{"id":24010,"date":"2013-09-04T00:00:00","date_gmt":"2013-09-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-nuovi-orizzonti-delleuropa-della-difesa\/"},"modified":"2017-11-03T15:26:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:26:32","slug":"i-nuovi-orizzonti-delleuropa-della-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/09\/i-nuovi-orizzonti-delleuropa-della-difesa\/","title":{"rendered":"I nuovi orizzonti dell\u2019Europa della difesa"},"content":{"rendered":"<p>Il Consiglio europeo del prossimo dicembre affronter\u00e0 per la prima volta il tema della difesa europea. Per definire la strategia per l\u2019integrazione del mercato europeo della difesa, il 24 luglio la Commissione ha pubblicato la Comunicazione \u201cVerso un settore della difesa e della sicurezza pi\u00f9 concorrenziale ed efficiente\u201d dopo un lungo ed inedito confronto informale con gli Stati membri e con l\u2019industria, che ha coinvolto anche l\u2019Agenzia Europea di Difesa.<\/p>\n<p><b>Tra accelerazioni e frenate<\/b><br \/>Come sempre avviene nel complesso quadro istituzionale e politico europeo, si sono manifestate diverse posizioni. Due i poli estremi del dibattito: da un lato chi spinge per un\u2019accelerazione del processo di integrazione del mercato europeo della difesa nel quadro di una strategia di rafforzamento delle capacit\u00e0 comuni di difesa. Dall\u2019altro chi \u00e8 preoccupato soprattutto per il maggiore ruolo che acquisirebbero la Commissione e la dimensione comunitaria nel campo della difesa e della sicurezza a discapito degli Stati membri e dell\u2019odierna dimensione prevalentemente nazionale e parzialmente intergovernativa.<\/p>\n<p>Un\u2019altra novit\u00e0 \u00e8 il Documento di lavoro della Commissione che accompagna la Comunicazione. Il documento presenta una puntuale e aggiornata analisi del mercato europeo e, in particolare, della sua base industriale, confermandone l\u2019importanza per il mantenimento delle capacit\u00e0 tecnologiche e industriali europee, ma sottolineando anche il rischio di un loro  indebolimento.<\/p>\n<p><b>Mercato di difesa comune<\/b><br \/>La Comunicazione prende le mosse proprio dall\u2019attuale quadro del mercato europeo della difesa, evidenziandone le debolezze e i rischi di fronte alle nuove sfide internazionali. Di qui le proposte della Commissione per rafforzare la base industriale tecnologica della difesa e contribuire, in questo modo, al miglioramento delle capacit\u00e0 europee.<\/p>\n<p>Di particolare interesse \u00e8 la parte della Comunicazione che riguarda le regole del mercato della difesa. Le due direttive del 2009 non sono state ancora pienamente attuate. Una parte significativa delle acquisizioni avviene infatti al di fuori delle regole europee o utilizzando le esenzioni previste per alcune specifiche tipologie di acquisti.<\/p>\n<p>Inoltre, continua a esserci una forte propensione agli acquisti nazionali che complica l\u2019adozione di scelte basate sulla competizione. Resta, infine, scoperto il fronte della sicurezza degli approvvigionamenti perch\u00e9 il controllo degli investimenti esteri \u00e8 messo in atto solo da alcuni paesi e ciascuno  si limita a valutarli in un\u2019ottica esclusivamente nazionale senza alcun riferimento alle possibili conseguenze sul piano europeo.<\/p>\n<p>Di qui l\u2019intenzione della Commissione di attivare un pi\u00f9 stretto monitoraggio sull\u2019applicazione della normativa (e, in particolare, sul ricorso alle deroghe) e, insieme, di avviare una riflessione comune sulla sicurezza degli approvvigionamenti.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 indietro \u00e8 invece la semplificazione dei trasferimenti intracomunitari da parte di molti Stati membri, fra cui l\u2019Italia. Il nuovo sistema di controllo pu\u00f2, per\u00f2, essere efficace solo se quasi tutti i paesi europei lo applicano. Questo \u00e8 indispensabile anche per spingere le grandi e medie imprese a chiedere la loro certificazione: \u00e8 una scelta volontaria che deve essere incentivata mostrandone i vantaggi e questo presuppone un\u2019applicazione generale e ampia della licenza generale.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima \u00e8 per\u00f2 demandata agli Stati membri con il rischio di creare una torre di Babele che ne pu\u00f2 compromettere l\u2019utilizzo. \u00c8 quindi necessario un maggiore coordinamento fra gli Stati per favorire un effettivo ed efficace utilizzo del sistema della licenza generale.