{"id":23910,"date":"2013-08-21T00:00:00","date_gmt":"2013-08-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-sogno-proibito-dello-shale-gas-in-cina\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:35","slug":"il-sogno-proibito-dello-shale-gas-in-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/08\/il-sogno-proibito-dello-shale-gas-in-cina\/","title":{"rendered":"Il sogno proibito dello shale gas in Cina"},"content":{"rendered":"<p>Da anni si continua a guardare alle fonti rinnovabili come possibile origine della tanto agognata rivoluzione energetica. Ma una rivoluzione con conseguenze ancora pi\u00f9 significative sembra paradossalmente arrivare da due fonti fossili quali il gas naturale ed il petrolio. La tecnica della fratturazione idraulica (<i>hydraulic fracking<\/i>) risale al XIX secolo, ma solo di recente innovazioni tecniche e politico-legislative negli Stati Uniti l&#8217;hanno resa commercialmente sfruttabile su larga scala, permettendo di avviare l\u2019estrazione delle riserve di gas e petrolio (c.d. <i>shale gas\/oil<\/i>).<\/p>\n<p><b>Volata Usa<\/b><br \/>Lo sviluppo di queste riserve \u00e8 tra i segreti della ripresa economica americana, visto che il gas costa negli Usa circa un terzo dell\u2019Europa e un quarto del Giappone: un vantaggio competitivo potenzialmente incolmabile e destinato a ridurre enormemente la dipendenza energetica Usa dall\u2019esterno. Quando, a breve, prender\u00e0 avvio l\u2019esportazione del gas e del petrolio in eccesso, ai benefici diretti (creazione di posti di lavoro nell\u2019indotto dell\u2019esplorazione, trasporto e vendita di petrolio e gas) e indiretti (abbassamento del costo del lavoro al livello di paesi emergenti) del<i> fracking <\/i>si aggiunger\u00e0 anche un importante avanzo commerciale.<\/p>\n<p>Tralasciando l\u2019Unione Europea, nella quale le opposizioni ambientaliste e il difficile quadro politico dei singoli Stati sembrano per il momento impedire lo sfruttamento delle <a href= \"http:\/\/www.shalegas-europe.eu\/en\/index.php\/resources\/library\/resource-potential\" target= \"blank\"><b><u> seppur considerevoli riserve<\/u><\/b><\/a>, la Cina \u00e8 l\u2019area geografica nella quale lo <i>shale gas <\/i>potrebbe conoscere i maggiori sviluppi. Le autorit\u00e0 cinesi hanno guardato con attenzione all\u2019evoluzione del fenomeno negli Stati Uniti e, visto il successo, si sono rese conto di doversi dare da fare, al fine di evitare &#8211; come in una gara di ciclismo &#8211; che il principale concorrente commerciale e geo-politico dei prossimi anni possa riuscire nella \u201cfuga\u201d ed acquisire un eccessivo vantaggio.<\/p>\n<p><b>Cina in scia<\/b><br \/>Il potenziale \u00e8 certamente enorme: le <a href= \"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/finance\/china-business\/9117072\/China-claims-worlds-biggest-shale-gas-reserves.html\" target= \"blank\"><b><u> autorit\u00e0 cinesi ritengono<\/u><\/b><\/a> infatti che all\u2019interno dei confini nazionali siano racchiuse le pi\u00f9 grandi riserve al mondo di <i>shale gas<\/i>. <\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.eia.gov\/analysis\/studies\/worldshalegas\/\" target= \"blank\"><b><u>Altre analisi<\/u><\/b><\/a> sembrano confermare tale pretesa, ponendo la Cina tra i primi paesi al mondo per riserve di shale oil. Non sorprende per\u00f2 che sia il gas a destare maggiore interesse, dal momento che per la Cina, nonostante i periodici proclami di epocali riforme, il carbone continui a coprire l\u201980% della produzione energetica (con un <a href= \"http:\/\/www.eia.gov\/todayinenergy\/detail.cfm?id=9751\" target= \"blank\"><b><u> uso tuttora in forte crescita<\/u><\/b><\/a>). <\/p>\n<p>Il gas rappresenta sotto diversi punti di vista un efficiente strumento per ridurre l\u2019uso del carbone e delle relative emissioni (soprattutto in ragione della facilit\u00e0 con la quale \u00e8 possibile riconvertire le centrali termiche).