{"id":23970,"date":"2013-08-30T00:00:00","date_gmt":"2013-08-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/siria-italia-non-allineata\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:33","slug":"siria-italia-non-allineata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/08\/siria-italia-non-allineata\/","title":{"rendered":"Siria, Italia non allineata"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019intervento punitivo che l\u2019amministrazione Obama vorrebbe effettuare contro la Siria ha una base legale debole, non tanto perch\u00e9 manchino i motivi (l\u2019impiego delle armi chimiche e la necessit\u00e0 di sovvenire alla responsabilit\u00e0 di proteggere la popolazione) ma perch\u00e9 manca il mandato del Consiglio di Sicurezza. <\/p>\n<p>Inoltre, a differenza di casi precedenti, manca quel largo consenso internazionale che, a dispetto della dubbia legalit\u00e0, dettero \u201clegittimit\u00e0\u201d a interventi come quello in Kosovo. Sulla questione aleggia anche il precedente delle \u201cprove\u201d esibite nel 2003 all\u2019Onu dall\u2019allora segretario di stato statunitense Colin Powell sull\u2019esistenza delle armi nucleari dell\u2019Iraq che si rivelarono poi inesistenti. <\/p>\n<p>Cos\u00ec, il parlamento britannico ha costretto il primo ministro David Cameron, sostenitore in prima linea dell\u2019intervento, a fare marcia indietro. Ugualmente, il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande, smarcandosi dall\u2019interventismo della prima ora del ministro degli esteri Laurent Fabius, parla della necessit\u00e0 di avere luce verde dall\u2019Onu, schierandosi con la Germania. <\/p>\n<p>La Lega Araba, diversamente da quello che accadde con la Libia, sostiene l\u2019intervento ma nessun paese arabo desidera entrare nella coalizione militare destinata ad effettuarlo. La maggior parte dei paesi europei \u00e8 contraria o perplessa e cos\u00ec le loro opinioni pubbliche. L\u2019Italia non sostiene l\u2019intervento, n\u00e9 tanto meno intende parteciparvi. Obama, rimasto solo e intrappolato nelle sue incaute <i>red lines<\/i>, prender\u00e0 le sue decisioni. <\/p>\n<p>Vale la pena di riflettere sul merito della questione e sulla posizione dell\u2019Italia. Posizione che \u00e8 insolita rispetto al passato, rispetto al dibattito e alle profonde divisioni che in casi analoghi si sono avuti fra le forze politiche e rispetto al significato che nella sua politica estera ha guadagnato la cospicua presenza internazionale realizzata sin dall\u2019inizio degli anni \u201880 con le missioni militari. <\/p>\n<p>Occorre prendere in considerazione due aspetti. Da un lato, il senso di questa posizione nei confronti della specifica azione militare che gli Stati Uniti potrebbero decidere di perseguire: questo significa appunto entrare nel merito della questione chiedendosi se tale azione ha senso rispetto alla situazione in Medio Oriente e merita un appoggio oppure no. <\/p>\n<p>Dall\u2019altro, il significato che la posizione italiana riveste nell\u2019ambito pi\u00f9 generale della sua politica estera, cio\u00e8 oltre che verso il Mediterraneo e il Medio Oriente, verso l\u2019Europa e gli Stati Uniti, vale a dire il sistema di alleanza cui appartiene.<\/p>\n<p><b>Troppo tardi<\/b><br \/>La lezione a suon di missili di crociera che gli Stati Uniti potrebbero dare alla Siria potr\u00e0 pure infliggere gravi danni, ma non riuscirebbe a cambiare le carte della partita politica in corso. Questo sarebbe stato possibile durante la prima fase del conflitto. L\u2019occasione \u00e8 ormai passata poich\u00e9 il fronte dei ribelli invece di consolidarsi politicamente e militarmente si \u00e8 frammentato in blocchi contrapposti che gi\u00e0 cominciano cospicuamente a combattersi fra di loro. <\/p>\n<p>D\u2019altra parte, le forze lealiste si sono rodate e rafforzate. L\u2019appoggio politico esterno da parte della Russia, dell\u2019Iran e degli sciiti libanesi ed iracheni, che all\u2019inizio era ancora confuso e debole, si \u00e8 trasformato in flussi regolari di risorse, armi e uomini ed \u00e8 diventato per gli stessi alleati della Siria un impegno politico che non potr\u00e0 essere certamente infranto dalla salva di cruise che la Casa Bianca invier\u00e0.