<\/p>\n<p><b>Competitivit\u00e0 e innovazione<\/b><br \/>La seconda parte della Comunicazione riguarda le misure a sostegno della competitivit\u00e0 dell\u2019industria della difesa. Oltre all\u2019obiettivo di pervenire alla definizione di standard e certificazioni comuni a livello europeo, vi \u00e8 l\u2019impegno a favore delle piccole e medie imprese, definite \u201cil cuore dell\u2019innovazione della difesa europea\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di rafforzare la collaborazione delle piccole e medie imprese con universit\u00e0, centri di ricerca e grandi imprese per valorizzarne il contributo alla crescita tecnologica. \u00c8 un tema su cui alcuni paesi, soprattutto Francia e Regno Unito, si stanno gi\u00e0 da tempo impegnando a livello nazionale, mentre proprio l\u2019Italia, in cui le piccole e medie aziende sono pi\u00f9 diffuse, non ha ancora messo in atto misure specifiche.<\/p>\n<p>Una terza parte della Comunicazione riguarda la ricerca volta a rafforzare l\u2019innovazione. La crescita tecnologica del mercato civile e l\u2019ingresso dell\u2019elettronica in ogni produzione e prodotto rende oggi possibile un pi\u00f9 ampio utilizzo di componenti e parti commerciali nei sistemi d\u2019arma.<\/p>\n<p>Questo implica per\u00f2 che siano individuati e sostenuti anche alcuni filoni tecnologici di maggiore interesse per il settore della difesa e della sicurezza. Il prossimo avvio del nuovo Programma quadro europeo della ricerca denominato <i>Horizon 2020 <\/i>offre l\u2019occasione per assicurare le risorse necessarie.<\/p>\n<p>La Commissione intende sostenere in primis tre aree: la protezione Nbcr (nucleare, batteriologica, chimica, radiologica), i velivoli a pilotaggio remoto e le comunicazioni basate sulla tecnologia della <i>software defined radio<\/i>. Inoltre, vuole avviare un programma preliminare di ricerche volte a dare sostegno, per la prima volta, alla politica comune di difesa e sicurezza europea.<\/p>\n<p><b>Spazio ed energia<\/b><br \/>La Comunicazione dedica poi una quarta parte ai settori di spazio ed energia. Anche in questo caso \u00e8 la prima volta che viene manifestata la volont\u00e0 di avviare nuovi programmi europei a sostegno delle capacit\u00e0 comuni nel campo della protezione delle infrastrutture satellitari, comunicazione e osservazione. \u00c8 anche la prima volta che viene esplicitamente riconosciuta da parte della Commissione l\u2019importanza delle applicazioni spaziali per la difesa e la sicurezza dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di affiancare le capacit\u00e0 nazionali di alcuni pochi paesi europei, fra cui l\u2019Italia, con queste nuove iniziative comuni. L\u2019unico neo \u00e8 che non si sottolinea che l\u2019Europa deve anche garantirsi strategicamente un\u2019autonoma capacit\u00e0 di accesso allo spazio, senza la quale sarebbe limitata la sua indipendenza anche in campo satellitare.<\/p>\n<p>Per l\u2019energia, invece, \u00e8 prevista la messa a punto di specifiche misure di risparmio tenendo conto dell\u2019elevato consumo energetico delle strutture militari.<\/p>\n<p>Per concretizzare questi obiettivi la Commissione prevede la costituzione di un nuovo meccanismo di consultazione con gli Stati membri, associandovi anche l\u2019Agenzia europea di difesa e il Servizio per l\u2019azione esterna.<\/p>\n<p>Anche questa \u00e8 un\u2019importante novit\u00e0. Da una parte, si riconosce che una strategia complessiva deve essere coordinata con le iniziative promosse dai singoli paesi nell\u2019ambito delle competenze previste dal Trattato. Dall\u2019altra, si ammette che la Commissione ha bisogno dell\u2019esperienza accumulata soprattutto dai paesi pi\u00f9 impegnati nel campo della difesa. In questo pi\u00f9 stretto clima di collaborazione saranno definite sia le priorit\u00e0 sia i contenuti delle nuove iniziative previste dalla Comunicazione.<\/p>\n<p>La strategia della Commissione rappresenta una sfida ambiziosa, soprattutto tenendo conto delle difficolt\u00e0 attraversate dall\u2019Unione sia sul piano politico sia su quello economico. Ma conferma anche che l\u2019Europa della difesa deve andare avanti se non vuole rischiare di tornare indietro.<\/p>\n<p>Spetta ora agli Stati membri, e soprattutto ai maggiori, fra cui l\u2019Italia, assumersi le proprie responsabilit\u00e0 in sede di Consiglio europeo. Il governo italiano sembra molto determinato a parteciparvi attivamente e positivamente. Auguriamoci che il quadro politico interno non lo distragga e non ne mini l\u2019azione e la credibilit\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio europeo del prossimo dicembre affronter\u00e0 per la prima volta il tema della difesa europea. 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