscita della Fratellanza dal percorso democratico sono elevati. Le posizioni pi\u00f9 estremiste potrebbero prendere il posto di quelle pi\u00f9 moderate, riproponendo uno scenario simile a quello algerino degli anni\u201990.<\/p>\n<p><b>Dalle piazze ai palazzi <\/b><br \/>Tra questi due fronti che lottano per il potere, si trova la maggioranza della popolazione, favorevole a un compromesso, ma incapace di influenzare significativamente il corso degli eventi. <\/p>\n<p>Le manifestazioni con le quali milioni di cittadini hanno chiesto l\u2019uscita di scena di Mursi hanno confermato che il popolo \u00e8 pronto a mobilitarsi e che tale mobilitazione sta diventando uno strumento di legittimit\u00e0 per quanti vogliono gestire le dinamiche del paese.<\/p>\n<p>La vera sfida \u00e8 quella di riuscire a convertire le manifestazioni di strada in una pratica politica che accetti e consolidi le regole del gioco democratico, anche quando portano a risultati sgraditi, rifiutando pericolose scorciatoie che implicano l\u2019aiuto di chi si serve della legittimazione popolare per realizzare i propri progetti.<\/p>\n<p>La nuova fase della transizione egiziana non sar\u00e0 n\u00e9 breve, n\u00e9 priva di conflitti. Sbagliato per\u00f2 pensare che l\u2019Egitto sia al punto di partenza. Se i militari non mantenessero le loro promesse, dovrebbero affrontare le folle pronte e abituate a scendere in strada.<\/p>\n<p>Per garantire sicurezza, mettendo fine al caos che governa le citt\u00e0 egiziane, l\u2019esercit\u00f2 dovrebbe capire che il paese non si stabilizza premendo il grilletto delle pistole.<\/p>\n<p>Entrambe le parti devono comprendere che non possono andare avanti da sole e che aprire il fuoco sull\u2019avversario non \u00e8 il modo per arrivare a elezioni realmente democratiche.<\/p>\n<p>Per fare uscire l\u2019Egitto dal vortice di violenza sempre pi\u00f9 profondo, gli attori in campo devono unire le energie e focalizzarsi sugli interessi della popolazione ignorati prima dal vecchio regime e poi da quanti l\u2019hanno sostituito alla guida del paese.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Egitto ricade nel vortice della violenza. 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