<\/p>\n<p>Il conflitto siriano \u00e8 regionale e la sua posta \u00e8 diventata molto pi\u00f9 alta che agli inizi. Per avere un impatto occorre a questo punto entrare nel conflitto, se non direttamente almeno con un piano di alleanze sul terreno, addestramento, assistenza ai profughi e fornitura di armi di rilievo ben pi\u00f9 ampi di quanto sia accaduto finora. Ma gli Stati Uniti e i paesi occidentali non vogliono entrare nel conflitto, probabilmente per ottime ragioni, e quindi la pioggia di cruise \u00e8 destinata a restare un gesto, forse anche un bel gesto, ma nulla di pi\u00f9. <\/p>\n<p><b>Nessuna vittoria desiderabile <\/b><br \/>Il conflitto siriano si \u00e8 evoluto in modo tale da non avere nessuna prospettiva desiderabile dal punto di vista occidentale. Non \u00e8 desiderabile la vittoria di Assad, perch\u00e9, oltre a confermare al potere un regime altamente tirannico e ormai fermamente anti-occidentale, rafforzerebbe il fronte iraniano e sciita dei nemici dell\u2019Occidente e ne indebolirebbe gli alleati. <\/p>\n<p>Non \u00e8 desiderabile la vittoria dei ribelli, perch\u00e9 questi sono destinati a combattersi tra loro e in maggioranza appartengono a fazioni estremiste e anti-occidentali. In questo senso \u00e8 vero quello che pensano molti governi, incluso quello italiano: il conflitto pu\u00f2 avere solo una soluzione politica. <\/p>\n<p>Tuttavia, la soluzione politica del conflitto \u00e8 solo formalmente siriana poich\u00e9 in realt\u00e0 riguarda l\u2019intera regione. Per avere un impatto militare, gli occidentali dovrebbero entrare nel conflitto. Per avere un impatto politico, dovrebbero avere una strategia che riguardi l\u2019intera regione. <\/p>\n<p><b>Strategia mancante<\/b><br \/>Questa strategia manca. La politica egiziana \u00e8 fallita non essendo riuscita a trasformare i Fratelli Musulmani in una efficace forza di governo. Cos\u00ec, l\u2019Occidente \u00e8 rimasto senza quella forza politica moderata che sarebbe essenziale a un\u2019evoluzione della regione in linea con i suoi interessi. I Fratelli Mussulmani radicalizzati, in compagnia di salafiti e jihadisti, sono un problema in pi\u00f9, non certo una soluzione.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, la politica iraniana \u00e8 rimasta ferma ai negoziati nucleari mentre richiederebbe una visione e un impegno pi\u00f9 vasti. Per inciso, si deve anche osservare che il bombardamento della Siria ci impedir\u00e0 di sapere se, com\u2019era possibile, la nuova leadership iraniana aveva delle iniziative politiche di un qualche interesse.<\/p>\n<p>Questa debolezza di iniziativa politica da parte dell\u2019Occidente riflette il fatto che fondamentalmente gli Stati Uniti vogliono sganciarsi dalla regione, probabilmente sottovalutando gli interessi che continuano ad averci, mentre gli europei sono troppo assorbiti nella loro crisi per essere realmente interessati al Medio Oriente. <\/p>\n<p>Il conflitto siriano non ha una soluzione militare &#8211; come ha affermato giustamente il ministro Emma Bonino &#8211; ma \u00e8 anche vero che la posizione di fondo dell\u2019Occidente fa ritenere che forse non ha neppure una soluzione politica. Questo soluzione, occorre aggiungere, \u00e8 anche fortemente ostacolata dall\u2019assenza di ogni spirito di compromesso, specialmente da parte dei contendenti.<\/p>\n<p><b>Inedita posizione italiana<\/b><br \/>Poich\u00e9 il bombardamento della Siria non sembra avere n\u00e9 un senso politico n\u00e9 uno militare, n\u00e9 poter cambiare le carte in tavola, la posizione italiana ha quindi una sua razionalit\u00e0. La posizione italiana, &#8211; e cos\u00ec veniamo al secondo punto del nostro argomento &#8211; lascia un po\u2019 perplessi nei termini della politica estera generale del paese.<\/p>\n<p>Finora l\u2019Italia, sia pure con l\u2019opposizione di varie forze, sia nel Parlamento sia nella societ\u00e0 civile, ha realizzato una presenza di alto profilo nelle missioni all\u2019estero, facendo di queste missioni il punto di leva per battere un marginalit\u00e0 internazionale sempre in agguato. <\/p>\n<p>La posizione attuale, che non prevede una partecipazione all\u2019intervento neppure se ci fosse un mandato del Consiglio di Sicurezza e neppure la concessione dell\u2019utilizzo delle basi italiane (ma se l\u2019intervento finisce nelle mani della Nato?) da parte alleata, \u00e8 un cambiamento improvviso e radicale. <\/p>\n<p>\u00c8 anche singolare che la decisione del governo non abbia suscitato nessuna significativa opposizione da parte dei partiti e degli ambienti pi\u00f9 attaccati alle alleanze tradizionali. \u00c8 questo il risultato dell\u2019estrema debolezza politica ed economica del paese? Che cosa significa a lungo termine questo non allineamento di un paese solitamente allineato? Che cosa significa nella gi\u00e0 difficile posizione europea dell\u2019Italia?<\/p>\n<p>La posizione del governo non ha alle spalle nessun dibattito. Invece, un dibattito fra le forze politiche e nel paese, per quanto assorbente possa essere la difficile congiuntura nazionale, sembra necessario.<\/p>\n<p>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intervento punitivo che l\u2019amministrazione Obama vorrebbe effettuare contro la Siria ha una base legale debole, non tanto perch\u00e9 manchino i motivi (l\u2019impiego delle armi chimiche e la necessit\u00e0 di sovvenire alla responsabilit\u00e0 di proteggere la popolazione) ma perch\u00e9 manca il mandato del Consiglio di Sicurezza. 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