<\/p>\n<p>Il governo cinese continua a concentrare attivit\u00e0 diplomatico-commerciali ed investimenti in infrastrutture su due fronti: la Russia ed i paesi dell\u2019Asia centrale da un lato (collegati attraverso gasdotti), e i paesi dell\u2019Australasia fornitori di gas liquido (Lng) dall\u2019altro (connessi tramite <a href= \"http:\/\/www.hcasia.safan.com\/mag\/hca0112\/r06.pdf\" target= \"blank\"><b><u> i nuovi terminal<\/u><\/b><\/a>). <\/p>\n<p>Uno dei numerosi vantaggi che potrebbero derivare dallo sfruttamento dei giacimenti di shale gas sarebbe il venire meno della dipendenza dalle importazioni e, astrattamente, la possibilit\u00e0 di divenire un paese esportatore. Nel mese di <a href= \"http:\/\/csis.org\/publication\/china-awards-more-shale-gas-blocks-although-much-remains-be-seen\" target= \"blank\"><b><u> gennaio di quest\u2019anno il governo ha assegnato permessi<\/u><\/b><\/a> per effettuare ricerche in 20 diverse zone del paese (principalmente nel Sichuan e nelle province circostanti, in alcune delle quali \u00e8 attivamente coinvolta anche l\u2019italiana Eni). A fronte di queste opportunit\u00e0 vi sono tuttavia enormi problemi di natura tecnica, economica ed ambientale.<\/p>\n<p><b>Nodi tecnici, ambientali, economici<\/b><br \/>Rispetto agli Stati Uniti (nei quali le operazioni di esplorazione hanno richiesto circa 60 anni e duecentomila pozzi per arrivare allo stato attuale), i depositi cinesi si trovano mediamente a profondit\u00e0 maggiori e in situazioni geologiche pi\u00f9 complesse, rendendo le operazioni di trivellazione decisamente pi\u00f9 ostiche. A questo occorre aggiungere che la maggior parte delle zone per le quali sono stati assegnati permessi di esplorazione sono classificate come ad alto rischio sismico, rendendo quindi necessaria l\u2019adozione di soluzioni tecniche (in alcuni casi non ancora sviluppate in altre parti del mondo) volte a prevenire i rischi in caso di terremoti.<\/p>\n<p>Altra problematica di natura sia tecnica che ambientale \u00e8 quella relativa alle risorse idriche. Il processo di fratturazione idraulica richiede enormi quantit\u00e0 di acqua e, nonostante la questione sia dibattuta, pu\u00f2 comportare rischi di inquinamento delle falde acquifere. Se un delicato equilibrio tra uso dello <i>shale gas <\/i>e tutela delle risorse idriche \u00e8 ricercato negli Stati Uniti e negli altri paesi che fanno gi\u00e0 uso del <i>fracking<\/i>, in Cina l\u2019attenzione deve essere anche maggiore vista la scarsit\u00e0 di risorse idriche del paese, con una disponibilit\u00e0<i> pro-capite <\/i>di acqua pari a meno di un terzo della media mondiale e con una distribuzione non uniforme sul territorio.<\/p>\n<p>Gli investimenti associati allo sviluppo di <i>shale gas<\/i> e <i>shale oil<\/i> in Cina sono di difficile previsione ma certamente ingenti. Fino ad ora i permessi esplorativi sono stati assegnati solamente alle grandi aziende di Stato, meno interessate ad assumersi rischi d\u2019impresa in questo nuovo settore rispetto ai privati e alle multinazionali che hanno gi\u00e0 sviluppato significative esperienze. Sembra tuttavia che un\u2019<a href= \"http:\/\/english.caixin.com\/2011-07-19\/100281070.html\" target= \"blank\"><b><u>apertura ad imprese private<\/u><\/b><\/a> sia possibile nei prossimi mesi.<\/p>\n<p>A questi vanno poi aggiunti altri problemi, quali la disciplina giuridica dell\u2019esplorazione e dell\u2019utilizzo delle risorse, la carenza di infrastrutture nelle regioni interessate, l\u2019attivit\u00e0 di disturbo di speculatori. Da questo breve quadro dovrebbe risultare chiaro che gli enormi benefici economici, ambientali e geo-politici che la Cina potrebbe ottenere dall\u2019utilizzo delle riserve di <i>shale gas <\/i>e <i>shale oil <\/i>non possono essere considerati separatamente da sfide altrettanto significative. <\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 cinesi, con il sostegno della comunit\u00e0 scientifica ed imprenditoriale, sono gi\u00e0 da tempo impegnate a studiare le soluzioni necessarie, avendo perfettamente inteso che questo settore potrebbe diventare uno dei fronti pi\u00f9 importanti della competizione tra Stati Uniti e Cina nel prossimo decennio.<\/p>\n<p><i>Edoardo Agamennone \u00e8 dottorando SOAS<\/i>.<\/p>\n<p><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da anni si continua a guardare alle fonti rinnovabili come possibile origine della tanto agognata rivoluzione energetica. 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